24 – Stagione 3

24 – Day 3 (USA, 2003/2004)
creato da Joel Surnow e Robert Cochran
con Kiefer Sutherland, Dennis Haysbert, Carlos Bernard, Elisha Cuthbert, Reiko Aylesworth, James Badge Dale, Jude Ciccolella, Penny Johnson, Paul Schulze, Mary Lynn Rajskub

Della prima stagione di 24 mi sono rimaste in mente immagini molto chiare. La figlia di Jack Bauer che spacca le palle al padre. La figlia di Jack Bauer che si fa catturare da terroristi, stupratori, criminali a caso ogni volta che ne ha l’occasione. La figlia di Jack Bauer che, per quanto nana, è piuttosto gnocca. La figlia di Jack Bauer che frantuma pure le mie, di palle.

Della seconda stagione di 24, anche, mi sono rimaste in mente immagini molto chiare. La figlia di Jack Bauer che continua a spaccare le palle al padre. La figlia di Jack Bauer che riesce di nuovo a farsi catturare da terroristi, stupratori, criminali a caso ogni volta che ne ha l’occasione. La figlia di Jack Bauer che, per quanto nana, rimane piuttosto gnocca. La figlia di Jack Bauer che ha ormai polverizzato pure le mie, di palle.

E nella terza stagione di 24 che succede? Succede che la figlia di Jack Bauer continua a spaccare le palle del padre. Succede che la figlia di Jack Bauer viene messa a lavorare in un posto dove è finalmente protetta e non può essere catturata, ma dal quale può spaccare le palle del padre e mie con potenza quadruplicata. Succede che la figlia di Jack Bauer non ha guadagnato in altezza ma rimane ancora piuttosto gnocca. Succede infine che della figlia di Jack Bauer non ne posso veramente più.

Per fortuna, in queste tre stagioni, ci sono anche altre costanti. Per esempio c’è un cast di personaggi molto azzeccato e ben sviluppato, che popola un arco narrativo solido, appassionante e compiuto, seppur con qualche filo lasciato aperto per gli anni successivi. C’è una serie interminabile di colpi di scena, che ogni tanto sembran davvero forzati, ma funzionano quasi sempre e ti tengono incollato allo schermo, facendoti tirare le tre di notte perché non puoi fare a meno di guardare in fila le prime sette puntate. E c’è poi un tratto fondamentale, che in qualche modo mi ha ricordato la seconda, spettacolare, stagione di Prison Break: tolto Jack Bauer, che ok, mica può rimanerci secco, nessuno è al sicuro.

Il senso di pericolo costante, di posta continuamente alzata, viene sempre più rinforzato dalla voglia degli autori di colpire senza il minimo ritegno e in tutte le direzioni. Praticamente ogni personaggio, anche il più stronzo, viene tratteggiato in modo da risultare se non simpatico perlomeno emotivamente indispensabile e fartene sentire la mancanza quando, inevitabilmente, verrà tolto di mezzo. Perché c’è poco da fare: in 24, se non sei Jack Bauer, prima o poi sono cazzi. Il meglio che ti può capitare è di essere licenziato, o di levarti dalle palle per scelta tua, ma stai tranquillo che a un certo punto dovrai sparire. Ed è molto probabile che tu lo faccia in una bara.

E del resto non è un caso se poi, di fondo, anche a distanza di mesi o anni, le scene che più mi rimangono stampate in memoria riguardano la morte di questo o quel personaggio. Talvolta eroica, talvolta molto meno, ma sempre orchestrata in maniera perfetta e capace di colpire nel segno. Certo, poi ci sono anche le scene in cui la figlia di Jack Bauer spacca i coglioni. Ma per fortuna, a un certo punto, anche lei si leverà dalle palle. Oddio, spoiler.

Comunque, a proposito di spoiler, se volete saltate del tutto questo paragrafo. Della seconda stagione di 24 ricordo anche un’altra cosa: il fallimento totale della sua struttura globale. Come accade più o meno tutti gli anni, ci sono una prima e una seconda metà. Il problema è che in questo caso i cattivi della prima metà sono totalmente ridicoli, impresentabili, inguardabili. Fanno pena, non ci crede nessuno, neanche loro. E il risultato è che si passano dodici episodi (in tempo reale, pure) ad aspettare che salti fuori il cattivo, quello vero, quello cazzuto che spacca tutto e tutti. E che sicuramente funziona molto meglio, pur non convincendo anche lui fino in fondo, perché un po’ tirato via e poco approfondito. Insomma, pollice verso, nonostante qualche momento davvero riuscito.

In realtà la terza stagione (anzi, il terzo giorno) di 24 l’ho vista (anzi, visto) un anno fa, ma non ne avevo mai scritto. In questi giorni, però, sto guardando la quarta (anzi, il quarto) e mi è venuta voglia di provare a scriverne così, in questa maniera un po’ cosà. Piace? Ah, sì, ovviamente, lingua originale, bla bla bla, DVD su play.com, bla bla bla, sapete già tutto.

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