Le correzioni

The Corrections (USA, 2001)
di Jonathan Franzen

Le storie di famiglie borghesi americane sembrano un po’ tutte uguali e hanno un po’ tutte quella strana maniera di risultare tanto lontane sotto molti punti di vista e altrettanto vicine sotto mille altri. Perché certe dinamiche, certe abitudini, certi tempi e modi di dire e di fare sono troppo americani. Ma allo stesso tempo dubbi, ansie, timori, rimorsi, ambizioni e sensazioni sono universali e fortissimi al punto di poter generare comunque non poca immedesimazione. Non tanto perché nella famiglia Lambert ci sia per forza un po’ di ciascuno di noi. Perché non è mica detto. Ma la natura umana, c’è poco da fare, quella è.

Le correzioni racconta dell’ultimo tentativo di riunirsi tutti di fronte a un tavolo per le vacanze di Natale, prima che una famiglia già vittima del disfacimento si dissolva completamente. Partendo da questo spunto, sposta l’obiettivo di volta in volta sul passato e sul presente di mamma Enid, di papà Alfred e dei tre figli. Sulle persone con cui sono entrati in contatto nei decenni, sulle loro poche vittorie e sui tanti fallimenti. Sulle difficoltà di vivere a contatto con col virus umano che infesta il pianeta Terra. Sugli errori commessi e sull’inutilità di provare a correggere le deviazioni dalla retta via.

Intenso, divertente, cattivo, logorroico, un po’ troppo autocompiaciuto ma ugualmente e ferocemente vivo, Le correzioni è uno di quei grandi* romanzi americani così pieni di cose, argomenti, situazioni, sentimenti da lasciarti stordito e un po’ perplesso, esausto e un po’ svuotato. Non me ne sono innamorato, ma penso sia soprattutto un problema mio, un problema legato al fatto che in questo genere di storie c’è sempre il personaggio** di cui non me ne frega nulla.

*Lunghi.
**Il centinaio abbondante di pagine.

È curioso il fatto che mi sia ritrovato a leggere nello stesso momento questo libro e Bottomless Belly Button, considerando che uno me l’han prestato e l’altro l’ho comprato quasi un anno fa. E che non avevo idea di che parlassero. Sono i casi della vita. Le correzioni, comunque, l’ho letto in italiano, nell’edizione Einaudi fotografata là sopra. C’è qualche svarione di traduzione, ma poca roba, anche se è abbastanza evidente che Silvia Pareschi non ha idea di come funzioni lo sport professionistico americano.

1 commento su “Le correzioni”

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