Italia vs Turchia – 84 a 75

Ci sono voluti un tiro di Kutluay stampato sul ferro allo scadere dei regolamentari (per una volta dice culo a noi) e un supplementare di fuoco per avere ragione di una Turchia che, obiettivamente, ha dimostrato di meritarsi appieno il pessimo europeo che ha giocato. E c’è voluto così tanto perché l’Italia è partita malissimo, in bambola per tutto il primo quarto, nervosa e spaventata, in difficoltà sotto pressione, capace di finire sotto addirittura di quindici punti. Dei primi dieci minuti, praticamente, l’unica cosa buona fatta dagli azzurri è stata l’andare dentro un po’ più del solito, raccattando così falli e tiri liberi. Più del solito non significa abbastanza, ma è già qualcosa.

Detto questo, bisogna dare atto al criticatissimo Recalcati di aver saputo leggere molto bene la partita e i segnali del campo, compresi anche quelli arrivati nel match contro la Lituania. Di essersi reso subito conto che Basile e Marconato erano cotti, e che pure Bulleri proprio benissimo non stava (ma del resto era prevedibile che, non dando spazio a Di Bella e Crosariol, si rischiasse di stancare troppo questi tre). Di aver dato fiducia ai ragazzini anche più del solito, non richiamandoli in panca dopo i primi errori. E così ci siamo ritrovati in campo un Crosariol dall’impatto fisico devastante, che ha caricato di falli i lunghi, ha preso rimbalzi, ha difeso e poi è tornato in panca col labbro sanguinante (qualcuno lo metta nelle mani di un allenatore in grado di plasmarlo tatticamente e offensivamente, che questo è davvero un animale e va allevato per bene). Nel parziale che ci ha rimessi in gioco lui e Mancinelli, con le sue entrate, le sue invenzioni e la sua difesa su Turkoglu, sono stati importantissimi.

E ancor più importante, fondamentale, emvippì, è Angelo Gigli, che in queste due settimane sta davvero giocando come non ha forse mai fatto in vita sua e sta cancellando dalla memoria il loffione dannoso visto l’anno scorso in Giappone. Ieri 17 punti, 10 rimbalzi, 3 stoppate e 1 rubata, statistiche di peso che dicono molto, ma non tutto, su una prestazione stellare e fondamentale. Più in generale, pur andando come sempre sotto a rimbalzo, abbiamo tirato più del solito dalla lunetta e soprattutto abbiamo messo assieme solo tre palle perse, contro le quattordici della Turchia. Volendo puntare un dito a caso, forse, lo si può piazzare proprio qui (contro la Lituania, per dire, ne abbiamo perse dodici).

C’è comunque da dire che abbiamo giocato contro una squadra se possibile persino più sfilacciata della nostra, in cui obiettivamente ci sono i due NBA davanti e di dietro tutti quanti. E se su Okur siamo tutto sommato riusciti a difendere bene, e soprattutto a metterlo in difficoltà attaccandolo coi lunghi e coi piccoli sui cambi, Turkoglu ci ha fatto malissimo e quasi vinceva la partita da solo, con le sue triple assurde. Poi però, prima con la difesa di Mancinelli, poi con quella in anticipo di Belinelli, siamo riusciti a piazzargli la mano in faccia quando prendeva la palla ma, soprattutto, a impedirgli di avere la boccia in mano per quasi tutto l’ultimo quarto e il supplementare.

Proprio il caso di Belinelli, della sua difesa su Turkoglu e della sua prestazione offensiva negli ultimi dieci/quindici minuti è per certi versi emblematico. Recalcati gli dà fiducia, anche se nella prima parte di match gioca come al solito, e viene ripagato da una prestazione scintillante. Certo, ogni tanto si fa bucare in maniera vergognosa, ma quando ci si mette difende come deve e soprattutto tira fuori giocate in attacco da fantascienza, che nel finale ci tengono davvero in piedi. Quando poi combina per davvero con Bargnani, si vedono veloci lampi di cosa questa nazionale potrà e dovrà diventare nei prossimi anni.

Il Mago non gioca una gran partita, ma ha la faccia giusta, quella brutta, negli atteggiamenti e nel linguaggio comincia a proporsi come leader e queste son cose che mi piace vedere. In più mette comunque a referto 12 punti, 6 rimbalzi, 1 assist, 1 stoppata, un paio di giocate davvero strepitose e una difesa sull’uomo efficace e competente, pur non essendo certo quello il suo asso nella manica. Meno lucidi e freschi che in altre partite Soragna e Bulleri, ma il primo fa comunque il suo in difesa e il secondo mette nel finale dei liberi fondamentali (mentre dall’altra parte Kutluay, poraccio, dopo aver schiantato la tripla della vittoria sul ferro, sbaglia anche dalla lunetta e se ne va a capo chino).

Complessivamente ho visto ancora qualche passo avanti, anche se le amnesie, i passaggi a vuoto, dovuti sicuramente all’accumulo di stanchezza dei veterani e all’inesperienza dei giovani, ci sono ancora e contro squadre più toste li pagheremmo sicuramente di più. Trovo però molto positivo, anche per la crescita della squadra e del gruppo, il fatto che Recalcati abbia scelto di mettere la partita in mano ai giovani e che loro, pur con qualche incertezza e qualche errore, glie l’abbiano vinta. Potrebbe essere un passo davvero fondamentale, per l’immediato ma anche e soprattutto per il futuro di una squadra che, volente o nolente, da qui a due anni dovrà completare la fase di ricambio.

Ma al futuro ci pensiamo poi, ora c’è la Germania, che nelle due partite in cui l’ho vista non mi ha particolarmente impressionato, ma che non va ovviamente sottovalutata, anche perché poi non è che gli azzurri visti fino adesso possano permettersi di sottovalutare chicchessia. Invece che affidarsi ai due NBA, i crucchi si affidano a uno solo, che però vale probabilmente più dei due turchi messi assieme. Dovremo attaccarlo senza pietà coi lunghi e ancor di più coi piccoli in caso di cambi difensivi, esattamente come abbiamo fatto contro Okur. Il problema è che lui ci ammazzerà sull’altro lato del campo, anche perché mentre noi ci siamo devastati con un supplementare, lui si è riposato per bene nell’inutile partita con la Slovenia.

Comunque, la fiducia rimane, non può certo svanire dopo una vittoria. Come quattro anni fa, ci giochiamo il passaggio ai quarti di finale contro i tedeschi. Quattro anni dopo, le squadre sono abbastanza diverse e hanno al collo un argento a testa. Sarà una finale e sarà, penso, un’altra partita combattutissima. Ce la possiamo fare, ma serve, ancora, cuore, grinta e testa. E dobbiamo crescere ancora, che la strada è quella giusta. E basta, che mi sta già venendo l’ansia.

P.S.
Quello di Okur su Bargnani era fallo netto, ha spinto con la mano sinistra e l’arbitro l’ha indicato chiaramente con un gesto. Giusto per citare l’ennesimo esempio di una situazione in cui Lauro e Bonamico non hanno capito una fava di cosa stesse succedendo. Per fortuna ogni tanto saltava il collegamento audio e non dovevamo sorbirceli.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.