The Walking Dead 01X02: "Una via d’uscita"

The Walking Dead 01X02: “Guts” (USA, 2010)
creato da Frank Darabont
episodio diretto da Michelle Maxwell MacLaren
con Andrew Lincoln, Jon Bernthal, Sarah Wayne Callies, Michael Rooker, Laurie Holden

Col primo episodio bisognava far presente al mondo ignaro che qui non si scherza un cazzo e che fra un intestino masticato e l’altro si possono infilare tanta bella storia, tanto bell’approfondimento e due chili di lirismo. Accade così che due pagine di fumetto diventano quindici minuti di telefilm e che un albetto da venti pagine ti riempie un intero episodio, pure lungo più del normale. Tranne che su Fox TV, perlomeno fino all’altro ieri. Col secondo episodio, invece, si passa a mostrare il lato più avventuroso della faccenda, quello con la gente che scappa e i morti che inseguono.

E rimane comunque un bel vedere, anche se il cambio alla regia si sente in maniera decisa e il registro un po’ diverso lascia magari anche un po’ spiazzati. Ma di fondo va bene così, è meglio abituarsi subito al fatto che in questa storia si spazia un po’ in tutte le direzioni e c’è serenamente posto anche per la marmellata di interiora che ti fa un po’ venire in mente Edgar Wright. Tanto più che, insomma, non puoi mica imbottire di scenette poetiche ogni singolo episodio, dopo un po’ si ristagna. Invece qui si comincia ad avere a che fare con l’umanità zozza, ché alla fin fine tocca gestire pure quella, e con la necessità di sopravvivenza, un po’ messa in disparte nel primo episodio.

E poco male se appare qualche personaggio troppo presto (ma no, quella non è Michonne, di lei se ne parla per la seconda stagione) e se se ne vedono scagliati sullo schermo un po’ che da lettore non ti aspetti. Anzi, diciamocelo ben bene: molto meglio così, anche perché quel Michael Rooker tutto vecchiardello e rachitico lì, il suo razzismo e la sua vociastra promettono cose divertenti per i prossimi episodi. E chi vuole avere il fumetto tale e quale, da ripercorrere pagina per pagina, forse fa prima a prendere in mano il fumetto e rileggerselo.

Nel fumetto succedeva questo, qua succede quest’altro. X si bomba Y anche nel fumetto, ma lo fa dietro le quinte e te lo fa sapere più avanti. Ebbene sì. E allora? Alla fin fine è solo una traccia un po’ più sviluppata, non è che sia roba del tutto nuova. E comunque anche se lo fosse, che problema dovrebbe mai essere? Ma potrà ben farci quel che vuole, il Kirkman, coi suoi personaggi? Andate a zappare.

Meglio più interruzioni pubblicitarie da 15 secondi o meno da, boh, quel che duravano ieri sera? Meglio niente, dai. Ma soprattutto meglio il titolo originale dell’episodio. Guarderò anche i prossimi episodi solo per il gusto di scriverne qua dentro, o mi fermo qui? Mi sa che li guardo, se non è troppo sbattimento. Ma l’anno prossimo col piffero che lo seguo in TV. A meno che mi paghino per scriverne.

The Walking Dead integrale stasera

Per chi, fra i pochi in ascolto, dovesse essere interessato, riassumo quanto concluso mettendo assieme il bla bla bla su Internet e le risposte ufficiali – ma un po’ vaghe – dell’ufficio stampa Fox:

– la versione “ridotta” del pilota arriva direttamente da AMC ed è stata sbolognata ai vari network partner non anglofoni;

– non è chiaro se i network in questione, al momento di trasmettere, sapessero quel che stavano facendo, ma fra le righe pare di sì;

– i tagli non sono insomma censure “di contenuto” (e del resto, fra un cavallo sbranato e un bambino che desidera fucili, ci sono anche tanti dialoghi innocui). La cosa, volendo, fa incazzare ancora di più;

– questa sera, ore 23:35, Fox TV trasmetterà l’episodio in versione integrale, tentando anche la paraculata chiamandolo Director’s Cut e dicendo che lo fanno per gli appassionati più esigenti. La guida programmi di Sky, comunque, sostiene ancora che l’episodio duri 50 minuti, ma d’altra parte il telefilm successivo inizia 80 minuti dopo, quindi i margini ci sarebbero. Boh? C’è da dire che la guida programmi di Sky non è esattamente una roba aggiornata in tempo reale e con grande precisione e che non penso siano così stupidi da abbaiare il Director’s Cut e trasmettere poi ancora la versione tagliata. Occhio, però, se volete registrarlo, perché MySky funziona basandosi sulla guida programmi: controllate che non succedano cose strane;

– se andate sul sito di Fox TV e leggete “Ecco a voi Il primo episodio in italiano ed in versione integrale di The Walking Dead”, non fidatevi. Intendono: “In versione che te lo guardi tutto qua in streaming. Pazzesco, vero?”. Ed è lo stesso che han trasmesso lunedì scorso, quello da 45 minuti. Del resto, quello che passano stasera non è in versione integrale, è il Director’s Cut. Certo;

– non ho ancora capito cosa succederà ora: c’è chi sostiene che solo il pilota durasse più del solito e chi invece che tutti gli episodi saranno così. IMDB non aiuta. Cosa accadrà? Ne riparliamo martedì, perché a questo punto mi tocca guardarlo.

Casomai qualcuno ci tenesse, il contesto in cui devo scrivere di The Walking Dead a cui ho accennato nell’altro post non si manifesterà prima di dicembre. Inoltrato.

The Walking Dead 01X01: "I giorni andati"

The Walking Dead 01X01: “Days Gone Bye” (USA, 2010)
creato da Frank Darabont
episodio diretto da Frank Darabont
con Andrew Lincoln, Jon Bernthal, Lennie James

Ok, la verità? L’ho guardato solo perché ho preso l’impegno di scriverne. Non posso ancora dire dove, lo dirò quando potrò. Altrimenti non l’avrei guardato, perché la verità è che ormai l’ansia di guardare/giocare/leggere qualcosa appena esce l’ho sublimata da tempo e preferisco di gran lunga gestirmi le cose coi miei tempi. Avevo cominciato a farlo quando per riuscirci mi toccava registrare le singole puntate di The Next Generation e X-Files in VHS, figuriamoci se non lo faccio adesso che ci sono i DVD, i Blu-Ray e Play.com (e Zavvi, e Axel Music e ci siamo capiti). E infatti, sinceramente, a meno di accettare altre offerte che non posso rifiutare, non so se continuerò a seguirlo settimanalmente. Piuttosto cancello tutti i film che ho su MySky e non guarderò mai(scai), continuo a registrarlo e poi me lo sparo in maratona fra un mese.

Detto questo, l’ho guardato e guardarlo mi ha ricordato il motivo per cui non guardo più le serie TV in TV. Intanto, anche se su Fox è poca e poco invasiva (15 secondi, in America fan ben di peggio), la pubblicità fa male al cuore. Per la lingua originale no problem: doppio audio e volendo pure sottotitoli in italiano. In questo è come scaricare il torrrent di due settimane fa, però in qualità vedibile e col bonus che se sei ignorante puoi guardarlo doppiato. Insomma, viva il satellite e viva la tennologia che me lo fa guardare in diretta ma in differita di dieci minuti perché dovevo finire di registrare l’Outcast. Poi però c’è il fatto che – non ci posso fare niente – mi sta sui coglioni dover guardare un episodio a settimana, quando decidono loro. No, ma ammazzati, li voglio tutti assieme e li guardo quando dico io. Magari anche uno ogni due settimane, magari tutti in una notte, ma quando e come decido io.

O magari anche no, alla luce di quanto fatto presente dal Zave in questo post e da me appena verificato tramite le grandi meraviglie dei Torrenti. Ecco un altro motivo per cui non guardo le serie TV in TV: perché in Italia censurano le cose a cazzo di cane completo. Anche su Fox, a quanto pare. Anche nel network che un tempo ti chiedeva scusa perché per trasmettere Un lupo mannaro americano a Londra dovevano censurare un paio di scene e renderlo VM 14. Ecco, adesso invece eliminano 15 minuti senza dire una fungia di niente a nessuno, così, magari perché altrimenti gli si scombinava il palinsesto, o perché han fatto la versione italiana doppiando un torrent monco scaricato in giro. Andate affanculo, ve la meritate, la gente che scarica la roba piuttosto che pagarvi l’abbonamento. Vorrà dire che aspetterò il DVD, il Blu-Ray o il sarcazzo. E no, non lo scarico il torrent, perché sbatta, perché il pre-air di due settimane fa era per me di qualità inguardabile e devo quindi anche sbattermi a trovare la versione di qualità buona, e perché poi copialo di là per guardarlo sulla TV, e perché di fondo, sarò scemo io, ma penso ancora che se una cosa non si merita i miei soldi non si merita neanche il mio tempo, visto fra l’altro che sono entrambi disponibili in scarse quantità.

Detto anche tutto questo, The Walking Dead in movimento mi pare una discreta figata. Soprattutto mi pare colta in pieno l’essenza, anche se per adesso son soprattutto sensazioni e dovremo metter tutto alla prova con quel che verrà poi. Però, l’ho scritto pure altrove, mi son ritrovato per certi tratti a non rendermi conto che alcune cose erano state aggiunte rispetto al fumetto. E se questo un po’ è figlio del fatto che son passati cinque anni (sette dalla pubblicazione origginala, per inciso), un po’ è anche figlio del fatto che l’atmosfera, il taglio, la faccia, ci sono. The Walking Dead parla di persone, più che di personaggi, le racconta e le sviluppa in un contesto che le mette a dura prova e ne mostra l’evoluzione. In maniera barbaramente cruda e imprevedibile, verrebbe quasi da dire vera. E sì, parla anche di un’America sottomessa dai morti viventi, che però passano quasi tutto il tempo in un angolino. Fanno da sfondo, da tappezzeria, volendo anche da motore, ma non rompono le palle dall’inizio alla fine. Si lamentano fuori dalla finestra, quando la sfondano si presentano con un travolgente carico di budella e fanno un casino che la metà basta, ma generalmente lasciano spazio a quel che conta.

Fra l’altro, quel che è stato aggiunto, dal pezzetto di dialogo fast food che approfondisce alla cosetta potente e inedita come lo sniping fatto in casa, perde magari un filo in asciuttezza, ma suona tematicamente alla grande in quelle corde lì, quelle che ci piacciono a noi, quelle che promettono grandi cose. Il che è bene, soprattutto se consideriamo che, a occhio, già il secondo episodio racconterà parecchio di “inventato” e più in generale mi pare di capire che questo blocco di puntate non andrà oltre il primo volume a fumetti. E per quanto quel primo volume dica tante cose, per spalmarlo su quattro ore e mezza un po’ di roba te la devi inventare. In ogni caso, sono ipotesi basate sul nulla e al momento conta solo il fatto che The Walking Dead, il telefilm, sembra avere le carte in regola per rendere giustizia a The Walking Dead, il fumetto. Che, lo ricordo ai distratti, è una delle due o tre migliori “cose” sugli zombie che si siano mai viste. Oltre che una fra le migliori serie a fumetti del decennio.

AGGIORNAMENTO: È cominciata la tarantella nerd di informazioni e rimbalzi in giro per la meravigliosa e grande Rete. Fox TV, sul suo sito ufficiale italiano, ha dichiarato nei commenti all’episodio di aver trasmesso la stessa roba che si è vista in america. AMC e i suoi spettatori negano: negli USA si sono visti 90 minuti di combo puntata + pubblicità. Viene il dubbio che AMC, per qualche motivo a noi ignoto, abbia inviato agli italiani una versione ridotta della puntata, senza spiegar loro nulla, e in Fox Italia abbiano semplicemente trasmesso quella e ora stiano cercando di correre ai ripari (hanno anche scritto che prossimamente trasmetteranno il Director’s Cut). Bah, mistero della fede. Certo, se alla fine la colpa è di AMC, traslo gli insulti su di loro. Ma di fondo non cambia il fatto che una volta, una singola volta che mi azzardo a guardare una roba in TV invece di aspettare, subito mi devono far cambiare idea. Uffa.

ULTERIORE AGGIORNAMENTO IN QUESTO POST

Anvedi, quasi un anno dopo aver inaugurato l’etichetta, finalmente ho pubblicato qualcosa con tag Zombiepep che non sia una Settimana a fumetti. E son bei momenti.