Halo 2

Halo 2 (Microsoft Game Studios, 2004)
sviluppato da Bungie Studios

Del primo Halo, giocato non troppo dopo l’uscita, conservo tuttora un buon ricordo. A parte che è stato il primo FPS affrontato in cooperativa con la Rumi, quindi di sicuro ha il bonus smancerie, ma in testa mi rimangono ancora oggi una splendida atmosfera, una fortissima capacità evocativa, tanti singoli momenti spettacolari (tipo la guerriglia fra i canyon e la fuga a bordo delle moto volanti) e una bella sensazione di “presenza” dei soldati controllati dalla CPU, che davvero aggiungevano spessore al gioco. Insomma, sorvolando sulla fastidiosa ripetitività di certi ambienti chiusi, e pur tenendo conto che la modalità cooperativa tende a far splendere qualsiasi cosa oltre i reali meriti, era decisamente un gran gioco, che penso si meritasse la pioggia di lodi ricevuta.

Halo 2, invece, me lo sono giocato adesso, in ritardo colossale, forse troppo in ritardo, sicuramente fuori tempo massimo per godere del multiplayer online che è stato fra i suoi migliori pregi. Ma d’altra parte, pure giocandolo al momento giusto, non so quanto mi sarei dedicato al frag selvaggio, visto quanto poco lo sto facendo, per esempio, con Gears of War. E comunque l’assenza del multiplayer è l’ultimo dei problemi, dato che a pagare dazio dopo tre anni ci pensano un sistema di gioco superato da molti e un motore grafico che per certi versi già al momento dell’uscita deludeva un po’, dando l’impressione che i Bungie l’avessero fatta fuori dal vaso.

In emulazione su Xbox 360, l’engine di Halo 2 viene ripulito e tirato a lucido, con risultati tutto sommato eccellenti, e una visione davvero di qualità anche sul plasmone. Il problema, forse, è che ne escono evidenziati pure i difetti, fra cui – per dirne una – texture che appaiono e scompaiono nei primi piani, portandoti a immaginare un povero Xbox tutto sudato e appanicato, che cerca disperatamente di visualizzare quel che i maledetti Bungie gli chiedono.

Lo stile grafico spoglio e legnoso – “minimalista”, diranno alcuni – fa il resto e il risultato, nonostanti gli scenari esterni più azzeccati sappiano ancora essere molto evocativi, a dicembre 2007 quasi non si può guardare (ma sinceramente non è che mi facesse impazzire già nel 2004). Grazie al cielo l’impatto visivo non è tutto, specialmente per me, anche perché altrimenti non mi giocherei un FPS di tre anni fa, per non parlare di roba anche più antica con cui sono solito dilettarmi.

C’è per esempio la struttura di gioco, la capacità di innovare con soluzioni intriganti, la voglia di stupire con trovate fuori dall’ordinario anche in un genere inflazionato come quello degli sparatutto in soggettiva, nel quale ormai si è forse detto tutto. Ecco, Halo 2 non è che ci provi molto, eh. Certo, rispetto al primo episodio si sono sostanzialmente eliminati backtracking e monotonia degli interni, questo va detto. Così come si deve concedere la voglia di inserire nuovi elementi di gioco, dall’impugnatura contemporanea di due armi alla – divertente – possibilità di assaltare all’arma bianca i veicoli nemici, senza dimenticare i livelli da giocare controllando l’alieno Arbiter, con tutte le conseguenze del caso (tipo il sistema di occultamento in stile Predator). Belle trovate ma che, insomma, non portano poi così avanti l’esperienza e non danno al gioco l’impatto che poteva avere avuto il precedente.

Insomma, tre anni dopo, Halo 2 si presentava con una meccanica di gioco ripulita e perfezionata, con delle belle novità in termini di armi e azioni, anche se magari non in grado di distaccarsi troppo dal classico “more of the same”, e un motore grafico sicuramente più potente, ma forse anche troppo, al punto di andare oltre le capacità della console. Per fortuna nel complesso il gioco c’è ed è divertente, ancor di più, come detto, nella sempre ottima possibilità di affrontarlo in cooperativa. E non mancano momenti dall’atmosfera davvero esaltante, come l’assedio cittadino nelle fasi iniziali o la lotta contro i Flood, punto forte della saga efficacissimo anche qui.

Ma, spiace dirlo, sono episodi isolati, che funzionano alla grandissima, nel contesto però di un gioco massacrato dai tempi morti, che avanza a singhiozzo accendendosi e spegnendosi di continuo. La carneficina è sempre piacevole, con avversari che sanno essere impegnativi e tosti da affrontare, armi ottimamente pensate, veicoli divertenti su cui scorrazzare fra il bestiame, ma per ampi tratti sembra davvero vuota e senza senso, nonostante Halo 2 faccia pomposamente di tutto per convincerti del contrario.

Già, perché, tornando a parlare di vasi e relativi schizzi fuori confine, sarebbe da sottolineare come i ragazzi di Bungie sembrino tremendamente convinti di essere chissà quali grandi narratori. Oh, poi, dagli torto, se milioni di giocatori li seguono imperterriti, ma personalmente ho trovato il “film” Halo 2 quasi imbarazzante. Le idee ci sarebbero, a partire dalla banalotta, ma sempre intrigante trovata di sdoppiare il punto di vista, regalando un secondo protagonista alieno (personaggio peraltro piatto e insopportabile, del cui destino me n’è fregato poco o nulla, e nel quale di buono ho trovato solo il sistema di mimetizzazione).

Il problema è che è tutto raccontato maluccio, con una barbara gestione dei tempi, una caratterizzazione dei personaggi abbastanza esile, una colonna sonora che si limita ai soliti due/tre (ottimi) temi e sembra fare di tutto per intervenire solo quando non dovrebbe. C’è un immaginario vasto e interessante, ma c’è anche l’impressione che manchi la capacità di gestirlo a dovere, e arrivati al termine sembra di aver giocato a uno schizzetto, una roba da poco che non ha, non può e probabilmente non vuole avere l’impatto del predecessore. Ad affossare definitivamente il tutto, poi, ci pensa una versione italiana impresentabile, con personaggi doppiati in maniera monocorde e una traduzione a dir poco rivedibile.

A conti fatti, Halo 2 mi ha lasciato parecchio amaro in bocca, pur con tutte le attenuanti date dall’averlo giocato in ritardo e dall’essermi perso un multiplayer online che però, onestamente, dubito avrei sfruttato molto anche tre anni fa. E il tanto celebrato aspetto narrativo mi è sembrato francamente dozzinale, al punto da farmi rimpiangere la quasi totale assenza di storia del primo Halo, che si giocava tutto sull’atmosfera e sulle sensazioni. Ho comunque voglia di giocare il terzo episodio, ma certo il cliffhanger con cui si chiude questo non è che mi abbia particolarmente lasciato sulle spine. Anzi, stica.

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2 pensieri su “Halo 2”

  1. Quanto adorai il primo Halo (a cui ho giocato anch’io in cooperativa con un amico), tanto mi ha deluso il secondo episodio.Quello che ho trovato insopportabile è stata la mancanza di dinamismo degli scontri, la sensazione che lo schema di gioco fosse troppo stanza/area -> ondata di nemici -> stanza/area e via dicendo.Tant’è che non l’ho mai finito. Peccato.

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  2. C’è da dire, questo non glie lo si può togliere, che gli scontri a fuoco sanno essere divertentissimi e impegnativi, perché la I.A. è davvero spettacolare. Se alzi il livello di difficoltà diventa un delirio, ti attaccano in tutti i modi e con una varietà pazzesca. Il problema è il contesto in cui questi scontri sono infilati, una noia terrificante.Peraltro, se non l’avessi giocato in coop, probabilmente l’avrei finito lo stesso per testaduraggine, ma mi sarei rotto i coglioni il triplo.

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