Gli ultimi sei mesi a fumetti di giopep

Come era prevedibile, dopo aver fatto preparare il rettangolino là in alto da Fotone non ho più scritto La settimana a fumetti. Eh, oh, son fatto così, son pieno di buoni propositi e di bozze mai completate nel manager di Blogger. Ma del resto uno deve anche avere la voglia, il tempo e l’ispirazione, no? Comunque, questa è una rassegna veloce e disordinata dei fumetti che ho letto negli ultimi (quasi) sei mesi.

Kick-Ass ***
Ho comprato Kick-Ass durante le mie peregrinazioni lavorative all’estero, me lo sono messo in saccoccia tutto contento, magari dopo aver sfogliato un po’ le – come al solito splendide – tavole di John Romita Jr., e appena ho avuto tempo di mettermi a leggerlo ho eseguito con piacere. E sono rimasto parecchio deluso, nonostante le – come al solito splendide – tavole di John Romita Jr.
Ok, le aspettative create dalla spettacolare serie di trailer realizzati per il film erano forse un tantino esagerate, come del resto lo sono sempre. Se gli americani facessero unicamente trailer, invece che film, produrrebbero solo capolavori. Invece poi arrivano i film, spesso deludenti. E invece poi uno legge il fumetto aspettandosi una roba divertente e sorprendente e trova il solito fumettino di Mark Millar (ma graziato dalle – come al solito splendide – tavole di John Romita Jr.). Quindi scorrevole, bello, ben scritto, sboccato & violento, piacevolissimo, con qualche idea simpatica, con però nulla in grado di farmi urlare “uah, figata” (certo, anche perché ormai le idee migliori me le ero bruciate guardando quei trailer) e con quell’aria da “ti decostruisco il fumetto di supereroi facendo le cose che decostruiscono il fumetto di supereroi e che ormai fanno tutti quelli che se la vogliono tirare da grandi autori dirompenti che decostruiscono il fumetto di supereroi”. Sbadiglio, nonostante le – come al solito splendide – tavole di John Romita Jr.

The Walking Dead #10: What We Become ****
The Walking Dead #11: Fear The Hunters *****
Invincible #11: “Happy Days” ****
Che ve lo dico a fare. The Walking Dead, dopo il pazzesco finale del nono volume, ha ovviamente un attimo di relax. In parte perché non è che sia facile dare subito un seguito all’altezza di quella roba, in parte perché What We Become è il classico momento di transizione in cui bisogna presentare nuovi personaggi e situazioni. In compenso Fear the Hunters ricorda a tutti che tornare su livelli di eccellenza pura è veramente un attimo. E quelle ultime pagine, mamma mia, sono l’emblema di quanto questa serie sia uno spettacolo e di quanto la presenza degli zombie sia allo stesso tempo un elemento fondamentale e un puro accessorio di sfondo. Questa è la miglior roba morta vivente che si sia mai vista, e tanti saluti a Romero. E poi c’è Invincible, che magari fa meno scena perché di fumetti di supereroi è pieno il mondo, ma trovami un’altra serie con questo ritmo, questa capacità di orchestrare storie a lunga gittata senza spaccare i maroni, questa abilità nel mescolare dramma e umorismo. Robert Kirkman, sei un grandissimo. Però lascia perdere i fumetti Marvel, che su quelli non sei capace. Se non ti danno la possibilità di ammazzare tutti i protagonisti ogni venti numeri, non riesci a esprimerti.

The Waiting Place *****
Uno splendido, splendido, splendido volume da diciotto miliardi e mezzo di pagine che racconta, per l’ennesima volta, di quanto possa essere brutta, pallosa, deprimente e sfortunata la vita nella bassa provincia americana. Pieno di gente disperata, che sogna di andarsene, sogna di conquistare qualcosa, sogna di avere una vita, ma è per lo più destinata al fallimento, proprio e di chi sta attorno. Praticamente è Friday Night Lights senza il football. Quindi Friday Night Lights dopo la prima stagione.

A God somewhere ****
Ennesimo esponente del “genere” facciamo i supereroi realistici, A God Somewhere racconta di un tizio che si becca una stella cadente in faccia e diventa una specie di Superman. Il problema è che dai grandi poteri, oltre a grandi responsabilità, in questo caso deriva anche una grande psicosi, che manda velocemente tutto a puttane, in un turbine di violenza e dramma raccontato in maniera cruda e appassionante attraverso lo sguardo del migliore amico di turno.

Powers #12: “The 25 Coolest Dead Superheroes of All Time” ****
Dopo quasi dieci anni si conclude la storia iniziata nel primissimo numero di Powers. Quasi tutti i nodi vengono al pettine e molti discorsi finiscono per essere risolti in un racconto che per quanto mi riguarda potrebbe porre fine alla serie. Sarebbe davvero un bel finale. E invece si va avanti. E va bene, tanto di Bendis ci fidiamo.

The Authority: Un uomo chiamato Kev ***
The Authority: Il magnifico Kevin ***
Garth Ennis, parolacce, sangue, morti, esplosioni, sesso, battute sul sesso, gente che fa sesso, gente che fa sesso con animali, qualche risata, un po’ di machismo/malinconia/romantico senso dell’onore, divertimento.

Gantz #25/26 ***
Ok, stiamo entrando pericolosamente in quella fase “ma ancora? altra gente da far fuori? mabbasta!” che prima o poi arriva in tutti i manga d’azione. Però ‘sta cosa della guerra imminente sembra simpatica. Vediamo.

Ultimate Spider-Man #71: “Requiem” ***
Brian Michael Bendis, il solito salvagente nella tempesta di palta

Marvel Noir (X-Men, Wolverine) ***
Meno convincenti dell’ummeragno nuàr.

Uno zoo d’inverno ****
Jiro Taniguchi è sempre figo.

Marvel Zombi #4: “Figli della mezzanotte” *
Figli della merda, altroché.

Katsu! #9/10, Cross Game #12/14, Worst #19, Pluto #5/7, Berserk #67/68, l’immortale #25, Vagabond #46, Naruto #46/, Homunculus #10, Il grande sogno di Maya #43 (No, dai, le stelline no)
Solita roba, solita routine, cose belle, cose medie e cose molto molto belle, Adachi ti voglio bene, Miura hai rotto il cazzo.

Altro
5 è il numero perfetto *****
Fables #12: The Dark Ages *****
Jack Of Fables #6: The Big Book of War ***
Fables: 1001 Nights of Snowfall ****
The Surrogates: Flesh and Bone ***
Silverfish ***
Jinx ****
Questi mi ricordo che sono tutti fra il bello, il molto bello e addirittura il bellissimo, ma non ricordo nient’altro. Le stelline me le ero appuntate. Ve li consiglio, comunque. 😀

Dominion ***
Zombie Tales **
Questi ricordo di averli letti e ricordo che mi hanno deluso, ma insomma, finita lì.

Guyver 38 *
Finalmente mi sono ricordato di cancellare l’abbonamento.

Ok, l’ho fatto, ho ceduto: mi sono abbonato ai Digital Comics su Marvel.com. Sono un debole. In neanche una settimana ho già letto circa duecento milioni di albi. Ma ne parliamo in un altro momento.

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