Alien Breed Evolution

Alien Breed Evolution (Team 17, 2009)
sviluppato da Team 17

A suo tempo Alien Breed non l’ho giocato. Oddio, scandalo, distruzione, omicidio, terremoto, smarrimento, non hai giocato Alien Breed, ucciditi. Eh, sì, che devo dire, sarà arrivato nel momento sbagliato, sarà arrivato quando pensavo ad altro, sarà quel che sarà, ma, pur avendoci messo mano, avrò fatto giusto una manciata di partite. Quindi, se volete, insultatemi per questa mia grave lacuna, ma non venitemi a spaccare le palle col fatto che Alien Breed Evolution mi è piaciuto perché sono un nostalgico. Sì, è vero, sono un nostalgico, ma certo non posso essere un nostalgico di Alien Breed, ok?

E allora come ha fatto a piacermi un gioco così lineare, monotono e facile, in cui non è richiesto approccio tattico, in cui metà delle armi non serve a nulla, in cui sei sempre pieno di munizioni e medikit? Semplice, è successo che una vocina (il tizio di Team 17 che mi ha passato il gioco) mi ha suggerito di giocarlo a livello di difficoltà Elite, perché solo così me lo sarei goduto davvero. E, guarda un po’, aveva ragione. La struttura dei livelli non cambia, quindi non è che vengano meno linearità e monotonia degli ambienti e delle situazioni, ma cambia completamente l’esperienza. Ci si ritrova a misurare ogni passo, a controllare tutti gli angoli, ad esplorare luoghi nascosti per cercare quelle munizioni che sembrano non bastare mai e ad aggiungere quindi tensione alla tensione, perché stai mettendo piede in posti pericolosi che non saresti neanche costretto ad esplorare.

Una tensione certo non figlia di una direzione artistica e di un motore grafico sì pregevoli, ma ampiamente sopra le righe e davvero poco sottili, quanto piuttosto di un gameplay che sa tenere sulla corda. Non frustrante, come all’inizio temevo, perché a conti fatti l’ho finito morendo giusto un paio di volte, entrambe per il modo disattento con cui avevo affrontato situazioni toste, ma senza dubbio impegnativo. Perché ti costringe a imparare a usare le armi, tutte le armi, a studiare la conformazione dei livelli per sfruttarla contro il nemico, usando le porte come colli di bottiglia, nascondendoti dietro gli angoli per ricaricare, sopravvivendo a una situazione ostile per davvero.

Ha comunque i suoi difetti e sì, l’ho detto, rimane un gioco lineare e almeno un tot ripetitivo, ma si sente davvero poco, se lo giochi nel modo giusto. Al che, uno si chiede, ma perché non te lo scrivono da qualche parte, che la right way è quella Elite? Perché sono storditi. E continuano ad esserlo anche col secondo episodio, che ho recensito qui.

E dopo quasi tre settimane, torno a postare. Il trasloco è finito, anche se ci sono ancora tre o quattro code impazzite da sistemare, quindi dovrei trovare il tempo di tornare a scrivere qua dentro, se non fosse che ho otto milioni di cose da fare accumulate. E per fare la maggior parte di queste cose mi pagano, quindi non è che possa cazzeggiare più di tanto. Infatti questo post l’ho scritto solo perché colto da fuoco sacro nel recensire il seguito su Next, come da link sopraesposto. Insomma, vediamo. Ah, Alien Breed Evolution l’ho giocato in inglese, bla bla bla.

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