Review session, my love

La scorsa settimana, Sony ha organizzato un evento fantastico, multiforme e multicolore, nel cui contesto ha raggranellato 128 (centoventotto) persone in quel di Londra, per farci provare MAG, tutti assieme, in un fulgido boato di allegria. Dato che 128 giornalisti, presi magari da 128 riviste/editori diversi, non li trovi proprio sotto i sassi, s’è allargato il confino: assieme a noi della specializzata che ce la tiriamo tanto, c’erano blogger assortiti e pure un po’ di inquietanti rappresentanti della generalista. Nelle simpatiche intenzioni di Sony, doveva trattarsi di una review session.

Divaghiamo per spiegare cosa sia una review session: le review session (se lo scrivo ancora una volta vi autorizzo a tagliarmi il mignolo del piede sinistro) sono delle situazioni in cui si prendono i giornalisti e si dice loro: “Hai [X] ore per recensire il gioco. Te ne stai in questa stanza e lo fai. Te lo giochi un po’ come ti pare, eh, no problem”. Tipicamente, una review session (ahia!) è una situazione in cui – pur di vedere tutto il gioco dall’inizio alla fine – parti bello sparato a livello di difficoltà minimo e vai lanciato come un missile. Magari usi pure qualche cheat, se te lo danno. Poi, se c’è tempo, provi qualche pezzetto alzando il livello di difficoltà. Il multiplayer? Dai, su, fate i bravi. Ogni tanto si riesce anche a giocarlo, se le cose sono organizzate per bene, ma insomma, mica c’è sempre tempo. Al limite scrivi “questa recensione è basata sul single player, al multiplayer ci pensiamo quando abbiamo tempo”.

Le review session (ahia!) possono essere organizzate in modi diversi. C’è chi prende e ti trascina all’altro capo del mondo, per due o tre giorni, mettendoti sotto chiave e trattandoti a pane e acqua. C’è chi ti manda in giornata nella meravigliosa Londra, andata e ritorno. C’è chi ti dice: “Oh, abbiamo il gioco da provare qua nei nostri uffici di Gazzano Padoano Lambruschese al Cernuschello, vieni pure quando vuoi e per quanti giorni vuoi”. Questi ultimi, diciamocelo, son quelli un po’ più sensati. Anche se, insomma, la situazione non è comunque ideale.

Ma quali sono, i giochini del pleistescion che vengono recensiti in questo modo meraviglioso? Beh, gli esempi sono innumerevoli e multiformi. Vado a memoria, abbiate pietà. Ricordo, per esempio, che tanto tanto tempo fa mi capitò di trattare in questa barbara maniera il primo The Sims e Nox. Cioè, hai capito? The Sims recensito in un pomeriggio. Il primo, fra l’altro, quello che si approcciava senza ancora aver capito di che si trattasse. Ero un inesperto e spiantato freelancer agli inizi, avevo da campà. Lo so, non ho scuse. A mia discolpa posso dire che mai mai mai mai più in vita mia mi sono prestato a barbarie simili.

Altro? Un classico dei tempi moderni: Grand Theft Auto: San Andreas. Eh, sì, il gioco delle millemila ore passate in bicicletta e facendo palestra, Rockstar te lo faceva recensire in una opprimente giornata in quel di New York. Giusto perché è importante approfondire. Poi, vediamo, mi si corregga se sbaglio, ma credo sia andata in questo modo per Halo, Halo 2, Halo 3, ODST, Gears of War e Gears of War 2. E sì, lo so che non c’era bisogno di elencarli tutti, ma così ci ho messo i link ai miei post in cui parlo di alcuni fra quei giochi. Davvero, ci sono, basta passarci sopra col puntatore del mouse e ve ne accorgerete.

Di esempio molto recente potrei citare Call Of Duty: Modern Warfare 2. Di esempio meno recente potrei citare quel The Orange Box e la sua review session (ahia!), da cui qualcuno – non faccio nomi – uscì talmente rincoglionito da inventarsi che il gioco era doppiato in italiano e mettersi pure a commentare la qualità del doppiaggio. E no, non era doppiato in italiano. Esempi ce ne sono sicuramente millemila altri (Oblivion, se non ricordo male), ma insomma, ci siamo capiti.

È tutto ciò la norma? No, la norma è che ti mandino il gioco, sia esso in versione debug o definitiva, e te lo giochi un po’ come ti pare, per fare la recensione. Certo, poi magari te lo mandano una settimana prima dell’uscita, segnalandoti che il giorno dopo scade l’NDA e tutti potranno pubblicare l’articolo (quindi, insomma, eh, se non vuoi farti fregare dalla concorrenza e vuoi essere tempestivo, devi uscire quel giorno pure te). Dicendoti pure: “Oh, mi raccomando, giocalo bene e approfonditamente”. Capito, no? Hai un giorno di tempo, ma giocatelo bene e approfonditamente. Al che, uno che magari deve pure fare la videorecensione – e non è il mio caso – immagino pensi più che altro ad approfondire un dito al culo di chi gli ha scritto quel messaggio di amorevole simpatia.

Che poi, diciamocelo, è tutta una questione di fiducia. Come accade che i giochi da recensire siano pronti uno o due mesi prima dell’uscita, perché bisogna mandarli alle riviste da edicola, perché i tempi di pubblicazione sono quelli, ma per la gente che lavora sull’Internet non siano pronti fino a una settimana prima? Nomaguardatiassicuroproprioilgiocoancoranonesiste. Eccerto. Presumo, suppongo, immagino accada perché acca’ nisuno è fesso e se ti mando il gioco un mese prima a te che fai il blog sul web poi mi ti fai sfuggire le foto in anticipo e mi metti l’elenco degli achievement e finisce che mi spezzi l’embargo e mi recensisci il gioco due settimane prima. Insomma, siccome ci sono quattro furbe teste di cazzo nel globo che spezzano gli accordi e fanno quello che vogliono (stronzi che non siete altro, vi appendo tutti al muro), al solito, le conseguenze le pagano tutti gli altri.

Ok, mi ricompongo, andiamo avanti.

Qui di seguito avevo scritto tutta una slasagnata sui voti, le opinioni, il qualunquismo, la pubblicità, le pressioni e blablaba, ma la verità è che non c’entra nulla, quindi magari facciamo un’altra volta. Parliamo invece di MAG. La review session (ahia!) ha coinvolto 256 persone, fra Europa e Stati Uniti. Lunedì sera è scaduto l’NDA per pubblicare le recensioni. Recensioni basate su due ore di gioco, spalmate in un intero pomeriggio, provando il gioco un po’ a caso, senza organizzazione, senza poter usare davvero la comunicazione vocale, con le due partite finali che laggavano manco fossimo nel 1997. Ieri, su Metacritic c’era la skin pubblicitaria di MAG. E non c’era un voto. Perché non c’erano abbastanza recensioni. Solo tre (Destructoid, TheSixthAxis e Meristation). Basate sul nulla. E a me fa piacere che nessun altro abbia voluto basare una recensione sul nulla. Mi fa piacere che Soletta, in risposta alla mia mail in cui chiedevo che fare, abbia scritto: “Per me il problema non sussiste. Se non si può fare la recensione, non si fa”. Del resto, lui, quando va in Microsoft a provare Halo tutto il giorno a livello di difficoltà Scimunito, poi ci scrive un hands on, mica una recensione.

Oggi su Metacritic il voto c’è, perché le recensioni stanno cominciando a spuntare, ma perlomeno, oh, puoi dare a quest’altra gente quel minimo di fiducia e pensare che abbiano passato almeno un paio di giorni a giocare MAG senza tregua. Che, insomma, continua a sembrarmi poco, ma vai a sapere, io di ‘sti effepiesse non ci capisco nulla. Noto comunque con piacere che nessun sito italiano, perlomeno di quelli su cui poso gli occhi regolarmente, ha ancora pubblicato una recensione di MAG. Lampi di gioia scorrono nell’etere, mentre qualcuno parla di “Epic Fail” e “Soldi buttati ar cesso”.

Ah, ovvio: se si fosse trattato di un Call Of Duty: MAG e se in questi stessi giorni non fosse stato il momento di recensire un certo Mass Effect 2, immagino che ci sarebbero state molte più recensioni, sulla pagina di Metacritic, già lunedì sera. Ma insomma, oh, eh, uh.

Chiudiamo con una twitterata dell’altro giorno a firma Jeff Gerstmann. Ve lo ricordate? È quello che è stato cacciato da Gamespot perché aveva trattato male Kane & Lynch.
jeffgerstmann: Getting started with MAG tonight. Day-one patch sounds significant enough to make early reviews seem weird: http://bit.ly/5rbpep

Madonna quanto ho scritto. Almeno è interessante? Ah, io su MAG ho scritto un hands on. È molto brutto e sta qui. Qua, invece, c’è una tumblerata in cui ho aggiunto una considerazione su questo stesso argomento (le recensioni, non MAG).

6 pensieri riguardo “Review session, my love”

  1. Combinazione al review event (ahia!) di MW2 ci sono andato io qui a Londra ed è stata un'esperienza abbastanza alienante, con l'assillo di finire il gioco e l'invito da parte dei PR a giocare, ovviamente, ad almeno livello Hardened. Se ho tempo e voglia di sbattermi ci gioco anche a Veteran, ci mancherebbe, ma in quei tempi e in quei modi chi me lo fa fare?
    Che poi l'assillo di finire il gioco lo si ha anche quando si sta a casa propria, visti i tempi di chiusura di riviste e embarghi assortiti, ma è una situazione diversa.

    E combinazione anche lo stesso Gestermann e Kotaku tempo fa avevano affrontato questa questione, facendo notare quanto sia concettualmente sbagliato provare un gioco in condizioni diverse da quelle del lettore e dell'utente finale, che se lo gioca spaparanzato su un divano o una sedia Stokke “Quedex Approved”®.

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  2. Salve giopep, ho letto con interesse l'articolo è devo ammettere che sono rimasto impressionato.
    In una parte poi mi hai fatto ricordare un episodio, e la cosa mi ha fatto ridere molto , ovvero quello relativo al doppiaggio del orange box, quando lo comprai su PC avevo letto la rece in una certa rivista che diceva del doppiaggio del orange e di come fosse di mediocre qualità in confronto a quella inglese.
    Onestamente al tempo non riuscivo a capacitarmi del perchè giudicare una cosa inesistente dentro al gioco, ma con questo articolo mi hai aperto gli occhi.
    Penso che sia la medesima recensione che hai citato giusto? 😀

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  3. Direi che ci hai azzeccato. A occhio, penso che il recensore – persona ottima, appassionata e normalmente molto affidabile, se ti fidi di me – era talmente stravolto da essersi convinto che il doppiaggio c'era e aver commesso l'errore di giudicarlo basandosi su quel che ricordava del doppiaggio italiano originale di Half-Life 2. Del resto, credo abbia scritto l'articolo in aereo, sotto anfetamina, tornando dal press tour. 😀

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  4. Si capisco XD
    Onestamente più che un lavoro sembra una tortura, e giochi come GTA SA da recensire entro un tot di tempo cosi minimo dev'essere un lavoro veramente massacrante.
    Più che altro mi chiedo che se con questo metodo di recensire i giochi non ci sia il rischio di correre a opinioni che poi vengono rimangiate.
    Cioè è possibile che se recensisci un gioco in quel tot di tempo ti fai solo una prima idea del gioco, fai tutte le missioni o livelli e lo completi, ma ti fai sempre un idea generale del titolo. Poi magari col tempo, rigiocandolo con più calma scopri difetti a cui prima non hai fatto caso, problemi che alla fine sono poco tollerabili, e il voto crolla miseramente. Non sò se ci sono testate che abbiano mai fatto cosi, ma mi chiedo se sia mai successo o ci siano probabilità che succeda.

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  5. Non ci sono dubbi che non sia la maniera ideale di lavorare e ti ringrazio per “tortura”, anche se è un po' un'esagerazione, visto che si parla sempre di giocare. 😀

    Che il mio sia un gran bel lavoro non lo negherò mai, ma non è tutto rose e fiori come molti pensano.

    Detto questo, sai, c'è anche il fatto che se lavori su un sito puoi decidere di non essere stratempestivo, uscire con la recensione magari una settimana dopo e, di fatto, ottieni il duplice risultato di dimostrare la tua onestà intellettuale e allo stesso tempo non arrivare troppo in ritardo (fermo restando che comunque, sul web, un ritardo di anche solo poche ore ti fa perdere tantissimi accessi).
    Ma su una rivista mensile significa arrivare almeno un mese dopo tutti gli altri, quindi capisco anche che siano decisioni difficili.

    Poi varia da caso a caso, obiettivamente ci son giochi che si prestano un po' di più a recensioni “veloci” e giochi che si prestano molto meno (per l'appunto GTA, ma anche tanti altri). Ma la verità è che bisognerebbe avere il tempo di lavorare per bene sempre…

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