Buffy l’ammazzavampiri – Stagione 1

Buffy the Vampire Slayer – Season 1 (1997)
creato da Joss Whedon
con Sarah Michelle Gellar, Nicholas Brendon, Alyson Hannigan, Anthony Head, Mark Metcalf, Charisma Carpenter, David Boreanaz

Riguardare la prima stagione di Buffy nel simpatico anno 2010 fa uno strano effetto, perché mette davanti a una roba che già era invecchiatina quando ci ho posato lo sguardo su per la prima volta nel 2002, figuriamoci adesso. Ma d’altra parte, oh, stiamo parlando di un telefilm giovanile, modaiolo e con un budget ristretto da prima stagione di prova. Del 1997. Sono passati tredici (tredici) anni. Mica si può pretendere che tenga perfettamente botta, no?

E tutto sommato, bisogna dirlo, una volta che ci fai l’occhio, e al netto della tara sulle atmosfere trash – quelle ci sono, rimangono e fanno parte del suo fascino: se non ti gustano lascia perdere, fai prima – i pregi cominciano ad emergere. Pregi che non sbocciano fino in fondo e che lasciano addosso un sapore d’incompiuto e inadeguato, ma che fanno intuire quanto di buono ci possa essere sotto.

Sotto quelle macchiette che piano piano si trasformeranno in personaggi a tutto tondo, mettendo in luce la principale dote delle creature di Joss Whedon: la crescita dei protagonisti e dei rapporti che li legano. Sotto quell’aria che sembra indecisa fra la commedia stupidina e il melodramma serioso, e che proprio nel perfetto equilibrio dell’alternanza fra le due cose troverà in seguito la sua massima espressione. Sotto una banda un po’ scapestrata di attori che pian piano diventeranno i ruoli che interpretano. Sotto un cattivissimo Maestro che fa il Bruce Willis dei vampiri, che ti ammazza con le sue battutacce e che appare molto meno di quanto dovrebbe (e di quanto ricordassi, a testimonianza della sua forza). Sotto delle musiche realizzate mettendo assieme quattro midi a caso e due scoregge. Sotto un epilogo a cui oggi come allora manca tremendamente l’ampio respiro che un maggior numero di episodi avrebbe potuto donargli.

Insomma, sotto la muffa, c’è del buono, c’è qualche lampo, c’è un primissimo accenno della voglia di sperimentare con regia, racconto e stereotipi che verranno poi, c’è l’impressione che dandogli fiducia potrà venirne fuori qualcosa di tremendamente buono. O magari quell’impressione c’è perché lo so, che il buono arriverà, vai a sapere. Comunque, di fondo, rimane il fatto che la prima stagione di Buffy, per quanto imperfetta, per quanto poco rappresentativa di tutto ciò che giungerà poi, per quanto piena di limiti, ha ancora oggi un sacco di piccoli pregi ed è ancora oggi una bella cosetta divertente, frivola, frizzante, che si lascia guardare in maniera piacevolissima e ogni tanto ti stupisce con una trovata fuori dal comune. Il resto, con calma.

Oggi come allora, l’ho vista in lingua originale grazie al cofanetto in DVD. Non guardate Buffy in italiano: perde metà del gusto col cambio delle voci, un’altra metà con le traduzioni raffazzonate, un’altra metà con la perdita di tutte le battute, i giochi di parole e i riferimenti pop (alcuni dei quali davvero non si capisce per quale motivo siano spariti) e un’altra metà con le censure che arriveranno poi. No, aspetta, le censure sui DVD non dovrebbero esserci. Bah, non importa, guardatelo comunque in originale. Ah, avevo già scritto della prima stagione di Buffy nel lontano 2002 in questo illeggibile articolo su Nextgame. Madonna, veramente, a riguardarlo adesso mi faccio schifo da solo. Ah, no, aspetta, c’è scritto Alessandro Ianni.

5 pensieri riguardo “Buffy l’ammazzavampiri – Stagione 1”

  1. Premesso che ero un bocchione che muoveva i primi passi nel mondo dell'istruzione obbligatoria, credo non si possa giudicare una serie del genere con parametri di giudizio comuni: Buffy è bona, i personaggi son riusciti, il trash è presente almeno la metà di quanto lo sia nei film di Rodriguez (O.O), e ho detto tutto 😀

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  2. Ma secondo me i parametri di giudizio comune si possono utilizzare eccome, anche perché negli anni la serie è cresciuta tantissimo e non penso sia un caso se a livello di critica è diventata fra le più apprezzate di quel periodo. Ha fatto tante cose sperimentali e innovative, ha visto episodi splendidi per scrittura e regia…

    Certo, all'inizio aveva una marea di difetti. 🙂

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  3. Non so te ma ho sempre visto questo genere di telefilm come quello generazionale, una sorta di aggiunta al pacchetto tv che (da bravi figli di genitori italiani) ci cucchiamo nella crescita… Poi va beh, in positivo o negativo, Hokuto No Ken e Trigun son sempre roba buona 🙂

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  4. Eh, il mio problema è che Buffy l'ho visto dai venticinque anni in su. Magari per quello mi sono perso lo sfizio di guardarlo nell'età “giusta” ma ho apprezzato meglio altri aspetti. 🙂

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