Nip/Tuck – Stagione 1

Nip/Tuck – Season 1 (USA, 2003)
creato da Ryan Murphy
con Julian McMahon, Dylan Walsh, Joely Richardson, John Hensley, Roma Maffia, Kelly Clarkson

Sean McNamara e Christian Troy sono due amici di vecchia data, ex compagni di corso all’università, che hanno deciso di aprire assieme uno studio medico. Si occupano di chirurgia estetica, di mettere le mani nel lardo e nello schifo altrui per ripulirlo e imbellettarlo. Strappano brani di carne, raddrizzano cartilagini, succhiano via grasso e stiracchiano pelli, ricoprendo e infarcendo di plastica e silicone i corpi degli abitanti di Miami. Sulle loro vicende lavorative e familiari Ryan Murphy ha costruito uno splendido telefilm, una soap adulta, dai toni maturi e intensi, autoironici e sfacciati, che merita tutte le lodi possibili.

La prima stagione di Nip/Tuck si apre come meglio non sarebbe possibile, con un episodio pilota strepitoso. Ci si ritrova subito sbattuti in faccia dei personaggi ricchi e sfaccettati, dalle motivazioni intriganti, che fanno poco per accattivarsi la simpatia dello spettatore. Seguiamo le loro vicende e la loro difficile vita sentimentale, i problemi di Sean con la moglie e i figli, le vicende da arrapato cronico di Christian.

Il tutto viene raccontato con un’intensità pazzesca, uno stile sentito, vivo e forte, ma capace anche di prendersi in giro con una fortissima ironia e un gran senso dell’assurdo. E non bastasse questo, c’è anche un bell’afflato visionario, con scene memorabili come l’analisi del “difettoso” corpo di Kimber da parte di Christian, o i videoclip musicali coreografati sugli interventi chirurgici dei due dottori. Insomma, un episodio pilota da colpo di fulmine, poco da dire.

La stagione prosegue per una dozzina di episodi e si mantiene su buoni livelli, anche se alla distanza il clamoroso impatto iniziale cala un po’. A tener botta, comunque, sono gli splendidi personaggi, un gruppo di persone fondamentalmente deboli e meschine, fra le quali quello più apparentemente triste e infame, il dottor Troy, finisce regolarmente per uscirne fuori come la figura positiva del mucchio. Eppure, nel fondamentale disprezzo che i protagonisti riescono a generare, c’è quel pizzico di vera umanità che li rende in fondo degni di apprezzamento e fa appassionare alle loro vicende.

Vicende che vengono portate avanti un po’ a singhiozzo, va detto, e che talvolta sembrano vivere più di bei momenti, che di un reale e coerente discorso unico. Epperò son proprio quei momenti a rendere grande Nip/Tuck (o, perlomeno, questa prima stagione). Anche le storyline per certi versi deboli, come alcune legate al giovane Matt, generano momenti splendididi, come il confronto con la madre sul desiderio di maternità, o il tentativo di consolare il padre per il figlio mai nato.

E ancora, la tresca amorosa di Sean con una paziente, un intreccio riuscito solo a tratti e forse un po’ tirato per le lunghe, si conclude con un botto clamoroso, nell’episodio forse più riuscito della stagione, quell’Adele Coffin che riesce ad essere allo stesso tempo esilarante commedia, intenso e commovente dramma, riuscitissimo esercizio di stile.

E oltre a tutto questo, in Nip/Tuck c’è anche un pizzico di thrilling, con un cattivone adorabile, gigione e agghiacciante, che perseguita i due chirurghi ricattandoli e minacciandoli, in un crescendo che porta fino alla divertente conclusione dell’ultimo episodio. Insomma, un gran serial, che oltretutto mi dicono essere migliorato in maniera esponenziale con la seconda stagione.

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