Quedex, uno che bisogna leggere


lo vedete quello pelato con l’orecchino?

è un pirata della tortuga, è venuto a bordo di un galeone battente bandiera teschiata. Ha una spada curva e consunta, un coltello nei denti e un vento fotissimo ed in evitabile alle spalle, il vento di chi vuole la coppa perchè sa che è sua.

dall’altra parte c’è Davidenko. Potrebbe sembrarvi leggermente diverso, potrebbe incuriosirvi il fatto che si chiami Medvedev, ma è Davidenko, nella sua versione 1999, come prima di lui fu Cerkasov e dopo di lui fu Nalbandian

ora, signori e signore, guardate il pirata. tira fortissimo ed angolato sin dai primi colpi, lo so, è difficile guardare altro, ma dovete fare uno sforzo, dovete andare oltre le risposte vincenti su servizi che, nella migliore delle ipotesi, dovrebbe essere già difficile mandare anche solo di là

andate oltre, andate verso il basso

i suoi piedi.

li vedete? vi sembra che si muovano come quelli degli altri esseri umani?

guardate meglio. ancora. ancora. ecco, avete visto?

sono sulla riga. sempre. non vanno indietro mai, M-A-I.

questa cosa non si può fare, chiedete al vostro maestro di Tennis, chiedete a Clerici: se la palla è vicino alla riga ti sposti all’indietro in modo da aprire e colpirla nel punto più consono alla sua parabola, un pò sotto la spalla

se siete fortissimi come Dogana la colpirete mentre sta ancora salendo, in modo che non abbia perso la sua forza cinetica, in modo da togliere tempo all’avversario.

ma è una cosa difficile che non si può fare su tutti i colpi. su tanti, se siete Dogana o Scozia. ma non su tutti.

guardate i piedi del corsaro: una linea retta a desta e a sinistra, eppure le sue aperture di diritto e rovescio sono immense, degli splendidi sbuffi ampi perfettamente curvilinei, come quelli che ti vengono usando qualche suite Adobe. apre le ali come una un’aquila e poco importa se la palla è appena rimbalzata a terra, se è in controbalzo pieno, di quelli che i Maldini bravissimi utilizzano spesso per tirare delle mine in porta su un rimpallo fortuito

due passi, parabola, spuff!

palla colpita piena, western di diritto e rovescio, top spin

questo ancor giovane pirata, signori, avrebbe colpito così anche le palle Maiorchine, quelle alte e pesanti che mandano in merda il mondo intero. Avrebbe sfruttato la loro potenza per mandarle di là velocemente, pesanti e angolate. In modo che dall’altra parte il suo avversario, a due metri dal fondo, avrebbe dovuto correre come un ossesso, sarebbe stato costretto a fare tutto in fretta.

e ne sarebbe stato felice. Avrebbe sentito un brivido inatteso nella schiena, un brivido magnifico e terribile: quello prodotto dallo scoprire che c’è tutto un mondo cattivo, là fuori.

impossibile dire come sarebbe finita. forse Maiorca avrebbe iniziato a tirare ancora più forte, più veloce. Forse i suoi capelli sarebbero diventati biondi e all’insù, e il suo cuore avrebbe iniziato a pompare elettroni e protoni invece di plasma e cellule.

in ogni caso sarebbe stata una partita da vedere con le lacrime agli occhi, le stesse che mi sono venute sulla palla break annullata dal pirata con risposta profonda e volèe angolata nel sette, seguita da smorzata successiva.

andò a finire nel libro di Gilbert, quella volèe, la Graf disse che saltò sugli spalti senza sapere ancora perchè, vedendola.

Andrè che va a rete su una palla break importantissima, spinto da un vento pirata. lui che ci andava poco e spesso male senti il vento, tirò su le ancore e si lasciò spingere.

io saltai in piedi urlando “SIIIII” a pugni stretti e con il battito cardiaco a livelli di guardia, nel 1999.

l’ho fatto ancora adesso, forse anche più forte.

2 pensieri riguardo “Quedex, uno che bisogna leggere”

  1. Cazzo, sono quasi onorato.

    Anzi lo sono, via.

    certo se me lo avessi detto avrei tirato via i tre-quattro errori che sempre mi seguono nelle scritture di getto 😀

    "Mi piace"

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