Io sono leggenda

I Am Legend (USA, 2007)
di Francis Lawrence
con Will Smith

Terzo adattamento cinematografico dello splendido libro di Richard Matheson, Io sono leggenda racconta la storia di Robert Neville, sedicente unico sopravvissuto a una disastrosa epidemia che ha devastato l’intera popolazione mondiale. La maggior parte degli esseri umani sono morti, mentre gli “altri” sopravvissuti si sono trasformati in creature vampiriche, bestie assetate di sangue ipersensibili alla luce del sole e apparentemente incapaci d’intendere e di volere.

Neville, interpretato da un Will Smith in gran forma, sopravvive in una desolata New York vagando per le strade deserte in compagnia del suo splendido cane Samantha, trascorrendo le notti rinchiuso in un appartamento corazzato, lavorando senza sosta nel tentativo di scovare una cura per il virus. E il film si concentra sulla sua colpevole ossessione, sulla ripetitività dei giorni da ultimo uomo sulla Terra, sull’angosciante vita da braccato, sui piccoli piaceri e l’illusione di legame con una vita passata che può trarre dall’affetto della sua unica, fedele compagna, dalla visione di un vecchio telegiornale registrato, dall’ascolto del suo adorato Bob Marley.

Poetica, struggente, lieve, la prima parte di Io sono leggenda mette in scena le interessanti doti che Francis Lawrence aveva già mostrato nel precedente Constantine. Il suo film indugia sui silenzi e sulla ripetitività, colpisce con la bellezza di scene non banali come la splendida battuta di caccia fra i palazzi, l’evocativa partita di golf sulla portaerei, l’agghiacciante immagine della luce solare che si restringe al tramonto, assottigliando la distanza fra Neville e la morte. I veri cattivi del film di Francis Lawrence non sono gli pseudovampiri che minacciano la vita del protagonista. Il terrore da sconfiggere è rappresentato dalla solitudine, dalla terribile desolazione che invade le strade di una Manhattan bellissima.

Io sono leggenda non parla esplicitamente la lingua dell’horror di cassetta, non tenta di travolgere lo spettatore con adrenaliniche corse nell’oscurità, ma si prende invece i suoi tempi, rallenta i ritmi e si concentra sui silenzi e sulle suggestioni, sull’angoscia di un oscuro attimo di silenzio, sulla paura per l’ignoto sommerso dal cemento, sullo struggente attimo di dolore di un uomo prossimo alla disperazione. Will Smith accompagna Lawrence con una grande interpretazione, anche se forse avere a che fare con un’adorabile cagnona è più facile che dialogare con un pallone sporco di sangue.

Non fosse per degli effetti speciali rivedibili e per un finale discutibile, Io sono leggenda sarebbe davvero un grandissimo film. Così com’è rimane comunque una roba mica da ridere, che paga forse troppo la colpa di congedarsi dallo spettatore con un epilogo eccessivamente retorico, un po’ tirato via, che oltretutto stravolge completamente quello del romanzo. Ma sulla distanza a restare davvero in mente è quella splendida, aggiacciante, ipnotica desolazione.

4 pensieri riguardo “Io sono leggenda”

  1. Caso vuole che abbia finito il libro proprio oggi. E devo dire che è davvero meraviglioso, senza il benché minimo dubbio.Le ultime frasi sono da applausi a scena aperta.

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