24 – Stagione 2

24 – Day 2 (USA, 2002/2003)
creato da Joel Surnow e Robert Cochran
con Kiefer Sutherland, Dennis Haysbert, Carlos Bernard, Sarah Winter, Xander Berkeley, Jude Ciccolella, Michelle Forbes, Penny Johnson, Elisha Cuthbert

La seconda stagione di 24, prodotta a cavallo fra 2002 e 2003, non poteva che sprizzare 11 settembre da tutti i pori. Del resto non avrebbe avuto neanche molto senso schivare la cosa, dato che qui si parla di lotta al terrorismo e lo si fa con uno spirito americanoide fino al midollo. E infatti il cazzutissimo – seppur sulle prime un po’ scoglionato dagli avvenimenti che han chiuso la prima stagione – Jack Bauer si trova a dover affrontare dei cattivoni mediorientali impegnati a introdurre un ordigno nucleare nel bel mezzo di Los Angeles.

Tutto questo, volendo, può essere anche ritenuto di cattivo gusto, così come l’idea – espressa più o meno compiutamente – di poter venir meno a qualsiasi principio e sacrificare qualsiasi cosa per raggiungere il fine del “bene superiore”. A me, personalmente, di queste considerazioni ideologiche frega pochino, e interessa di più notare come questa seconda annata di 24 funzioni meglio della prima sotto tanti punti di vista.

Il meccanismo della narrazione in tempo reale è ormai assimilato e sfruttato per certi versi in maniera migliore. Da un lato, è vero, si vedono meno sperimentazioni sull’immagine e sembra che sia calata un po’ la voglia di giocare con lo schermo diviso e i racconti in parallelo, ma dall’altro svanisce l’impressione che si stia strafando o usando mezzucci d’effetto a sproposito. E più in generale i tempi paiono dosati meglio, forse anche perché c’è un minor bisogno di presentare i personaggi e le situazioni, di spiegare a fondo il meccanismo narrativo, di pararsi produttivamente il culo di fronte all’evenienza che si possa non arrivare in fondo.

Inoltre questa volta l’azione comincia subito e il ritmo è altissimo fin dai primi minuti delle ventiquattro ore che costituiscono l’intero arco narrativo. Il biondissimo Kiefer Sutherland abbandona le buone maniere dall’inizio e mette in mostra un protagonista antieroe come pochi, che sputa in faccia al buon senso e alla morale comune, non va mai per il sottile e passa sopra a tutto e tutti come uno schiacciasassi.

Le vicende partono insomma a raffica e procedono martellanti, senza dubbi o incertezze, trascinando lo spettatore in maniera spasmodica fino quasi alla fine. Quasi, perché nell’ultima manciata di episodi c’è sinceramente un po’ l’impressione che si stia cercando di allungare il brodo per stare dentro alle richieste del format, e che forse ‘sto racconto potesse durare un paio d’ore in meno. E questo retrogusto di brodino allungato rappresenta forse l’unico, vero difetto della stagione. Assieme all’insopportabile figlia di Jack Bauer, ovviamente.

Perlomeno nella prima stagione la stronzissima Kim finiva invischiata nei piani dei cattivi. Qua no, c’è solo la – comprensibile e apprezzabile – voglia di mettere in mostra la canotta di Elisha Cuthbert. Il problema è che per farlo se ne raccontano le incredibili sfighe, pretestuose e inaccettabili anche in quel voler pacchianamente mettere in mostra il disagio sociale di gente incontrata per caso fra una cazzata e l’altra. Ma d’altra parte, se levassero dalle palle pure lei, oltre al senso di stanca degli ultimi episodi, la serie dovrebbe probabilmente intitolarsi 13 o 14, e finirebbe per diventare un concentrato di adrenalina troppo forte per le casalinghe disperate che se la guardano sulla TV via cavo.

Ci teniamo quindi ‘ste ventiquattro ore, in cui comunque ci si diverte dall’inizio alla fine, seppur con un po’ quella sensazione di essere costantemente presi per il culo dall’interminabile sequela di cliffhanger. Ché tanto senza pubblicità e guardandosi gli episodi tutti in fila è comunque ottimo, altro che uno a settimana. E poi c’è George Mason, che è un grandissimo ed esce di scena come tale. Quasi mi strappa una lacrima, cazzo.

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