Monaco, prime impressioni

– In aereo ci si arriva veramente in un attimo. Praticamente quando finisce la manovra di decollo si sta già atterrando.

– Fa un freddo bastardo porco.

– A Colonia le edicole della stazione centrale avevano Edge, GamesTM e Retrogamer. A Monaco sono entrato in un po’ di edicole ma nisba. All’aeroporto, però, ho trovato Edge e GamesTM. Devo capire bene ‘sta roba, ché altrimenti è la volta che mi abbono a Retrogamer.

– Non ci sono tantissimi Starbucks (ma comunque ci sono e mi sono sparato il mio paio di White Chocolate Mocha… anzi, lì lo chiamano White Caffè Mocha), ma in compenso ci sono ottomila catene simili autoctone.

– Non ho capito se la vita costi tanto. Ho mangiato fuori una sera e i prezzi mi sono sembrati simili a quelli milanesi (quindi certo non bassi, ma neanche più alti di quelli a cui sono abituato). Non ho guardato bene i prezzi nei supermercati, al di là del fatto che la De Cecco costa 1,80 euro (all’esselunga costa 1,15/1,25). Però, insomma, mi pare normale che la pasta importata dall’Italia costi di più.

– Il cinema costa una sassata, ma una sassata non particolarmente diversa dalle sassate che ti tirano catene italiane stile UCI. Il cinema a cui sono andato, però, non è il cesso che è invece l’UCI medio. Ed è un paese civile in cui accanto ai film doppiati proiettano i film in linga originale.

– Hanno le tastiere QWERTZ. Con la Z al posto della Y. Non ho parole.

– S’è già trovato un appartamento abbastanza consono alle esigenze, anche se restano da valutare dei fatti importanti (tipo che se non c’è una linea ADSL degna di questo nome non può andare bene).

– Vicino a quell’appartamento, va detto, c’è un fantastico ed enorme supermercato che vende solo roba cinogiappothai e simili.

– Vicino a quell’appartamento, va detto, non c’è Starbucks. Che è una cosa positiva per la mia salute.

– La città mi sembra molto bellina, piena di verde e con tante robe diverse da un quartiere all’altro.

– La metropolitana funziona, è pulita, è riscaldata e arriva in orario. Il tutto nel contesto di un sistema in cui l’acquisto e la timbratura del biglietto sono del tutto lasciati nelle mani del singolo cittadino, dato che non ci sono tornelli di sorta. E la mia esperienza non fa certo statistica, ma in una settimana trascorsa a Berlino, una settimana a Colonia e un weekend a Monaco non ho mai visto un controllore. Provo a immaginare la stessa situazione in Italia e mi esce il sangue dalle orecchie.

– A Berlino ci sono ventitré Dunkin’ Donuts. Poi ce ne sono tre a Dusseldorf, due a Colonia, uno a Essen e uno a Gelsenkirchen. Nessuno a Monaco. 😦

– Nel ripartire da Monaco, se si deve mangiare all’aeroporto, meglio farlo prima dei controlli. Dopo i controlli, fa tutto schifo.

– Air Dolomiti si conferma linea aerea dal buon gusto culinario. L’altra volta prosciutto crudo e parmigiano. A ‘sto giro merendina con ottimo yoghurt e pezzi di frutta vera.

Mi piacerebbe provare a raccontare un pezzetto alla volta l’esperienza dell’emigrare. Finirà tutto nel nulla come ogni progetto legato a questo blog.

8 pensieri riguardo “Monaco, prime impressioni”

  1. A Istanbul alle fermate dei tram ci sono i tornelli dove mettere il biglietto (che in realtà è una sorta di gettone rosso di plastica) per entrare, ma non c'è recinzione, quindi puoi tranquillamente raggirarli. Ebbene tutti in ordine, passano e pagano…
    “Provo a immaginare la stessa situazione in Italia e mi esce il sangue dalle orecchie”.

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  2. I controllori ci sono eccome, ma comunque nessuno si sogna di prendere la metro senza biglietto anche perchè per il servizio che offrono non costa niente. Dubito che troverai problemi a trovare una casa senza ADSL, li la hanno praticamente tutti e c'è praticamente ovunque in Wi-Fi.
    Poi a Monaco c'è uno Starbucks, dietro a Marienplatz, non so se hai avuto modo di vedere… Tra l'altro è vicino alla sede tedesca di Google.
    La vita costicchia, però si guadagna anche di più rispetto alla media (parlo sempre di Monaco).
    Ultima nota di colore : ricordati che lo stereotipo italiano in germania funziona al contrario, al nord non lavorano e al sud lavorano tutti. Però essendo tedeschi lavorano tutti e son tutti puntigliosi, solo che al nord (tipo Berlino) sono tutti molto più fricchettoni.

    Bella.

    N!

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  3. Non metto in dubbio che i controllori ci siano, dico solo che non ne vedo molti in giro e nella stessa situazione in Italia ROTFL.

    A Monaco c'è più di uno Starbucks e ho già abbondantemente consumato, ho solo scritto che non ce ne sono tantissimi. 🙂

    Per il resto, purtroppo temo che continuerò a lavorare soprattutto per aziende italiane. 😀

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  4. Beh in Italia non si può fare, chiaro xD
    Per quanto riguarda la parte lavorativa, appoggio alla grande la tua idea di vivere li senza parlare una parola di tedesco, tanto è una lingua di merda e capiscono tutti l'inglese.

    N!

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  5. Attento ai controllori: in Germania sono quasi sempre in borghese, e non li riconosci nemmeno per sbaglio.

    Spesso operano tipo SWAT: entrano silenziosi in gruppi di 5 nel vagone e quando si chiudono le porte saturano l'ambiente controllando tutti in 47 secondi ed uscendo in silenzio con uno o due prigionieri.

    Per quello che ho visto io, controllano in maniera selettiva: spesso a inizio mese/anno, quando c'è da rinnovare l'abbonamento.

    E comunque no, un sacco di tedeschi non pagano il biglietto, soprattutto giovani e studenti.

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  6. In Crucconia sono parecchio avanti su parecchie cose, ma non credevo anche nel gaming – ok Manfred Trenz, ok qualche altro sviluppatore nel frattempo, ok il mercato, ma davvero si meritano di strapparci le penne di punta del videoludogiornalismo nostrano? Oh tempora! 🙂

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