Heavy Uhm

Heavy Rain wishes to be compared to movies, but it is very lucky to be a videogame, where poor narrative is more readily forgiven. When compared to movies, Heavy Rain not only falls short, but is almost embarrassingly sub-par. Hell, compared to some of the leading narratives in videogames, Heavy Rain is below expectations. Less demanding players may be tricked into thinking the game is telling a brilliant story simply because it’s not telling the kind of story that gamers are used to seeing, but make no mistake. Its naive conclusions and impossibly weak characters would get Heavy Rain laughed out of any serious film festival.

Ecco. Certo, una recensione non fa primavera, e altre recensioni dicono altre cose, ma io ho le mie idee – spocchiose e presuntuose – su quanto la “critica videoludica” sia in grado di valutare questo genere di aspetti, e sono idee che si rispecchiano nell’accoglienza che fu riservata al precedente gioco di David Cage. Anche perché – con tutto che a Heavy Rain voglio comunque giocarci e che non mi va troppo di giudicare “a prescindere” – quanto riportato lì sopra è più o meno quel che penso di Fahrenheit. Al netto dell’abuso di Quick Time Event, del fatto che le belle idee di gioco delle prime due ambientazioni svanissero in fretta, della pessima sequenza stealth e del pietoso tuffo nello sterco della parte finale, dico. Fahrenheit era prima di tutto un “film” mediocre, con dei personaggi insipidi (quando non offensivi), una regia da angolo del dilettante e una sceneggiatura a esser buoni altalenante.

Ah, la recensione completa, quella di Destructoid, sta qui.

Poi si può lo stesso considerare Fahrenheit e Heavy Rain importanti perché provano a fare qualcosa di diverso, perché contengono delle belle idee e delle belle intenzioni. Ma sorvolare su una narrazione debole per qualcosa che vuole dichiaratamente fare da punto di contatto fra videogioco e cinema e che mira a una narrazione matura, adulta, consapevole, mi sembra davvero troppo facile. Comunque, vedremo.

8 pensieri riguardo “Heavy Uhm”

  1. Visto il livello medio delle narrazioni nei videogiochi, non li consideri comunque sopra la media? Voglio dire, l'alternativa è… MGS 4? Un altro pessimo film, a vederla dal punto di vista cinematografico. Visto che è il secondo gioco di questo tipo, non è più importante capire se funziona o meno? Se è realmente una strada seguibile oppure se è fumo negli occhi?

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  2. Intanto parliamo al singolare, che Heavy Rain devo ancora giocarlo. 🙂

    No, Fahrenheit non lo considero sopra alla media: ha un bel soggetto, ma lo trovo scritto e sviluppato veramente male, con qualsiasi cosa tu lo voglia paragonare. Ha lo stesso taglio adolescenziale, raffazzonato, dilettantesco di un Gears of War 2. Non è che trattare temi, diciamo, “alti”, significhi necessariamente essere sopra la media. Anzi, se li tratti in questa maniera dozzinale mi diventi paradossalmente ben più disprezzabile, anche se mi rendo conto che non tutti debbano vederla allo stesso modo.

    Detto questo, non credo sia più importante capire se funziona o meno: al limite è altrettanto importante. Ma in realtà io non penso ci sia molto da capire: la strada per quanto mi riguarda è stra-perseguibile. Non sarà mai apprezzata fino in fondo da chi è legato al videogioco nel senso classico del termine, probabilmente, ma la cosa non mi riguarda. E d'altra parte i giochi che puntano soprattutto sulla narrazione non nascono certo con David Cage: la strada è perseguibile da sempre, lui sta solo tentando un approccio un po' diverso, e io questo lo apprezzo anche.

    Resta il fatto che un gioco che faccia quel che faceva Fahrenheit nella prima oretta per me è un gran gioco, quindi non vedo gran necessità di dimostrare qualcosa, in questo senso. Al limite di dare una raddrizzata e proiettare quelle idee – più altre – su un gioco intero, se ci si riesce.

    E comunque resta il fatto che in un gioco con questa impostazione non puoi scindere il cosa dal come. Per quanto possa funzionare l'aspetto interattivo, se il racconto è pessimo il progetto è un fallimento. Mentre tutto sommato, se anche ci sono delle falle nelle meccaniche, un racconto di livello può fartici passare sopra. Un Fahrenheit altrettanto criticabile sul piano ludico ma con un racconto più solido “sotto” l'avrei apprezzato un pochino di più.

    Alla fine è la situazione opposta rispetto ad Halo 3, che mi racconta stronzate con un gioco molto divertente da giocare. È divertente lo stesso, anche se un po' mi fa storcere il naso, dato che comunque punta tanto anche sull'aspetto narrativo.

    Ah, comunque, MGS4, dal punto di vista narrativo, l'ho trovato mediocre (ma ho apprezzato il 2 e il 3), però ha dalla sua una regia che il David Cage di Fahrenheit si sogna la notte e comunque uno stile narrativo completamente diverso, in cui certe ingenuità e certi approcci mi sembrano molto meno fuori posto. In un modo di raccontare come quello a cui punta David Cage, la pochezza della scrittura di Fahrenheit trovo svetti molto di più. Però magari è un problema mio, ci mancherebbe. 🙂

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  3. ROTFL, “dito”.

    Comunque sì, su un argomento di questo genere le divergenze di opinione sono il minimo da aspettarsi. Certo che passare da un estremo all'altro dello spettro di giudizi fa un po' strano, ma vabbè.
    Bisognerebbe giocarci per farsi un'idea propria, ma, giusto per fare il Flx della situazione, di spendere 40 sterle per farlo è fuori discussione.

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  4. io l'ho giocato è un laser game alla dragon lair con in più la scelta dei dialoghi , non c'è neanche un enigma e i posti dove si può muovere il personaggio sono pochissimi. Praticamnete potevano farlo con degli attori veri costava meno ed era meglio. Bella la storia, ma non è un videogioco, le riviste che gli hanno messo sv hanno fatto bene. Dargli 9 in giocabilità è ridicolo. Contiene anche scene di nudo e sesso spesso gratuite.

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  5. Beh, io a questo punto aspetto veramente di giocarlo, ma di fondo non vedo necessariamente come un problema la poca interazione: è una cosa voluta, ha delle motivazioni precise, mi va anche bene. Il problema di Fahrenheit, in questo senso, è che iniziava in un certo modo e poi diventava tutt'altro.

    Sul nudo/sesso a caso non fatico a crederlo, visti i precedenti.

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