Sam & Max Season One

Sam & Max Season One (Telltale Games, 2006/2007)
sviluppato da Telltale Games – Brendan Q. Ferguson, David Grossman

Questa prima stagione di Sam & Max è per me molto importante. E quando dico “per me”, intendo dire che è importante proprio per me, non che secondo me è importante per il resto del mondo. Perché è la prima avventura grafica “recente” a cui mi sento di dare fiducia da tempo immemore. Perché recupera dei personaggi che avevo adorato nel vecchio gioco pubblicato da Lucasarts. Perché oh, insomma, il mio tempo è importante, e non mi va di dedicarlo a una roba in sei parti così, a caso.

Se l’è meritato, il mio tempo, Sam & Max Season One? Sì e no. Sì, perché l’umorismo che ci dev’essere c’è più o meno tutto. Ci sono la demenzialità e il nonsense, c’è un delizioso gusto per l’assurdo e una vaga voglia di far satira e divertirsi con, di e per lo spettatore (ops, il giocatore). C’è una scrittura “densa” e azzeccata, piena di tanti piccoli dettagli piacevolissimi da assaporare anche solo cliccando in giro completamente a caso, proprio come si finiva per fare nelle belle avventure di una volta, quelle di quando c’era Lui.

E poi ci sono enigmi costruiti in maniera intelligente, in costante bilico fra delirio e logica, c’è una discreta varietà di situazioni e c’è un buono sfruttamento della serialità. I vari episodi sono lunghi al punto giusto, rendono per quel che costano, son brevi a sufficienza da esser giocati in una botta (“stasera mi sparo il terzo!”). E funzionano decentemente per i fatti loro anche sul piano narrativo, nonostante ci sia ovviamente un intreccio “globale”, portato avanti nell’arco di tutta la stagione, che fa da filo conduttore e rende i sei episodi gustosi anche da giocare tutti insieme.

Il “no” sta innanzitutto nel fatto che, presa come pacchetto completo, questa prima stagione mi è risultata forse un po’ troppo lunga. Sarà per la natura ripetitiva del seriale (eh, ma con le venti puntate di un buon telefilm non la patisci!), sarà perché in fondo ciascun episodio è comunque strutturato come un’esperienza (quasi) completa, sarà quel che sarà, ma alla fine ci sono arrivato un po’ a fatica, trascinandomi, giusto perché non volevo mollare.

E certo in questo giocano anche la qualità e la strutturazione un po’ disomogenea del tutto, che puzza abbastanza di (ovvi e inevitabili, ci mancherebbe) aggiustamenti in corsa. Tanto i primi due/tre episodi vanno via lisci che è una meraviglia, quanto i successivi sono un po’ impestati dal dover andare avanti e indietro fra le ambientazioni diciottomila volte per compiere due azioni in croce. È stupido, inutile, barboso e puzza davvero troppo di voler allungare il brodo perché le prime puntate sembravano troppo corte (e invece eran lunghe il giusto, mannaggia!)

Per fortuna pregi e difetti tendono ad equilibrarsi abbastanza e, quando la parte giocata cala un po’, ci pensa l’umorismo delirante a tenere in piedi la baracca. Max presidente degli Stati Uniti e tutto quel che ne segue è davvero una meraviglia, e pure la lunga serie di giochi, giochini e (meta)giochetti che prendono in giro frizzy, lazzy e pazzy del mondo dei videogiochi hanno il loro bel perché. Certo, un bel perché da nerd, ma comunque bello.

Consigliato? Consigliato. Ma con riserva.

2 pensieri riguardo “Sam & Max Season One”

  1. Sì, però calcola che un episodio di S&M, come durata, equivale a diversi episodi di un telefilm, quindi è come se ti sciroppassi 6-7 ore filate di un serial. E' normale che, dopo una 'tirata' del genere, non si voglia proseguire subito con le successive avventure, soprattutto se si tratta di 'casi singoli' senza una continuity troppo stretta (cioè, diciamo, siamo più dalle parti di “X-Files” che di “Lost”).IMHO c'è poco da fare: i nuovi S&M non possono (nè vogliono) essere giocati come un'unica avventura, altrimenti perdono parecchio.Io ho giocato circa un episodio al mese ai tempi dell'uscita, e onestamente il senso di pesantezza non l'ho percepito. Anzi, la seconda parte di stagione (quarto episodio in particolare) m'è sembrata più brillante e meglio progettata.Oh, sia chiaro, non voglio convincerti che il gioco sia perfetto, però mi sembra che i lati negativi che hai riscontrato derivino sopratutto dal metodo di distribuzione, con il quale – forse – dobbiamo ancora tutti adattarci.Ciao Andrea :).P.S. …ma il vecchio Hit the Road ti è piaciuto di più? 🙂P.p.s. Vedo che stai recuperando Nip/Tuck. Ma quanto era figo The Carver della seconda stagione? Gran momenti di televisione.

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  2. Ma sicuramente, infatti ho messo in conto che la pesantezza fosse frutto dell’averli giocati tutti in fila, però è anche vero che facendolo ti godi magari di più la trama “globale”.Però alcuni difetti – che sicuramente giocandone uno al mese perdono d’impatto – secondo me rimangono, perché io ho trovato davvero palese il fatto che da un certo episodio in poi sia stata inserita una quantità smodata di situazioni in cui devi continuamente usare la macchina per andare avanti e indietro facendo una o due azioni in croce. E questo, boh, per me è un po’ un modo “cheap” per allungare il brodo.Di Hit the road ho un gran ricordo della demenzialità, ma mi pare anche di ricordare un gioco estremamente semplice. Però siamo alla preistoria, chi se lo ricorda… 😀Nip / Tuck meraviglioso e il Carver è un cattivo *pazzesco*.

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