Marvel: La grande alleanza

Marvel: Ultimate Alliance (Activision, 2006)
sviluppato da Raven Software

Io, lo dico, con i due X-Men Legends mi sono divertito un sacco. Grazie alla tanta azione spensierata e a qualche momento di tatticismo equamente diviso fra gli elementi da gdr e i boss da affrontare con un minimo di strategia. Grazie a una scrittura di personaggi e intreccio certo banale e mediocrina, ma che puntava tutto il suo fascino sul nozionismo da fan e sul solleticare i ricordi dei giocatori-lettori. Quindi, com’è possibile che Marvel Ultimate Alliance non mi sia piaciuto altrettanto?

Boh, magari, semplicemente, perché va bene uno, va bene due, ma poi basta, ci si stufa anche. Ché del gusto di vedere un gioco in cui gli scontri fra supereroi sembravano davvero convincenti ero satollo ormai da tempo e l’aspetto nerd della faccenda alla lunga stanca. Ma forse anche perché al resto dell’universo Marvel sono affezionato meno che agli X-Men. O magari perché, diciamocelo, tanto era azzeccato lo stile grafico di X-Men Legends 2, quanto fa ridere i polli praticamente tutto quello che si vede in Marvel Ultimate Alliance (a parte i filmati, che non sono male).

Il problema, poi, è che si tratta forse di un gioco studiato per poter funzionare su un po’ tutte le piattaforme, con un minimo comun denominatore davvero troppo basso. E allora ti chiedi perché stai giocando una cosa con ‘sta grafica indecente su Xbox 360, ma anche perché, diamine, ancora sei costretto a condividere l’inquadratura mentre affronti il gioco in cooperativa su Xbox Live. Che senso ha che non ci si possa separare dagli altri, in un gioco del genere? Quanto snellirebbe e semplificherebbe le cose? Forse troppo. E quindi sei costretto ad andare a sbattere contro il muro invisibile dello schermo, mentre passi il tempo schiacciando tasti a caso per far fuori i nemici e facendo salotto in chat con i tuoi compagni di sventura.

Oh, poi, a conti fatti l’ho pure finito, in cooperativa, trovandoci anche dei passaggi divertenti, qualche piccola idea azzeccata (tipo alcune trovate nel mondo di Arcade), gustandomi la gestione dei personaggi e quei rari momenti di difficoltà che richiedevano un approccio seriamente tattico. Ripenso al boss finale, quando ci si è dovuti fermare a ragionare sull’approccio con cui affrontarlo, e mi chiedo se giocando a un livello di difficoltà più alto l’esperienza non sarebbe stata più impegnativa e divertente. Certo, poi penso che questo non è Gears of War e dubito che potrei mai avere voglia di rigiocarlo, quindi il dubbio me lo terrò.

P.S.
Non se ne può più dei quick time event, basta, BASTA.

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