Il presidente – Una storia d’amore

The American President (USA, 1995)
di Rob Reiner
con Michael Douglas, Annette Bening, Martin Sheen, Michael J.Fox

Guardare questo film è un’esperienza lisergica, ma anche un po’ catartica. Quasi una scelta morale. Soccombo alla profonda antipatia nei confronti di Michael Douglas e (soprattutto) Annette Bening, che davvero mi attanaglia le viscere al punto di non farmi piacere una sceneggiatura tanto ben scritta e un film tanto leggero e simpatico? Oppure regalo lode, bacio accademico e un mondo di amore a Rob Reiner e Aaron Sorkin, che mi fanno diventare simpatico il Michael e quasi (quasi) sopportabile l’Annette? E ammetto, sigh, che i due antipaticoni sono anche bravi? La seconda, via, ché è Natale e siamo tutti più buoni.

Il presidente è una commedia sentimentale americana. Non molto di più, ma anche nulla di meno. È lui e lei che si conoscono, per qualche strano motivo si innamorano, vanno avanti felicemente, poi c’è la crisi, poi fanno pace e si vogliono bene. Con tanti amici e personaggi di contorno che son simpatici e adorabili (e un paio pure un po’ strani). È quello, lo sappiamo. Però è un “quello” fatto davvero per benino, con tutte le sue cosette al posto giusto, con tutti i suoi bei caratteristi che fanno il loro dovere, con una sceneggiatura solida e frizzante.

Ed è per tutte queste cose che Il presidente funziona. Per il fatto di farti interessare alle vicende di persone dai tratti umani e reali, prima che di politici e presidenti. Perché c’è un film e c’è una sceneggiatura, e non solo Amy Adams e Meryl Streep. E Stanley Tucci. Perché – pare poco ma non lo è – ti caratterizza il presidente come un presidente vero, che ha a che fare con problemi veri e deve prendere decisioni su dilemmi veri, mica su crisi inventate con luoghi di fantasia. Perché quattordici anni dopo non sai se chiederti “Ma ‘ste robe si discutevano già quattordici anni fa?” o “Ma dopo quattordici anni ancora stiamo dietro a ‘ste robe?”. Troppo avanti Sorkin e Reiner o troppo indietro il resto del mondo?

Il film l’ho visto in DVD, original language. Importanza di guardare questo film in lingua originale? Beh, gli attori son bravi e c’è qualche giochetto di parole simpatico. Canzone ascoltata nello scrivere questo brutto post: The Boxer – Editors (sto un po’ in loop). Nel mio stomaco danzava un Big King XXL menu medio.

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