Rovine

The Ruins (USA, 2008)
di Carter Smith
con Jonathan Tucker, Jena Malone, Laura Ramsey, Shawn Ashmore, Joe Anderson

Rovine è un filmetto horror di poche pretese e che difficilmente può aspirare a una dignità superiore a quella riservata agli spettacoli estivi dei cinema italiani o alla tarda serata da Notte Horror che allietava l’infanzia di noi giovani psicolabili in erba. Però, in questo contesto, fa un paio di cose che gli valgono la mia stima. Regala un mostro, se così lo si può definire, talmente oltre il limite del ridicolo da fare il giro e diventare ammirevole per il coraggio. Del resto, si tratta della classica situazione in cui devi rendere su pellicola qualcosa che può funzionare solo nelle pagine di un romanzo (e forse neanche lì). Ma insomma, intanto lo fa, e senza particolare imbarazzo. In più, nonostante la presenza del mostro, la seconda parte non si trasforma in un delirio di smembramenti, preferendo concentrarsi invece sulla tensione psicologica e sul mettere in scena il degrado fisico e mentale di quattro persone e mezza infilate in una situazione senza via d’uscita. Nientemeno.

E tutto sommato ne viene anche fuori qualche momento abbastanza potente, ma che molto più forte avrebbe potuto essere se a dirigere il film non ci fosse stato un fesso. Essendoci al contrario proprio un fesso, ne viene fuori una robetta che – tolto il classico finale quasi lieto però aspetta comunque il mostro vive ancora – non ha difetti clamorosi e insopportabili, ma neanche qualità particolari. C’è tutta la solita roba, a partire dal cast di insopportabili personaggi-macchietta privi di una solida costruzione caratteriale, e manca tutta la soffocante atmosfera che l’ambientazione piuttosto evocativa dovrebbe garantire. Mancano, insomma, quelli che leggo in giro essere i maggiori pregi del libro a cui si ispira il film. E che ha un finale ben diverso. Peccato, quindi.

The Ruins l’ho visto su Sky, in lingua originale. Che bello che adesso Sky ti registra tutto, doppia lingua sia sull’audio che sui sottotitoli, e poi ti lascia scegliere in corsa. La comodità, proprio. Peccato solo che i film siano compressi da far vomitare e anche in HD sia un po’ un fastidio guardare roba con tante scene ambientate al buio. Importanza di guardare questo film in lingua originale? Direi nulla. Anche perché voglio sperare che non abbiano doppiato in italiano i selvaggi. No, dai.

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