Stardust

Stardust (USA, 1998)
di Neil Gaiman e Charles Vess

Tristan Thorn, diciassettenne garzone nel negozio Monday and Brown’s, è da anni perdutamente innamorato della bella Victoria Forester. Un giorno Tristan ha l’occasione di accompagnare Victoria a casa e trova il coraggio di dichiararsi e pregarla per ottenere un bacio. La ragazza pare divertita, ma non sembra intenzionata a concedersi tanto facilmente. Si fa però strappare una promessa, che lei crede poco più di una barzelletta, ma che sarà invece presa tremendamente sul serio: se Tristan riuscirà a portarle la stella che hanno appena visto cadere verso est, lei sarà disposta a dargli qualsiasi cosa lui desideri.

Tristan, ovviamente, si mette subito in viaggio, verso il regno delle fate e dei misteri, inconsapevole del fatto di stare andando incontro alle sue stesse origini e di stare per incontrare una stella che si rivelerà come creatura in carne e ossa, viva, bionda e piuttosto scorbutica. Da tutto questo, dalla presenza di qualche altro personaggio non proprio amichevole e da un paio di inconvenienti che si manifesteranno lungo la strada, nasce una deliziosa fiaba adulta e romantica, scritta da un Neil Gaiman in stato di grazia e illustrata dalle magiche matite di Charles Vess.

Stardust, prima di essere un racconto appassionante, divertente, romanticissimo e toccante, è soprattutto la splendida ed elegante prosa di Gaiman, la sua capacità di dare vita a mondi e personaggi fantastici, meravigliosi, pittoreschi, talmente ben tratteggiati e dipinti da renderli quotidiani, comuni, credibili. Fa veramente impressione volare fra le pagine di Stardust ed essere rapiti dal suo linguaggio (se non avete problemi con l’inglese, fatevi un favore e leggetevelo in originale), dalla vita che riesce a infondere nelle sue parole, dalla bravura nello stampare vivida in testa un’idea, un’immagine, un sentimento, con solo una manciata di frasi.

Gaiman sarebbe talmente bravo da rendere quasi superflue le illustrazioni, se non fosse che Charles Vess è bravo tanto quanto lui e i dipinti che popolano le pagine di Stardust sono pietre preziose di cui il gioiello di Neil Gaiman non può che essere tempestato. Un gioiello, davvero, che vola via velocissimo e lascia dentro un tremendo desiderio di farsi un bel viaggio in quel mondo fatato.

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4 pensieri su “Stardust”

  1. Custodisco come un tesoro una T-shirt di Death che mi sono fatto autografare da Neil Gaiman e sulla quale mi ha scritto “Non morire!” (Vedrò di fare il possibile)fREEfALL

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