Colpo secco

Slap Shot (USA, 1977)
di George Roy Hill
con Paul Newman, Strother Martin, Michael Ontkean, Jennifer Warren, Lindsay Crouse

Com’è, questo strano film del 1977 che ha generato un paio di seguiti per la TV nell’attuale decennio all’insegna del vintage? È, nonostante (o forse proprio grazie a) uno stile goliardico, esagerato, sopra le righe, un ritratto fedele e realistico di cosa fosse l’hockey nelle Minor League alla fine degli anni settanta? Non ne ho davvero idea, conosco appena l’hockey NHL attuale, figuriamoci quello minore di trent’anni fa. Questo articolo su ESPN, però, sostiene che “Slap Shot”, which turned 25 on March 25, might seem like the silliest, most outrageous piece of sports fiction that Hollywood has come up with. Turns out, it came pretty close to the real world of minor-league hockey, circa mid-1970s. Quindi, insomma, ci fidiamo e la chiudiamo qui.

A questo si può aggiungere che dietro un vero e proprio sbarramento di situazioni stupidine, personaggi simpatici, imprecazioni e volgarità (che risultano ancora più forti ad ascoltarle per bocca di Paul Newman in un film di trent’anni fa) c’è un appena abbozzato ma efficace ritratto dell’America suburbana di quei tempi. I Charlestown Chiefs del film si ispirano ai veri Johnstown Jets e attorno alle loro vicende c’è del triste, mogio e opprimente vivere di una comunità della Pennsylvania cui stanno per chiudere la principale fonte d’occupazione.

Mentre tutto va a catafascio, Reggie Dunlop, interpretato da un Paul Newman figo come pochi, prova a ricucire i pezzi della sua squadra puntando tutto sul caos, sulla violenza in campo, sul far saltare i nervi agli avversari a colpi di insulti e trollate varie. Ne vien fuori un film un po’ invecchiato, ma crudo e divertente, che cresce parecchio quando – nella seconda parte – prova ad approfondire meglio i suoi protagonisti e scivola un po’ sui binari della malinconia, senza però smettere di far pronunciare a Newman delle sparate da antologia e regalando un delirante match finale che davvero scalda il cuore.

Il film l’ho visto su un decente DVD – con commento audio dei fratelli Hanson! – comprato in offertissima da Fnac. In lingua originale. Importanza di guardare questo film in lingua originale: non ho idea di come sia la versione italiana, ma Paul Newman si merita questo e altro. Nello scrivere questo brutto post ascoltavo la sofferenza umana dello Sbrocchieri e mi attardavo in ufficio oltre il lecito in attesa di recarmi al cinematografò.

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