Vaffanculo Rai

Quella delle Olimpiadi di Sydney su D+ è ormai una favoletta conservata nel caldo del cuore mio e di chiunque altro le abbia seguite. La si racconta ai nipoti per dire “io c’ero”, tornando con sguardo sognante a un tempo in cui il mondo sembrava poter diventare un posto migliore. Tranquillo e Buffa che raccontavano di quel tizio canadese dal capello lungo che faceva tutto da solo o di quel tiro allo scadere che quasi ammazzava gli americani con due anni d’anticipo, Rino Tommasi che saltellava dalla boxe al tennis, mano nella mano con Gianni Clerici. Queste cose qui, queste cose che ti fanno un po’ felice.

Si arrivava dal delirio degli europei del 1999, con quel “mamma butta la pasta” ultimo rantolo di umana accettabilità che io riesca ad avvicinare al tragico concetto di “sport sulla TV di stato”. Poi, a Sydney, le figure dei fessi, anche se con il piacere di quel bel primo tempo contro Vince Carter e Kevin Garnett. Degli europei nel 2001 non ricordo nulla, ma immagino siano finiti maluccio, visto che nel 2002, a Indianapolis, mentre gli altri facevano la storia, di italiani non se ne vide manco l’ombra (a parte, toh, qualche probabile antenato degli argentini).

Ci fu però Sky (si chiamava già Sky? Non so, non ricordo, sono in montagna, non ho voglia di controllare e ho nelle orecchie i Pooh che gorgheggiano la sigletta della nazionale della Rai e mi viene voglia di morte). C’erano Tranquillo e Buffa, a commentare quel che accadde in Indiana, e io me lo ricorderò sempre col loro commento e con niente altro me lo voglio ricordare. D’altra parte dubito si possa ricordare con altri commenti italiani, dato che le merde cui paghiamo lo stipendio, se prendono i diritti del basket, fan vedere solo le partite degli azzurri (magari a schermo diviso con sull’altro lato la pelota basca).

Mi ricordo le urla sul delirio argentino e i commenti sul fatto che in questo caso è tutto diverso dal rischio con la Lituania nel 2000, perché lì “a metà partita gli americani facevano gli alley-oop da metà campo, qua hanno inseguito dall’inizio alla fine”. Ricordo come i due mi hanno fatto appassionare alle gesta di Pero Cameron, giocatore assurdo. E ricordo quel post lunghissimo che scrissi dopo la sconfitta degli USA, ricordo il dispiacere per la caviglia di Ginobili, ricordo il tifo esagerato per l’Argentina in finale, “Divac non può sbagliarli entrambi, è troppo Divac”, i supplementari… sigh.

Nell’estate del 2003, poi, succedevano un paio di cose. Compravo totalmente alla cieca i biglietti per andare, l’anno dopo, a guardarmi semifinali e finali del torneo di basket ad Atene. Chi avrei visto? Boh. E poi succedeva che su Sky trasmettevano gli europei di pallacanestro. Quelli in Svezia. Quelli senza Pozzecco. Quelli del massacro subito all’esordio contro la Francia. Quelli della successiva cavalcata trionfale, con la sconfitta di un soffio contro la Germania ma la vittoria poi, nella finale terzo posto, proprio contro la Francia (“mamma butta la pasta”, se vogliamo). Quelli che il giorno dopo la partita si commentava in ufficio con Ualone la telecronaca di Flavio Tranquillo. “Segna… subisce il fallo… e andrà in lunetta col tiro libero… sssupplementare.”

Nel 2004, Sky si fece gli affari suoi e io mi attrezzai un po’ come capitava per seguire le Olimpiadi. Cominciavano gli anni del fastidio, anche se in quel caso moderato. Operazioni d’alta tecnologia assieme a Vito per avere il collegamento diretto fisso in ufficio (purtroppo limitato a quel che passava la Rai), stazione tecnologica con due schermi TV e due satelliti per seguire Eurosport e le quattro (quattro) reti satellitari organizzate dalla TV di stato tedesca. Altri popoli, altri modi di utilizzare i soldi delle tasse. Ma poi, amen, tanto andai ad Atene, chi se ne fotte della televisione.

Da lì, fastidio. Guardare Europei e Mondiali di basket è diventato, semplicemente, un incubo. E non solo perché i risultati della nazionale sono andati sempre peggio. Fosse solo quello, figurati: ok il tifo, che c’è ed è fortissimo, ma nel 2002 gli italiani non c’erano e fu figata lo stesso. E allora cosa non va? Boh, per dirne una, non va che la Rai compri i diritti ma trasmetta solo le partite dell’Italia. E tutto il resto? E il Dream Team (sì, insomma, le controfigure)? E la spettacolare (e odiosa) Spagna? E chissenefrega, immagino. Se sei appassionato fatti una bella connessione a banda larga e comprati le partite sul sito FIBA, oppure vai sui canali in streaming dei cinesi o scaricati il torrent il giorno dopo. E io lo faccio anche, eh, però, oh, sarò stupido io, ma è davvero tanto chiedere che se la Rai si compra i diritti per un evento poi magari lo trasmetta in maniera degna? Non dico la diretta su Rai 1, ma perlomeno quella su Rai Sport, in un orario in cui stanno trasmettendo partite del campionato di calcio dilettanti? No? Troppo? Ci mancherebbe, del resto i miei soldi è meglio spenderli per regalare promozioni agli schiavetti di Minzolini.

Oltretutto qua è un’agonia anche quando le trasmettono, le partite. Ché Lauro veramente non si può sentire, per incapacità di condurre una telecronaca, competenza tecnica da dopolavorista, partigianeria a caso con urla e invettive contro arbitri solo ed esclusivamente quando la decisione è corretta, insostenibile logorrea nel parlare sopra a chi lavora con lui e a chi viene intervistato. E fa pure la faccetta da scontroso se l’intervistato s’incazza per le domande da cerebrolesi che gli rivolge. Certo, meglio che niente. Al di là del fatto che spesso “niente” è esattamente quel che ci rifilano. Per dirne una, che poi sarebbe anche un po’ l’argomento del post, in questi giorni sono in corso le qualificazioni per gli Europei dell’anno prossimo.

Ovviamente le partite dell’Italia sono trasmesse dalla Rai. Solo su Rai Sport, eh! E solo le partite in casa, ci mancherebbe. Non vorremmo mica chiedere troppo, a ‘sta gente. E così, io, dopo aver solo letto sulla Gazzetta delle prime due partite, dopo essermi trascinato il decoder in montagna per vedere dei segni di vita da una nazionale che sta iniziando a raccattare i pezzi degli ultimi disastri e che finalmente ha vinto una partita contro la temibile Finlandia, son qui a chiedermi se comprare la Gazzetta giovedì per sapere com’è andata la trasferta in Montenegro. Perché le decisive trasferte in Montenegro e in Israele sulla Rai non le trasmettono. E dove mi trovo non ho esattamente altro modo di vederle. Che faccio, leggo sulla Gazzetta o aspetto di tornare a casa il giorno dopo e cercare un torrent della partita?

E poi la gente si lamenta se Sky prende i diritti in esclusiva di qualche partita del Mondiale di calcio. Cioè, io lo capisco anche, eh, che si lamenti, chi non ha Sky, però, porca puttana, almeno Sky la pago perché mi piace, invece di essere costretto a pagare per legge gente che non se lo merita. Poi io non metto in dubbio che in Rai ci lavorino anche persone competenti, preparate, vogliose. Del resto, ce lo spiega anche Roberto Gotta e noi ci fidiamo. Però, che ci posso fare se la nazionale di basket mi tocca seguirla in questo modo e mi vien voglia di lanciafiamme? Che vi devo dire, se a commentare la nazionale di calcio c’è stato per anni “uno che ha fatto retrocedere tutte le squadre che ha allenato e non si capisce su quali basi possa commentare l’operato del C.T. della nazionale”?

Boh, bah, ho perso il filo del discorso, mi sono perso. Il succo rimane: meno male che Sky ha trasmesso pure i Mondiali del 2010, visto che anche il loro servizio più squallido sembra una delizia, di fianco ai colori da Telemontecarlo del 1985, alle cariatidi in studio e all’insopportabilità di buona parte di quel che si vede/dice/sente in Rai. E meno male pure per le Olimpiadi di Londra, via. E pazienza se Caressa dopo i Mondiali del 2006 ha sbroccato e non è più quello di una volta. Intanto una volta c’era lui che urlava “Roberto Carlos Sosa” e già mi piaceva un sacco quando non se lo cacava nessuno e poi pian piano ha finito per diventare l’idolo delle folle. E con lui c’è tanta altra gente che fa bene il proprio lavoro e, pur criticabile per mille motivi, sta spanne sopra al resto. Guardati una partita dei Mondiali sulla Rai, tu, proprio tu che dici che non c’è più il Caressa di una volta, e poi ne riparliamo.

Insomma, vaffanculo Rai.

E vacci pure coi miei soldi, non c’è problema.

No, davvero, è tremendo, non so che fare. Tanto lo so come va a finire: se leggo il risultato sulla Gazzetta, è stata una partita bellissima, vinta dall’Italia, e io non l’ho vista. Se non lo leggo e aspetto, soffro per due giorni, scarico il torrent e poi mi vedo un’oretta di massacro col Montenegro che vince di trenta. Che faccio? Che ho fatto? Non lo so, anzi ormai lo so, ma il post ormai l’ho scritto e non lo cambio, anche se lo pubblico in differita.

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3 pensieri riguardo “Vaffanculo Rai”

  1. Eh, la situazione dello sport in chiaro e' da tempo drammatica: gli sport minori (cioe' tutti tranne uno) sono coperti solo se si e' sicuri che l'Italia vincera' diversi allori/medaglie, o se c'e' qualche personaggio di grosso richiamo, e stop (Europei di nuoto ultimo esempio).

    Il basket di campionato mi sembra negletto ormai da anni, e in teoria dovrebbe essere lo sport di squadra “numero due”.

    Ma per dire, finita l'era Tomba, anche lo sci era diventato velocemente una roba da trasmicchiare se c'abbiamo voglia, salvo riprendersi nei pressi di Torino 2006.

    Quanto all'italbasket, l'ennesima dimpostrazione che anche avere tre NBA non serve, se non sei una squadra.

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  2. In realtà secondo me sei troppo critico con la nazionale e le partite successive penso mi diano abbastanza ragione: hanno avuto bisogno di tempo, e ancora altro ne servirà, ma stanno crescendo. E pazienza se toccherà andare all'additional round, perlomeno si comincia a vedere qualcosa di buono.

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