X-Files – Stagione 8

The X-Files – Season 8 (USA, 2000/2001)
creato da Chris Carter
con Robert Patrick, Gillian Anderson, David Duchovny

Il bello dell’ottava stagione di X-Files è che non c’è. Il bello, dico. Non c’è. Ci sono elementi d’interesse, qua e là, ci sono anche un paio di belle idee, ma tutto viene frustrato da una realizzazione mediocre, dozzinale, da una scrittura impresentabile, da personaggi che si perdono nel vuoto cosmico di caratterizzazioni andate a puttane, dall’evidenza palese di una brodaglia stracotta e ormai insapore. Fa vomitare, l’ottava stagione di X-Files? No, non fa vomitare. E forse è questa la cosa peggiore: non puoi neanche darle la dignità trash di un prodotto completamente schifoso. No, è semplicemente insulsa.

Per quanto frutto delle paturnie esistenziali di Duchovny, levarsi dalle palle Fox Mulder poteva essere una bella idea. Perlomeno nell’ottica di cambiare un po’ le carte in tavola e rilanciare una serie sotto certi versi ormai agonizzante. In fondo Doggett è un personaggio con del potenziale, invigorito dall’interpretazione passionale di Robert Patrick. E poi la svolta isterica di Scully, che cerca in tutti i modi di non far rimpiangere l’assenza del suo svanito compagno, è drammaturgicamente intrigante. Ma pure il tentativo di ritorno alle origini, col rilancio insistente del freak della settimana, ha il suo perché.

Peccato che tutto vada a puttane per colpa di sceneggiature da circo degli orrori. Peccato che la saga iniziale, dedicata al rapimento di Mulder e alla posticcia rinascita della cospirazione aliena, faccia acqua da tutte le parti. Peccato che Scully sia letteralmente insopportabile, sempre sull’orlo del pianto, sempre pronta a tirar fuori il pancione per uscire dalle peggiori situazioni, devastante nei suoi terrificanti e insostenibili monologhi. Peccato che Doggett sia mostruosamente sottosfruttato. Peccato, infine, che un personaggio forte, intrigante, cazzuto come Skinner sia ridotto a una debole macchietta, che non fa altro che parlare di alieni, strepitare e dare a Scully una spalla su cui piangere.

Insomma, l’ottava stagione di X-Files è a dir poco trascurabile, ha la sua buona dose di episodi brutti e una manciata di episodi guardabili, quasi divertenti, ma che ti lasciano addosso quel senso di mediocre incompiuto, quella fastidiosa sensazione che la serie abbia ampiamente varcato il labile confine che la separava dal ridicolo. E anche nella seconda parte di stagione, quando Mulder torna a dare un po’ di pepe aizzando tafferugli con Doggett, la situazione non migliora poi molto.

Aumenta il tasso d’azione, si prova a far venire al pettine qualche nodo, si ammazza almeno un personaggio di primo piano, ma suona tutto vuoto e spento, scivolato nel mediocre e nell’adolescenziale. Proprio poca cosa, talmente poca che potrebbe essere in grado di sconfiggere la mia mania di completismo: io non lo so, se ho voglia di guardarmela, la nona stagione di X-Files.

2 pensieri riguardo “X-Files – Stagione 8”

  1. Se è per questo pure la settima non è che fosse proprio un gioiello. 🙂Però non è mica detto, la settima stagione di The Next Generation è molto buona e l’episodio finale è uno dei più belli in assoluto.

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