Italia vs Lituania – 74 a 79

L’Italia conferma i segnali di crescita e tiene botta contro una fra le squadre fino adesso migliori del torneo, giocandosela punto a punto e costringendo i lituani a stare per la prima volta sotto gli ottanta punti (anche se di un soffio). A tratti gira perfino l’attacco, non come ci piacerebbe vedere ma certo meglio rispetto a quanto visto fino adesso. Più in generale, sembrano migliorate anche convinzione e costanza nella concentrazione, anche se poi, ancora una volta, l’impressione è che nel finale tremino un po’ le ginocchia e, soprattutto, venga a mancare la freschezza fisica.

E in questo non aiuta il fatto che Di Bella, Crosariol e Mancinelli siano caduti in disgrazia e non ricevano più spazio da Recalcati. Il primo gioca pochissimo, prova pure a far qualcosa, ma non ingrana. Il secondo raccoglie qualche minuto per i troppi falli di Gigli, ma sbaglia tantissimo, più del solito, probabilmente proprio perché lo scarso minutaggio lo mette ancora più sotto pressione. Il terzo continua a deludere, magari per l’acciacco alla gamba, magari perché sente scarsa fiducia, magari per sfiga. Sia quel che sia, praticamente è come se non ci fossero (abbastanza una sentenza i sei minuti giocati da Da Tome) e sulla distanza la cosa un po’ la paghiamo, in termini di stanchezza e di falli.

Di buono c’è che per una volta risponde bene Marconato, con una partita davvero solida in difesa e in attacco. Non è tanto la tripla nel terzo periodo, quanto l’efficacia sui due lati del campo. Il problema è che ogni tanto fa il suo bel passaggino a vuoto, per stanchezza o per incapacità di rimanere sempre concentrato fino in fondo, e in almeno un paio di occasioni ci costa parziali sanguinari (ricordo distintamente uno 0-5 con lui protagonista). Bene come al solito anche Mordente, che continua a svolgere il suo ruolo di gregario tutto palle e muscoli.

Bulleri e Soragna proseguono nel loro europeo monstre, e nei momenti bui tengono in piedi la squadra anche da soli. Perdono però anche due palloni decisivi nel finale, e questo non può che pesare. Così come pesa il 2 su 10 di Basile nel tiro da tre: Gianluca ha dimostrato di poter essere efficacissimo quando si contiene e prende solo i tiri giusti al momento giusto, anche perché poi aggiunge rimbalzi e difesa. Ieri si è fatto prendere la mano, e se è vero che un paio di tiri gli sono usciti davvero a sfiga, è vero anche che così non può funzionare.

Un gran peccato, poi, la prestazione di Gigli. Se Recalcati ha deciso di emarginare Crosariol e tenere come lunghi titolari lui e Bargnani è anche normale che poi, contro una squadra di marcantoni come la Lituania, arrivino falli a raffica. Ma l’assenza di quello che fino adesso è stato senza dubbio il migliore e il più costante dei giovani l’abbiamo pagata cara. E del resto, in poco più di dieci minuti ha messo a referto una stoppata, una rubata e quattro rimbalzi, due dei quali in attacco.

Proprio i rimbalzi continuano ad essere un problema, anche se ieri Bargnani si è sorprendentemente fatto sentire in questo fondamentale. Complessivamente, per lui, una buona partita, in cui per alcuni minuti ha fatto vedere lampi del giocatore che potrebbe essere e ha anche dimostrato di poter difendere in maniera più che discreta sull’uomo, anche se magari gli manca ancora un po’ il concetto di difesa di squadra. In ogni caso, 15 punti, 7 rimbalzi, 1 assist e 1 stoppata possono essere un buon bottino, se funziona anche il resto della squadra. Ma funziona?

Sì e no, perché è vero che ce la siamo giocata punto a punto, ma è vero anche che i lituani si sono ritrovati un Jasikevicius a mezzo servizio (e che nonostante questo ha messo dei punti decisivi nel finale) ed è ancor più vero che quando la palla ha cominciato a scottare sono arrivati errori e momenti di smarrimento. Ma d’altra parte ci può anche stare che i veterani abbiano un po’ il fiato corto e che i ragazzini non abbiano ancora la testa per giocare al massimo a questi livelli. Perché non dobbiamo scordarcelo, che le stelle delle altre squadre hanno praticamente tutte dai ventisette anni in su, mentre le nostre stanno fra i venti e i ventuno (e stiamo rimpiangendo assai l’assenza di un diciannovenne, oltretutto).

E, a proposito di ragazzini, Belinelli nell’ultimo periodo entra e sembra quasi voler dimostrare che la panca punitiva ha fatto effetto. Si muove, si libera, non forza, cerca tiri “intelligenti”, soluzioni in backdoor e sui blocchi (non che i nostri giocatori sappiano metterne di granitici, eh). Mette punti importanti, insomma, anche se poi ancora una volta perde un pallone che genera un contropiede imperdonabile e apre voragini in difesa. Sono i suoi limiti, perlomeno allo stato attuale, ma se gioca come si deve in attacco possiamo anche accettarli. Speriamo bene.

Speriamo bene anche perché, francamente, credo ci siano comunque validi motivi per farlo. La squadra c’è e, seppur con parecchio ritardo sulla tabella di marcia, sta crescendo. Possiamo ancora raggiungere i quarti di finale, basta vincere con Turchia e Germania. Son due squadre ovviamente pericolose, che possono farci molto male con gente come Okur, Turkoglu, Nowitzki. Ma, per quel che si è visto fino adesso, sono anche squadre ampiamente alla nostra portata. Saranno due finali, e lo saranno per noi come per loro. Conterà molto la testa. E questo, lo ammetto, un po’ mi preoccupa. Nel frattempo, comunque, annoto che non è più il caso di prendere esempio da Israele: premio ROTFL a loro, che dopo aver eliminato la Serbia e battuto anche la Croazia vanno a perdere con il Portogallo nel match che può valere i quarti di finale.

P.S.
La Rai abbaia dieci milioni di telespettatori per una partita pochissimo pubblicizzata e oltretutto martoriata con lo schermo diviso, i collegamenti e il cambio di canale. A ennesima dimostrazione del fatto che un pubblico ci sarebbe, se si degnassero di provare a spingere un po’ l’evento. E invece no, comprano i diritti di un torneo per farti vedere quattro partite in croce, trasmesse come capita e raccontate da un inetto che si impappina sui nomi dei giocatori. Tristezza.

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