Poliziotti fuori

Cop Out (USA, 2010)
di Kevin Smith
con Bruce Willis, Tracy Morgan, Guillermo Diaz, Sean William Scott

C’è stato un momento della mia vita in cui ero abbastanza nettamente un fan di Kevin Smith. Mi piacevano più o meno tutti i suoi film, trovavo motivi d’interesse anche nei meno riusciti, mi divertiva la sua comicità, godevo della scelta di inserire tutto in un universo comune, mi beavo delle apparizioni e riapparizioni dei vari attori, sapevo che esisteva una versione dal doppiaggio edulcorato di Chasing Amy, avevo visto e rivisto Mallrats, non m’era dispiaciuto Jersey Girl, apprezzavo molto la sua chiacchierata con Stan Lee e riuscivo a difendere perfino Jay & Silent Bob Strike Back. Oh, mi sono pure guardato la serie a cartoni animati di Clerks (ancora meglio: ho il cofanetto in DVD). Insomma, mi piaceva proprio. Nulla di male, per carità, in fondo a chi non è mai capitato almeno una volta nella vita di essere’ fan di Kevin Smith?

Si tratta, però, almeno per me, di un periodo chiuso. Ho visto Clerks II in estremo ritardo e mi ha fatto piuttosto pena. Talmente piuttosto pena che ho paura a riguardarmi i suoi vecchi film, per il timore che non mi piacciano più. Non me n’è fregato nulla di guardare Zack & Miri Make a Porno, anche se immagino che prima o poi gli darò una chance. Ho provato ad ascoltare lo Smodcast e l’ho trovato di una noia rara. L’apparizione di Kevin Smith nell’ultimo Die Hard m’è parsa inverosimilmente triste. E a leggere il suo twitter mi sembra un idiota. Insomma, basta.

Sarà per questo che Cop Out non mi ha fatto cacare?

Di sicuro, l’approccio è fondamentale. Non solo per la solita storia che se tutti ti dicono merda, beh, poi l’annusi e in fondo non sembra puzzare così tanto, ma anche perché un passo fondamentale sta nello stato d’animo che ti mettono addosso quei primi minuti che aprono il film. Che sono di una sincerità totale, aperta in maniera quasi imbarazzante. E certo, Bruce Willis che fa le didascalie per spiegare le citazioni messe in scena da Tracy Morgan nel suo interrogatorio impoverisce la gag, ma il punto è proprio quello. Cop Out è un omaggio (detto alla francese), totale e totalmente privo di vergogna. Non gli interessa essere altro che quello. Un film sciemo, con le musiche scieme degli anni ottanta, con Bruce Willis che fa Bruce Willis (o, perlomeno, il Bruce Willis pacato e sornione, certo non quello di Arma Letale), Tracy Morgan che fa l’idiota, citazioni a getto continuo e nulla d’altro.

Se la cosa ti diverte, il film scorre via che è un piacere. Se la cosa ti sembra vuota, pesantuccia e stantia, ecco che ti accorgi di stare guardando un film piuttosto brutto. Perché poi, diciamocelo, Cop Out fa anche abbastanza cacare, ha una regia da minimo sindacale, condotta da uno che ci prova con tutto l’amore e le forze, ma proprio non ce la fa. Perché ok, vuoi fare l’omaggio, ma dell’omaggio deve far parte anche una solida regia da poliziesco, se non da film d’azione, e qui invece, a vedere Morgan che si rotola per terra tutto serio con lo sguardo del bambino che ci crede, cascano veramente le braccia sotto terra.

Ma son momenti. Brutti, ma comunque momenti. La verità è che Cop Out funziona quando abbandona i panni del film e veste quelli della minchiata, quando smette di essere il compitino diligente fatto dal nerd che in fondo è solo contento perché sta dando ordini a Bruce Willis e lascia spazio ai suoi attori. In sostanza, quando Tracy Morgan prende in mano la situazione e si scatena con il suo delirio di stronzate, soprattutto poi quando si mette in mezzo anche un fenomenale Sean William Scott, si ridacchia per davvero. Nonostante quella fastidiosa sensazione – che già mi aveva dato Clerks II – di film che si sforza tanto, troppo, troppissimo di essere una cosa ben precisa, di voler essere solo quella, di crederci tantissimo, di provarci a tutti i costi e con tutte le forze.

E quando ti sforzi così tanto, poi, esce la cacata.

(In particolare le musiche così adorabilmente eighties, mamma mia, all’inizio ti fanno anche sorridere, dopo mezz’ora non ne puoi più e arrivato alla fine ti esce il sangue dalle orecchie e stai urlando “BASTA, HO CAPITO, L’OMAGGIO, BASTA, PIETÀ”)

Il film l’ho visto in lingua originale. Non fatemi nemmeno cominciare a parlare di quanto non abbia senso ascoltare Tracy Morgan doppiato. Fra l’altro, ecco, il fattore Tracy Morgan è talmente decisivo che penso sia necessario essersi guardati almeno una stagione di 30 Rock (apprezzandolo) per potersi divertire con questo film. Perché se non ti piace Morgan che fa il pagliaccio, se non ci sei abituato e non sai come godertelo, beh, di Cop Out non rimane davvero nulla.

2 pensieri riguardo “Poliziotti fuori”

  1. Anch'io sto rivaluntando il Kevin Smith recente in negativo, nonostante Clerks II mi fosse piaciuto, dopo Zack & Miri Make a Porno che ho trovato abominevole e le sue vaccate su Twitter.

    Va detto a parziale discolpa di Smith che Cop Out è comunque il primo film in cui lui è solo il regista, gli autori sono i fratelli Cullen che non ricordo aver fatto niente di importante.

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  2. Devo dire che a conti fatti ho riso più con Cop Out che con Clerks II, che proprio mi aveva lasciato completamente meh.

    Va pure detto che i momenti di Cop Out che mi hanno fatto davvero ridere hanno poco a che vedere con Smith o i Cullen: è più che altro merito di Tracy Morgan e Sean William Scott. 🙂

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