Nip/Tuck – Stagione 2

Nip/Tuck – Season 2 (USA, 2004)
creato da Ryan Murphy
con Julian McMahon, Dylan Walsh, Joely Richardson, John Hensley, Famke Janssen, Roma Maffia, Kelly Clarkson

Scrivere della seconda stagione di Nip/Tuck dopo aver guardato le due successive è strano, perché all’entusiasmo della visione si aggiunge la consapevolezza di stare parlando probabilmente del miglior anno della creatura di Ryan Murphy. O perlomeno di quello che più mi ha convinto in ogni suo aspetto. C’è tutto il meglio della serie: il dramma, intenso e spiazzante, l’assurdo umorismo, la voglia di stupire e sconvolgere, delle fantastiche prove di attori meravigliosi, una Vanessa Redgrave fuori scala come suo solito e un cattivo incredibilmente efficace, che si muove dietro le quinte ed esce sbavando da sotto il letto.

È l’anno di Ava Moore, splendido personaggio che regala finalmente un senso al giovane Matt e chiude la stagione con un paio di “colpi” spettacolari (compresa una guest star da leccarsi i baffi). Ma è anche l’anno in cui esordisce il Carver, meravigliosa maschera horror che ogni tanto appare, rovina l’atmosfera da soap dell’assurdo e svanisce poi nel nulla. Ed è poi l’anno nel quale l’aspetto più drammatico delle vicende viene sviscerato forse meglio, con intensità, autoironia, sviluppi credibili nelle relazioni fra i personaggi, voglia di stupire senza per questo scivolare per forza nella follia a effetto.

Una stagione dagli equilibri sottili e perfetti, in cui ogni episodio s’incastra a meraviglia con gli altri. Tutto, o quasi, ruota attorno ai figli. Al loro imminente arrivo, al desiderarne, al non saperli affrontare. Figli strappati ai propri genitori, padri disperatamente aggrappati ai propri pargoli, donne alle prese con la loro incapacità di essere madri. E tutto viene raccontato tramite gli sguardi, le labbra, i corpi di personaggi fantastici, ricchi, che crescono di episodio in episodio e affrontano cambiamenti fondamentali nelle loro vite.

Un arco narrativo perfetto, punteggiato dalla solita formula del caso della settimana, sempre affascinante, sempre interessante, sempre intrecciato nel tessuto narrativo per rispecchiare distorti i drammi affrontati dai vari personaggi. Insomma, nella seconda stagione di Nip/Tuck funziona tutto a meraviglia. Funzionano i singoli episodi (Mrs. Grubman, Rose & Raven Rosenberg, Julia McNamara fra i migliori), funzionano le varie storyline, funziona l’arco narrativo, funziona il tremendo finale, che ti lascia proprio lì come un fesso. Qui davvero la serie di Ryan Murphy era “A disturbingly perfect drama.”

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1 commento su “Nip/Tuck – Stagione 2”

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