Adventureland

Adventureland (USA, 2009)
di Greg Mottola
con Jesse Eisenberg, Kristen Stewart, Ryan Reynolds

Ho guardato Adventureland verso metà luglio, quindi in fondo non è neanche passato troppo tempo rispetto ad altre cose, ma il tag quasimenedimenticavo ci sta comunque tutto. L’ho guardato su Sky, anzi su MySky, una sera in cui non avevo nulla da fare (occasione rarissima) e il giorno dopo sono andato a vedere se il mondo dell’Internet mi offriva un’offerta degna di nota per il Blu-Ray. Me l’ha offerta. L’ho comprato. Perché? Perché è un film della madonna? No, dai. Però è un filmetto bello e gradevole, che non fa le cose che temevo facesse e ne fa invece altre.

Per dirne una, è una commedia americana in cui l’amico un po’ strano e il comprimario un po’ folle non sembrano personaggi totalmente sopra le righe, impossibili, ma hanno tutto sommato una loro adorabile credibilità. È una commedia americana che punta sui toni malinconici, ma senza sconfinare nel patetismo ansiogeno e senza mostrarci mai gente che urla sotto la pioggia con della musica emozionante di sottofondo. E addirittura non ci sono neanche monologhi di Susan Sarandon!

Detto che, casomai ci fosse il dubbio, le mancanze elencate fino a qui sono aspetti positivi, uno dei pregi più grossi di Adventureland sta nel suo essere un film ambientato negli anni ottanta che non ti rompe le palle urlandoti in faccia dall’inizio alla fine “oh, guarda che figata, sono ambientato negli anni Ottanta, prova tanta nostalgia, ridi assieme a noi, commuoviti e fatti pure venire un’erezione pensando alle tette di Sabrina Salerno”. Una cosa tipo Donnie Darko, o magari Notte prima degli esami, per capirci. No. Semplicemente Adventureland se ne sta lì, negli anni ottanta, e si fa gli affari suoi.

Sì, ok, ma a parte le cose pessime che non fa, quali sarebbero le cose ottime che fa, ‘sto Adventureland? Beh, intanto conferma la rinascita cinematografica della carriera di Greg Mottola, ché fra The Daytrippers (non l’ho visto, pare sia buono, voglio recuperare) e l’ottimo Superbad erano passati dieci anni. E insomma, mi sembra una cosa positiva, visto che due film suoi su tre mi son piaciuti e il prossimo, essendo scritto da Nick Frost e Simon Pegg, tanto pessimo non potrà mica essere. Poi riesce a raccontare un po’ le stesse cose di Superbad (crescita, abbandono, ritorno alla realtà postadolescenziale, inseguimento della patata) rinunciando al modello tutto sbocco e parolacce di Apatow.

Ed è insomma un bel filmetto divertente, delicato, malinconico, con interpreti che convincono (sì, pure la tavola da surf nana e un po’ tamarra che però quando le fanno un primo piano dici “ah!”) e con quella adorabile capacità di raccontare e far ricordare momenti in cui, bene o male, siamo passati un po’ tutti. Certo, non tutti poi abbiamo finito per bombarci Kristen Stewart. Ops, spoiler.

Il film l’ho visto in lingua originale e sinceramente non ricordo se e quanto possa essere importante farlo. Comunque, trattandosi di una commedia, do per scontato che l’adattamento italiano faccia completamente schifo.

1 commento su “Adventureland”

  1. Ieri giravo senza meta sull'Edicola in cerca di non so nemmeno io cosa. Poi tra le minilocandine sotto la voce “Ti potrebbero anche interessare:” compare quella di Adventureland. Mi prende un attacco di felicità: ah, che bello, Giopep ha recensito 'sto filmetto che m'è piaciuto assai, vediamo che dice.
    Onestamente a quel punto mi sono fermato qualche secondo prima di cliccare. L'ansia. Il pensiero di poter leggere una recensione negativa e rimanerci male. : D
    In realtà poi tutto è bene quel che finisce bene.

    Mi è piaciuto un sacco questo film, l'ho trovato vero e commovente e mi ci sono affezionato tanto. Una colonna sonora strepitosa se mi permetti, di cui senti l'importanza anche all'interno film: Lou Reed, The Replacement, Bowie…
    Ed è anche uno dei film che uso per difendere la tavola da surf nana e un po' tamarra (entrambe caratteristiche che non mi creano problemi in verità) che però quando le fanno un primo piano (sperando che non sia fatto fino alla noia come in “Snowhite and the Huntsman”) dici “ah!”.

    Apprezzamento. Anche dopo aver scoperto che è una recensione del 2010 e di star commentando decisamente in ritardo. : )

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