24 – Stagione 4

24 – Day 4 (USA, 2005)
creato da Joel Surnow e Robert Cochran
con Kiefer Sutherland, Dennis Haysbert, Carlos Bernard, Reiko Aylesworth, Jude Ciccolella, Mary Lynn Rajskub, Arnold Vosloo

La quarta stagione di 24 è la prima ad avermi davvero convinto fino in fondo, dall’inizio alla fine, appassionandomi e trascinandomi da una puntata all’altra quasi senza respiro. Non ho percepito lungaggini eccessive, non mi sono infastidito di fronte alla canonica sequela di colpi di scena e sfighe assortite, mi sono divertito senza tregua. Se dovessi indicare delle ragioni, punterei soprattutto su due cose: la figlia di Jack Bauer e il cattivo.

Iniziamo dalla prima questione: la figlia di Jack Bauer si è levata dalle palle. E si è portata dietro quel cretino del suo ragazzo. Non c’è più. Fine. Ha smesso di spaccare i coglioni. E il bello è che la cosa viene semplicemente presa come un dato di fatto, senza che ci debba essere chissà quale momento strappalacrime dietro. Non c’è fin dall’inizio e il tutto viene liquidato da Jack Bauer che al telefono dice: “La rompicazzo se n’è andata non so dove assieme all’idiota”. O qualcosa del genere. Il tutto mentre si scatena per le strade di Los Angeles una parata che neanche al threepeat dei Lakers. Già solo per questo, la quarta stagione vince.

E poi è l’anno di Jack Bauer contro Imhotep. Niente colpi di scena a metà, niente cattivi da operetta per tappare i buchi, niente minchiate. Imhotep si manifesta dopo qualche episodio e porta avanti il suo cazzutissimo piano con cazzutissima presenza, cazzutissima fermezza e cazzutissima presunzione dall’inizio alla fine. Gestisce cose e persone, mette in crisi il maligno occidentale, quasi stermina la popolazione di L.A. e indirettamente riesce pure a scatenare un intero governo straniero contro Jack Bauer. Certo, poi alla fine perde, perché in 24 i buoni vincono e salvano torta di mele e stile di vita americano, seppur con qualche vittima collaterale. Però ne esce come il figo che è.

In più, la quarta stagione di 24 ha un altro paio di aspetti che me ne hanno fatto definitivamente innamorare. C’è il gusto per il seriale, per l’andare a riprendere anche piccoli accenni visti nelle tre stagioni precedenti e rimescolarli assieme, creando una continuità di eventi che a me, piccolo bambino cresciuto leggendo le scemenze Marvel, diverte troppo. E c’è sempre quella bella sensazione di pericolo costante di cui parlavo raccontando della terza stagione e che qui torna alla stragrande, facendoti davvero credere che un paio di personaggi fondamentali siano in costante pericolo di vita. E, ovvio, qualcuno ci resta pure secco. Voglio dire, per qualche episodio mi sono addirittura convinto che Imhotep avrebbe fatto saltare per aria L.A. e che la quinta stagione sarebbe stata ambientata in pieno fallout. Ed è questo il suo piano? Succede per davvero? Eh, oh, spoiler.

Ciò di cui parlo in questo post l’ho visto in lingua originale grazie al morbido cofanetto di DVD acquistato da Fnac al simbolico prezzo di 24 euro. Le robe americane in cui la gente parla militaresco e politichese vanno viste in originale, sono troppo più sborone. Ah, il cofanetto include pure i ventiquattro “mobisode” da un minuto l’uno che compongono 24: The Conspiracy. Fanno talmente schifo che a metà del terzo ho lasciato perdere.

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