Italia vs Germania – 58 a 67

Era la partita della vita, quella che vale la possibilità di andare avanti nell’Europeo, di giocarsi le chance di un’altra Olimpiade. Era una delle ultime occasioni, per dei veterani che a questa nazionale hanno dato tanto, di regalare ancora qualcosa. Era la prima occasione, per dei giovani che questa nazionale se la porteranno sulle spalle per un decennio, di far vedere quello che potranno e dovranno combinare. E tutto questo avveniva contro una squadra obiettivamente mediocre, con una prima punta fortissima e un branco di dopolavoristi volenterosi, concentrati, ammirabili, ma pur sempre dopolavoristi. Ecco, noi questa partita ce la siamo giocata andando sotto di ventuno rimbalzi, tutti concessi in attacco, e non riuscendo nemmeno a giocarcela punto a punto fino alla fine come avevamo fatto in praticamente tutte le altre.

E tutto questo con Nowitzki che combina poco o nulla, grazie certo alla strepitosa difesa di Gigli (praticamente il tedesco è entrato in ritmo solo quando non era marcato da Angelone), ma soprattutto al fatto che non c’è n’è stato neanche bisogno, perché i suoi, di compagni, la partita sono stati in grado di vincerla. Le triple decisive le ha messe Herber, del resto. Poco da dire, abbiamo giocato di merda, glie l’abbiamo consegnata su un piatto d’argento e loro non sono stati abbastanza polli da restituircela.

Una partita oscena, sembrava di guardare una fantozziana scapoli ammogliati, con gli ammogliati che si affidavano totalmente a quello bravo e gli scapoli che invece si impegnavano, lavoravano di squadra per aiutare il fenomeno e alla fine riuscivano meritatamente a portarla a casa. Abbiamo fatto talmente schifo che alla fine non ero manco particolarmente dispiaciuto, solo un po’ demoralizzato. Siamo ben lontani dall’ansia e dalla tensione della partita con la Lituania di un anno fa, per capirci.

Ed è inutile andare a guardare gli episodi, all’infortunio a Belinelli dopo un suo primo quarto strepitoso, al fatto che quando ci siamo arrampicati a meno due siamo stati uccisi da una tripla di Herber lasciato solo per andare a raddoppiare su Nowitzki (come Kutluay due giorni prima, mica può sempre andar bene). Anche perché poi Belinelli è tornato in campo e ha continuato a segnare e perché a quel meno due non è che ci fossimo arrivati meritando particolarmente. Esattamente come in altri casi, siamo andati sotto, ripeto, contro una squadra poco più che mediocre e non siamo stati in grado di rimettere in piedi la partita. Forse questo significa che, perlomeno a oggi, pure la nostra è una squadra mediocre, anche se talmente “stronza” che probabilmente sarebbe riuscita a far sudare pure la Spagna ai quarti di finale, prima di uscire a calci.

Dopo un primo quarto giocato bene e tenendo in mano le redini della partita, ci siamo completamente persi, smettendo di segnare e attaccare, riprendendo la solita tarantella delle triple buttate per aria a caso e non prendendo un rimbalzo nemmeno per sbaglio. Recalcati, due giorni dopo aver centrato tutto contro la Turchia, non prova nemmeno a mettere dentro Crosariol, che non sarà un rimbalzista d’elite ma perlomeno sotto canestro ci mette il fisico e lotta. No, niente, meglio farci scherzare a rimbalzo da Nowitzki, Femerling e Jagra. E la gestione del finale? Dopo aver tirato qualcosa come 130 triple in cinque partite e mezzo, non riusciamo a tentarne neanche una? Ci mettiamo dieci secondi a fare fallo? Lasciamo libero di tirare da tre il giocatore che fino a quel punto ci ha più massacrati? Qua il problema è la testa, la mancanza della stessa.

Che si vuole dire, dopo una roba del genere? Che abbiamo giocato di merda, come in tutto l’Europeo, e che questa volta non siamo neanche stati in grado di trovare la forza mentale, la cattiveria e – per carità – il culo di andare a giocarcela fino alla fine. Qualche mossa sbagliata, qualche errore di testa, qualche giocata sfortunata e via, siamo fuori. Non siamo la più grossa delusione dell’Europeo perché, nonostante i ridicoli proclama della stampa italiana alla vigilia, Serbia e Turchia ci staccano di gran lunga. Ma di sicuro il terzo posto sul podio degli stronzi siamo riusciti a soffiarlo alla Germania.

E non ha molto senso guardare al bicchiere mezzo pieno, però è giusto dare ancora una volta atto a Gigli di aver giocato in maniera incredibile, come forse non aveva mai fatto in vita sua. Ieri è mancato un po’ in attacco, ma perché si stava ammazzando in difesa su Nowitzki. Se rimane su questi livelli, è una scoperta notevole. Bene, benissimo anche Bulleri, tornato grande e rimasto tale per tutto il torneo. E io non sono mai stato un suo estimatore. Bene, infine, anche Belinelli, che cresce nel corso delle partite e si adatta alle necessità, mostrando di poter e voler essere un leader e tornando in fretta quello che avevamo ammirato ai Mondiali dell’anno scorso.

In prospettiva molto bene anche Crosariol, che deve crescere e migliorare, ma ha fatto vedere cose egregie e ha ribadito di essere l’unico giocatore di un certo tipo che abbiamo e di poter portare in dote materiale per noi altrimenti rarissimo. Deludentissimo, invece, Bargnani, secondo me in larga parte per l’incapacità di cavalcarlo da parte di allenatore e squadra, magari anche un po’ penalizzato dai problemi alla schiena, ma comunque dubito esente da colpe. Lui fa il compitino, fa quello che gli si chiede e lo fa con impegno, su entrambi i lati del campo, ma caspita, non chiedo molto, ma almeno nei minuti in cui Belinelli era fuori per la caviglia girata, mi aspettavo che ci provasse a prendere in mano la squadra. E invece niente, come se non ci fosse.

Infine, i veterani, è il caso facciano ciao ciao con la manina. Bulleri e Mordente, se non bolliscono nel frattempo, hanno dimostrato di poter essere ancora utili. Già Soragna, strepitoso per quasi tutto il torneo, nelle ultime due partite mi è parso aver esaurito la benzina. Basile e Marconato, per quanto mi dispiaccia soprattutto per il primo, se son così servono solo a far danni, a togliere spazio ai giovani per andare in campo e non combinare nulla di buono. Azzeccare una sola partita su sei non è sufficiente, mi spiace.

A questo punto, a meno di un’improbabile e immeritata Wild Card olimpica, l’anno prossimo ci toccano le qualificazioni per gli Europei del 2009. Che si riparta quindi con una squadra giovane, fatta dai ragazzetti che ci sono già e da quelli rimasti fuori (col senno di poi, per portarci questo Di Bella, tanto valeva convocare Hackett e regalargli l’esperienza dell’Europeo). Un paio di veterani, al massimo tre, ma basta. Mi farà contento Recalcati? Boh, io non lo capisco davvero più. Vedremo.

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