La settimana a fumetti di giopep – 23/12/2007

Comincio a pensare che dovrei cambiare nome a questa rubrica, visto che ormai la cadenza è diventata più casuale, che settimanale. Ma d’altra parte non saprei come chiamarla e, oltretutto, “La settimana a fumetti di giopep” mi piace. Boh, qualcuno ha suggerimenti da darmi? Comunque, stavolta parlo di tutto quello che ho letto dall’ultimo appuntamento, anche se magari facendo qualche “riassuntone” di gruppo. Anche perché col Natale incipiente non so quanti aggiornamenti potrò fare nei prossimi giorni, e quindi vi lascio con un bel lasagnone. Auguri. 🙂

DC
52 #26/30 ***
Batman #7 ***
Catwoman #3 ***
Freccia Verde #4 ***
Giovani Titani #4 ***
JSA #1 ***
Nightwing #2 ***
Outsiders #4 ***
Superman #6/7 ***
Questa DC mensile mi sta mettendo addosso una fastidiosa sensazione di mediocre inutilità. Lascia perplessi, soprattutto, l’incostanza dei disegni, con continui cambi e una qualità davvero troppo altalenante. Ed è un peccato perché, sotto sotto, serie come Catwoman o Freccia Verde sembrano avere davvero qualcosa da dire e perfino Outsiders e Giovani Titani paiono potersi tirare fuori dal pantano mostrato col pessimo inizio. Interessante, comunque, il Superman (co)sceneggiato da Richard Donner, che fra figli illegittimi e kryptoniani a rimorchio sta inserendo un po’ tutti gli elementi topici dei film, senza che però la cosa risulti troppo forzata.

Marvel
Gli Eterni ****
Neil Gaiman prende in mano gli Eterni e li rielabora in chiave moderna e adulta. Olympia è una storia fresca e appassionante, che non inventa nulla di particolarmente nuovo ma riesce lo stesso a trovare soluzioni originali e che, soprattutto, vive delle splendide tavole di John Romita Jr. e della meravigliosa scrittura di Neil Gaiman. Insomma, uno spettacolo.

Thor & I Nuovi Vendicatori #104/105 ***
Capitan America: Morte di un eroe #1 ***
Sarà che l’avvenimento era ormai risaputo, ma la morte di Cap non mi ha colpito come pensavo avrebbe fatto. Non sono riuscito, insomma, a trovare nella storia il pathos e il coinvolgimento che mi sarei aspettato. Certo, in parte la cosa può essere dovuto al mio non aver mai amato fino in fondo il personaggio, eppure ci sono comunque molto affezionato e pensavo di “sentire” la storia un po’ di più. Forse qualche colpa ce l’ha Brubaker, forse no, ma complessivamente mi sembra che l’evento stia venendo un po’ sprecato, anche nella miniserie Morte di un eroe, che per il momento trovo più interessante per le intenzioni che realmente riuscita nei risultati.

Civil War: Epilogo ***/****
Già meglio. Quattro storie che provano a mettere un punto in fondo alla saga e ci riescono bene in maniere molto diverse. Toccante e riuscitissimo lo sfogo di Tony Stark e, all’estremo opposto, divertente e molto azzeccato il racconto di Howard il papero.

Civil War – L’iniziativa *
Mamma mia che invereconda puttanata e che clamoroso spreco di soldi. Ma che è ‘sta presa per il culo? Un albo confezionato con pezzetti pubblicitari di storie a caso. Ma uccidetevi.

Devil & Hulk #132 ****
Dopo tanti anni Devil & Hulk continua ad essere uno dei migliori appuntamenti mensili Marvel. Il Devil di Brubaker giunge a un bel giro di boa, chiudendo la spettacolare saga del Matt Murdock fuggitivo con un epilogo amaro e malinconico. Planet Hulk, invece, prosegue sui suoi binari, certo più ordinari e prevedibili negli sviluppi, ma sicuramente ben scritti e disegnati. A conti fatti Greg Pak sta offrendo qualche spunto interessante, in attesa di lasciare spazio – immagino – agli eventi che terrano banco nel mega-crossover in divenire, col ritorno del verdone sulla Terra.

Fantastici Quattro #278 ***
Gli Incredibili X-Men #209 ***
Wolverine #213/215 ***
X-Men Deluxe #150/152 ***
Un bel mucchietto di letture piacevoli, in mezzo alle quali mi sento di segnalare il sempre ottimo Wolverine: Origini, il ritorno degli X-Men di Joss Whedon (frizzanti e divertenti come sempre) e soprattutto X-Factor, che continua a mostrare un Peter David davvero tornato ai suoi migliori livelli, adulto e intrigante come solo lui sa essere.

L’Uomo Ragno #471/474 ***
Sinceramente questa saga del ritorno al costume nero non mi sta dicendo molto. Immagino l’idea arrivi dal traino del terzo film di Sam Raimi, ma non è che questo debba necessariamente darmi fastidio. Il problema è che per il momento mi sembra le storie manchino di mordente.

Ultimates #31: “Potere supremo #2” ***
Prosegue il filmone action Potere supremo e lo fa con un continuo susseguirsi di colpi di scena e un fantastico ritmo che scandisce inesorabile il crescendo d’emozioni. Una serie fantastica per il semplice piacere della lettura se ce n’è una.

Ultimate X-Men #42: “Conseguenze” ***
Gli X-Men dell’universo Ultimate affrontano le conseguenze della morte di Charles Xavier elaborando il lutto e gestendo tutte le (innumerevoli) menate burocratiche, legali, amministrative, morali e umorali che ne possano conseguire. Più passa il tempo e più Robert Kirkman mi sembra stare prendendo in mano le redini della serie, con personaggi che acquistano spessore e storie che vanno oltre la semplice scazzottata.

Manga
Boken Shonen *****
Il miglior Mitsuru Adachi, quello malinconico e realista, che si sofferma sui sentimenti dei suoi personaggi e che li fa parlare con gli sguardi, i piccoli gesti, i dettagli. Boken Shonen raccoglie una serie di sette racconti autoconclusivi, pubblicati in Giappone nell’arco di altrettanti anni, dal 1998 al 2006. Intensi, divertenti e toccanti, non hanno ovviamente la ricchezza delle storie a più ampio respiro di Adachi, ma mi hanno comunque ricordato i motivi per cui lo considero uno fra i miei autori di manga preferiti.

Cesare #1/2 ***
Un intrigante manga pseudo-storico, che gioca tutto sulle solite suggestioni dell’autrice Fuyumi Soryo. Complicate macchinazioni, toni oscuri, personaggi ultraromantici, sottotesti sessuali neanche troppo accennati. L’ambientazione è sicuramente particolare e ne viene fuori una storia perlomeno intrigante. Sono curioso di vedere come andrà avanti.

Worst #13 ***
Numero abbastanza interlocutorio per una serie che personalmente adoro, per qualità dei disegni e per intensità del racconto. Certo è che la cadenza “a cazzo” causa vicinanza alla produzione originale in questi casi diventa ancora più insopportabile.

Bonelli
Brad Barron #10/18 ***
Ho iniziato a leggere Brad Barron in ritardo, pescandone un albo a caso ogni tanto in fumetteria e incagliandomi verso metà per totale irreperibilità di alcuni numeri. L’impressione fu di una serie senza dubbio banalotta nelle premesse, ma abbastanza ben scritta e piacevole da leggere, nella spensierata ottica da albo Bonelli “usa e getta”. Sicuramente meglio di Demian, che ho trovato insopportabile fin da subito e ho abbandonato dopo un paio di albi. Circa un anno dopo, in quel di Lucca, ho recuperato la seconda metà della saga e me la sono letta tutta d’un fiato. Purtroppo ho ricominciato con un paio di storie tremende, retoriche e manieriste all’inverosimile, davvero dure da mandar giù. Assorbite quelle, ho proseguito fino in fondo e ho ritrovato il Brad Barron che – nella sua semplicità – mi divertiva e mi aveva convinto ad andare avanti, nonostante una serie di disegnatori deprimente. A bocce ferme, mi resta il ricordo di una lettura a tratti anche molto piacevole, ma tutto sommato abbastanza trascurabile. Non sono sicuro di aver letto altre opere scritte da Tito Faraci ma, se sono tutte di questo livello, mi chiedo sinceramente da cosa possa derivare la stima generale nei suoi confronti.

Magico Vento #112: “Alice nel buio” ***
Ormai le storie di Magico Vento si sono talmente adagiate su una sensazione di placida e rassicurante certezza che non so neanche bene come commentarle senza finire a ripetere sempre le stesse cose. Quindi facciamo che da adesso menzionerò solo quelle che mi colpiranno particolarmente, in positivo o in negativo.

Altro
B.P.R.D. #6: “La macchina universale” ****
Prosegue benissimo la saga “parallela” di Hellboy, con un altro avvincente volume dedicato ai suoi (ex) compagni di avventura. John Arcudi si conferma sceneggiatore di razza, capace di dare vita a storie che ricalcano molto bene le atmosfere morbose e l’umorismo tipici di Mike Mignola, senza per questo rinunciare all’impronta del proprio autore. Ottimi i disegni, appassionanti le vicende, molto ben costruito anche l’affresco generale, con le storie dei personaggi che tornano ad affacciarsi di volume in volume. Una lettura straconsigliata.

Concrete #3: “Fragile creatura” *****
Sono passati millenni dall’ultima volta che ho letto una storia di Concrete e sono felicissimo di aver finalmente messo le mani su qualcosa di nuovo e, soprattutto, di aver ritrovato la lettura splendida che ricordavo. Personaggi a tutto tondo, ricchi, vivi e affascinanti nella loro mediocre normalità, popolano storie che raccontano del vivere quotidiano, di drammi universali e di emozioni fresche e pulsanti. Concrete è un personaggio di fantascienza, ma è quanto di più vero e reale si possa leggere nel mondo del fumetto. E Paul Chadwick è un grandissimo.

Halo Graphic Novel ***
Compri il fumetto di Halo senza sapere bene il perché, temendo di ritrovarti fra le mani l’ennesima porcata su licenza, e invece scopri che quantomeno ci hanno provato, a fare le cose per bene. Che magari Bisley e Moebius non hanno realizzato le migliori opere della loro spettacolare carriera (anzi, soprattutto il primo appare un filo sottotono), ma è comunque sempre un piacere leggere e ammirare le loro tavole. Che questa raccolta di storielline brevi non cambierà la storia del fumetto, ma rappresenta di sicuro una piacevole sorpresa.

Hellboy #7: “La strega troll e altre storie” ****
Una bella raccolta di storie brevi che, nell’ormai classico stile di Hellboy, rielabora miti e leggende da tutto il mondo infilandoci dentro l’adorabile diavolazzo dalle corna spezzate. Un malato e morboso piacere per gli occhi e per la mente.

Strangers in Paradise #22 ****
Strangers in Paradise si avvia dichiaratamente alla conclusione e lo fa riavvicinandosi definitivamente alle atmosfere e ai toni che ne caratterizzarono gli esordi e che – prima della svolta pseudo/action/spy/supermelodramma da me poco gradita – me ne fecero innamorare. Un bel volume, che sembra preparare il terreno per una fase conclusiva da groppo in gola.

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