La battaglia dei tre regni

Red Cliff & Red Cliff II (Cina, 2008/2009)
di John Woo
con Tony Leung, Takeshi Kaneshiro, Fengyi Zhang, Chen Chang, Wei Zhao, Jun Hu, Chiling Lin, Shido Nakamura

Premessa: della storia cinese so meno di una fava. Ho fatto giusto due ricerchine su Internet, prevalentemente su Wikipedia.

La battaglia dei tre regni è l’adattamento cinematografico di una parte de Il romanzo dei tre regni, monumentale opera che romanza con taglio epico svariati eventi storici della Cina che fu, a cavallo fra secondo e terzo secolo. A quei centoventi capitoli (un migliaio di personaggi, oltre ottocentomila parole) si è nel tempo ovviamente ispirata una marea di altra roba, fra cui pure qualche videogioco, tipo i vari strategici Romance Of The Three Kingdoms, i Kessen e i simpaticissimi Dynasty Warriors.

Ecco, a un appassionato di videogiochi, c’è poco da fare, certi momenti de La battaglia dei tre regni fanno venire in mente proprio l’insopportabile serie di squartammazza targati Koei. Coi generali – non a caso personaggi presenti anche in quei giochi – che scendono in campo e da soli sbaragliano decine e decine di nemici, così, come se niente fosse. Va però detto che queste situazioni e davvero poco altro rappresentano le uniche concessioni di Woo al Wuxiapian cui siamo abituati. Nei due Red Cliff (sì, due, ne parliamo dopo) non si vede gente che svolazza come in La tigre e il dragone e rimbalza fra un muro e l’altro come in New Super Mario Bros. Wii.

E che si vede? Si vede un racconto che – fatta la tara al taglio mitologico con cui vengono caratterizzati i vari protagonisti e determinati snodi narrativi – mantiene abbastanza i piedi per terra, mostrando sì due scene di battaglia epiche, enormi, semplicemente splendide, ma concentrandosi soprattutto sui personaggi, sui complicati intrecci umani e politici che li legano, sulla guerra vista non solo attraverso lo scontro sul campo ma anche (soprattutto) tramite ciò che è preparazione, dialogo, tattica. Si vede un cast meraviglioso, con Tony Leung che al solito mangia in testa a tutti e attorno a lui un campionario di presenze sceniche da mozzare il fiato. Si osserva un John Woo tornato all’eleganza e alla potenza stilistica che sembrava aver ormai irrimediabilmente perso. Si respira il solito, adorabile, malinconico melodramma che permea il cinema dell’estremo oriente tutto e che ce lo fa amare.

Ah, quasi dimenticavo: i due Red Cliff. Avete presente Kill Bill? Volume uno e volume due? Ecco, stessa roba. Red Cliff, in Cina, è uscito sotto forma di due film, da centoquarantaepassaminuti l’uno. La versione occidentale è frutto di un riassemblaggio e scesoiamento voluto e curato dallo stesso Woo, al fine di renderlo più adatto ai nostri palati fini con una durata da centoquaranta minuti e spiccioli. Non l’ho vista, ma ho leggiucchiato in giro e noto come siano in effetti state eliminate quasi solo scene estremamente “cinesi”, lontane dal gusto occidentale, oltre a una “sottotrama” che è forse la più debole dei film originali. Ma stiamo comunque parlando dell’eliminazione di oltre due ore di materiale, che genera per forza di cose qualche incongruenza e qualche scena un po’ priva di senso, oltre a tagliar fuori alcune fra le più belle immagini dei due film (il parto e la caccia alla tigre? Ma stiamo scherzando?). Insomma, meh.

Il film l’ho visto in lingua originale, sottotitolato in inglese. Importanza di guardare questo film in lingua originale: non saprei, però l’importanza di guardarlo tutto per intero non la sottovaluterei. Eagle Pictures ha comunque annunciato la pubblicazione (su DVD e Blu-Ray) del film in entrambe le versioni: abbreviata e integrale. Quindi a breve saremo tutti più contenti. Nel frattempo, vi segnalo Chua Import & Entertainment, il sito – consigliato dal Guglia, ciao e grazie – tramite il quale ho comprato i due DVD cinesi, dezonati e con sottotitoli in inglese. Spedisce dalla Germania, quindi si schiva quella vergogna nazionale che è la dogana italiana. Mentre scrivevo questo brutto post, Al Michaels e Cris Collinsworth gufavano in televisione. Il mio stomaco elaborava il troppo the bevuto. Gli Eagles battevano agevolmente i Giants e si issavano in testa alla classifica della NFC East.

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