Una scomoda verità

An Inconvenient Truth (USA, 2006)
di Davis Guggenheim
con Al Gore

Premiato con l’Oscar per il miglior documentario nel 2006, Una scomoda verità racconta delle ben note convinzioni di Al Gore sul cosiddetto “riscaldamento globale”, delle certezze che vanno a supporto di tali convinzioni, del suffragante parere espresso da praticamente qualsiasi pubblicazione scientifica, delle risposte che Gore stesso offre agli scettici. Racconta di uno scenario terrificantemente credibile, della prospettiva di raggiungere entro dieci anni non la fine del mondo, ma un agghiacciante punto di non ritorno. E francamente, riponendo io nella razza umana fiducia ben minore rispetto a quella di un Silver Surfer qualsiasi, non mi lascia addosso un gran senso di speranza.

Gore presenta fatti e ipotesi, dati scientifici e idee personali, e amalgama il tutto raccontando a grandi linee la sua crescita e il suo impatto con questo argomento. Assieme al regista Davis Guggenheim, parla di episodi chiave della sua vita, che l’hanno portato ad affrontare di petto questi problemi e a renderli quasi una missione. Scivola anche un po’ quando si mette a usare pretesti narrativi forse fuori luogo per solleticare i sentimenti dello spettatore, ma rimane nei limiti del buon gusto e del lecito per questo genere di operazioni. Siamo insomma ben lontani dal (quasi) insopportabile, per quanto a modo suo “utile”, Super Size Me. Una scomoda verità è un documentario interessante e importante, che spiega in maniera chiara e comprensibile fatti tutt’altro che semplici. Offre una raccolta di dati, una teoria basata su tali dati, una possibile soluzione al problema.

Però una domanda sorge spontanea: se il successo riscosso da quella merdina di Super Size Me, perlomeno, ha generato degli effetti pratici, a cosa porterà il successo di questo? Torno in volata sul pensiero espresso in apertura, quello relativo alla fiducia nei confronti della razza umana, e provo a guardare dentro di me: penso a far qualcosa anche io, nel mio piccolo, o penso che siamo condannati e allora tanto vale godersela? Eh…

A margine, vale la pena chiedersi quanto possa essere una disgrazia, nel disegno generale, la scomparsa della gente che popola quel puntino disperso nello spazio che lo stesso Gore mostra tanto piccolo nel suo film. Certo, sarebbe un peccato trascinare nell’oblio anche le (altre) varie e incolpevoli specie animali. Ma tanto quello lo facciamo da quando siamo nati…

5 pensieri riguardo “Una scomoda verità”

  1. TERRA IN VISTAGli ambientalisti (ma pure i ragazzi di sinistra in generale), attualmente, sono come il protagonista di Memento al contrario. “Dio mio, ma se procedono in senso contrario rispetto a un film che va al contrario, sono per sempre fossilizzati nel momento!” (non nel Memento, nel momento, ve le siete lavate le orecchie?).Dicevo, i “Difensori della Terra” invece di avere il problema della memoria breve, hanno il problema della lungimiranza breve. Ti sanno figurare scenari che avverranno tra 1.500 anni e non si accorgono della cazzata che sta per accadere tra cinque secondi.Quattro.Tre.Due.Uno.Accaduta.Che cosa è accaduto?E’ passata una nuvola.Beh, più poetico di così… Sì, solo che è passata sopra un pannello solare, e quando questo capita, questa fonte di energia inizia a diventare intermittente, anzi possiamo dire che si blocca. Proprio come al torneo di Wimbledon. Se il cielo si oscura sono cavoli, e anche Sky si oscura. Ora, proviamo a dirlo in inglese: “When the sky is darkened, Sky is darkened.”Tre.Due.Uno.Prooooottt.CHI È CHE HA SCOREGGIATO? CHI È CHE HA SCOREGGIATOOOO????Possiamo anche emettere un peto tutti quanti insieme ma non aiuteremo a rendere più efficace le centrali eoliche. Basta che il vento cessi e addio. Non che il vento non crei problemi anche a Wimbledon, ma mi sa che quello dell’energia elettrica mondiale è un problema più importante…Tre.Quattro.Cinque.EHI, MA COSA STA SUCCEDENDO! Sono riuscito a tornare nel presente! Posso rimanere ancorato al tempo attuale, posso rimanere coi piedi per terra in questo stesso momento! Posso spedire ORA ai bambini africani che stanno morendo di fame il mio riso OGM, e non vederli crepare perché qualcuno dice che “FORSE tra 50 anni quel riso POTREBBE causargli una mutazione genetica”. Minchiamerda, ora non posso più fare balzi incredibili nel futuro, ma non importa, perché so che posso salvare dei bambini. ORA.Cardo

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  2. Bah, non mi piacciono le generalizzazioni, non mi piace discutere di cosa pensano LA SINISTRA e GLI AMBIENTALISTI, queste specie di coscienze collettive modello Borg.Detto questo, potresti indicarmi a che minuto del film Gore sostiene che per uscire dal problema del riscaldamento globale sia necessario abbandonare qualsiasi forma d’energia che non sia eolica e/o solare? Ché proprio mi dev’essere sfuggito.A margine, se davvero fra dieci anni si raggiunge il punto di non ritorno, il problema è pressante, mica tanto futuro. Infine, trovo interessante come la risposta non sia “non sono d’accordo perché ci sono questi dati che dicono bla bla bla”, ma piuttosto “non sono d’accordo perché GLI AMBIENTALISTI e I COMUNISTI sono obnubilati dalla crociata (e mangiano i bambini)”.

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  3. E meno male che non ti piacciono le generalizzazioni! Io ho detto che detesto i comunisti, tu nella tua rece del film hai detto che detesti L’INTERO GENERE UMANO!Sul fatto che la mia risposta non c’entri nulla con la tua rece è vero, era solo che volevo ricordare ai naviganti che ATTUALMENTE gli ambientalisti (magari tra 20 anni la capiscono, ma per ora…) sono troppo impestati di ideologia. E ora ti darò la vera risposta:Il punto di non ritorno, sì certo come no.– 30 anni fa sembrava che il petrolio fosse ormai agli sgoccioli. Beh, nella 1° Guerra del Golfo quel pirla di Saddam non solo ne ha bruciato una valanga per rompere le balle alle truppe americane, ma gliene era rimasta talmente tanto che 12 anni dopo ha concesso il bis!– 25 anni fa dicevano che l’AIDS avrebbe sterminato il mondo, e che le zanzare ce l’avrebbero inoculato (!). Beh, l’AIDS esiste ancora ma le previsioni catastrofiste sono state bellamente prese a calci nel deretano. E anche le zanzare continuano a pigliarsi mazzate mica da ridere, fortunatamente.– 10 anni fa ci dicevano che i telefonini e i monitor avrebbero causato a tutti un cancro al cervello. Recentemente sono andato a fare una vista oculistica:Io: “Dottoressa, sto parecchie ore davanti al monitor, è questo che mi ha indebolito la vista?”Doc: “Il monitor non c’entra nulla, è l’età. Basta solo concedersi una pausa ogni tanto.”Cioè, se i monitor fossero davvero un problema, un dottore ti risponderebbe così?– Qualche anno fa esplode la SARS. “Ommioddio come faremo a fermare la diffusione dell’epidemia!”. E’ tutto perfettamente sotto controllo.E in tutto questo potrei anche tiraro in ballo il tornaconto delle aziende farmaceutiche, ma non lo faccio. Perché? Sono colluso con loro? No, perché sarebbe ancora inutile catastrofismo. E’ OVVIO che un’azienda cerchi il prorio utile, è OVVIO che i giornali romanzino una notizia su una pandemia, è OVVIO che la gente si faccia prendere un po’ dal panico. Ma un uomo del 2007 queste cose già LE DEVE SAPERE, e se le sa, si tranquillizza un attimo, invece di bersi subito le sparate apocalittiche.Questo cosa significa? Che non bisogna fare piani a lungo termine? Assolutamente no, ma devono essere anche ben ancorati alla realtà. Ti faccio io un esempio di piano a lungo termine: nei prossimi 50 anni ci sarà un flusso clamoroso di IMMIGRATI in Europa. Non ci vuole un apocalittico per capirlo, basta guardarsi in giro, far girare il cervello e sai che sarà così. Questo flusso premerà tremendamente sull’Europa e se non useremo la fermezza (non meravigliosi mulini eolici, non scintillanti pannelli solari, solo la buona vecchia FERMEZZA) nel regolare questa diaspora, saranno cazzi veramente acidi, altro che buco nell’ozono. Il buco nell’ozono ce lo apriranno gli immigrati nei nostri bei eurosederini!E ora, più in profondità:(bella roba da dire dopo aver appena parlato di sfinteri…)E arriviamo al mitico grafico di Al Gore sulla correlazione tra aumento di anidride carbonica e aumento della temperatura. Tutto innegabile: procedono praticamente parallele. La relazione causa-effetto è ampiamente dimostrata. Eppure mi sembrava ci fosse qualcosa che non andava. Il ragionamento non era completo: per esempio, ci eravamo dimenticati di chiederci quale fosse la causa e quale l’effetto. Davamo per scontato che la CO2 fosse la causa e il caldo l’effetto. Ora, se invece osserviamo i picchi massimi della temperatura rispetto ai picchi massimi della CO2, notiamo che spesso un picco massimo della temperatura PRECEDE il picco massimo della CO2. Ora, se un picco massimo della temperatura PRECEDE un picco massimo della CO2, uno non può certo sostenere che sia la CO2 a far aumentare la temperatura, anzi casomai sarà il contrario. E ora uno potrebbe ribattere “e certo perché i cavernicoli se ne andavano in giro in macchina a produrre CO2, vero?”. A produrre CO2 non erano le “macchine dei cavernicoli”, era l’OCEANO che veniva RISCALDATO DALL’AUMENTO DELLA TEMPERATURA. Nell’oceano è disciolta un sacco di merda che se ne evapora nell’atmosfera non appena si innalza la temperatura. E non è tutto: l’oceano è talmente vasto e potente che le conseguenze di una variazione non sono immediate. Un innalzamento della temperatura può avere una reazione (emissione di CO2) anche secoli dopo: mica stiamo parlando di bollire a bagnomaria delle zucchine, stiamo parlando di un’entità immensa come l’oceano! Per cui quella che pensiamo come una correlazione causa-effetto immediata, ha le suo origini magari secoli prima.Ora, ma chi è quello stronzo che si diverte a far variare le temperature del pianeta? Un enorme condizionatore messo in orbita da alieni burloni? Dio che sta giocando a Sim City? No, è il buon vecchio, colossale e onnipotente SOLE. Con le sue variazioni. Guarda caso, in corrispondenza delle ere glaciali abbiamo delle diminuzioni delle cosiddette “macchie solari”. E poi entrano in gioco anche le nuvole (argomento completamente ignorato dagli ambientalisti) che, proprio quando il Sole è “più potente”, si formano di meno, perché il vapor acqueo, per un particolare meccanismo di interazione col pulviscolo cosmico, non si condensa in una nuvola, per cui il Sole ha proprio campo libero. E quando il sole invece è “meno potente”, si formano nuvole, e a essere drastica stavolta è la diminuzione di temperatura. Questo determina continue oscillazioni nei valori della temperatura anche piuttosto evidenti (sempre nel lungo periodo, stiamo dicendo, ovvio).Conclusione: La BelVa e la BestiaConclusione del ragionamento: i problemi ambientali esistono ma sono quelli che riguardano NOI direttamente. L’INQUINAMENTO è un problema ambientale, perché tutti noi, quando ci immettiamo nel traffico la mattina, possiamo TOCCARE CON MANO IL FENOMENO. Il fatto che respiriamo polveri sottili è una schifezza che percepiamo fisicamente, ma alla TERRA che è un colossale gigante, gli fa il solletico. Pensiamo a queste cose che riguardano noi, perché la Terra SI SA AUTOREGOLARE DA SOLA. Ma veramente pensavamo noi, così microscopici, di poter trattare la Terra come con un chihuahua di Paris Hilton? Altro che il “piccolo puntino nello Spazio” che dice Al Gore, la Terra è una belva colossale le cui reazioni istintive a volte ci massacrano a migliaia (tsunami, tifoni, eruzioni etc.), ma a cui dobbiamo tutto, perché ci ospita sulla sua scorza. Non commettiamo l’errore di pensare che noi potremmo in qualche modo modificarne i meccanismi, pensiamo ai comportamenti sbagliati che modificherebbero i NOSTRI meccanismi, tipo dover portare un giorno delle maschere a gas perché l’aria in città è irrespirabile. E noi vorremmo espanderci nello Spazio, che non è colossale ma forse è addirittura infinito? Ma se ci inventiamo crociate assurde quando abbiamo a che fare con un pianeta, cosa faremo quando avremo a disposizione una galassia? Già mi immagino le ipotesi ambientaliste: siccome qualcuno ha teorizzato l’espansione dell’universo, sarà opportuno installare grandi emettitori di campi magnetici in orbita per evitare che il delicato equilibrio magnetico dei pianeti venga sconvolto… suggestivo, ma anche una megastronzata. Pensa prima a risolvere il problema dell’adattamento dell’organismo umano alle diverse forze di gravità, che se ne discute da quando è nata l’astronautica, beota… Troppa ideologia, nell’ambientalismo come in qualsiasi altro campo, porta veramente a ragionamenti e iniziative da bestie. Solo che la Belva di queste bestie e di tutti gli altri se ne frega, e intanto si piglia la sua tintarella, più o meno marcata, di fronte a quell’altra belva del Sole. Nel frattempo le bestie si allarmano, convinte di aver finito la crema solare che la Belva non gli aveva neanche chiesto…Cardo

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  4. Quand’è che imparerai a leggere nelle parole ciò che c’è scritto, invece di ciò che tu ci vuoi leggere?Io non ho detto che detesto l’umanità intera, ho detto che nutro poca fiducia nell’umanità intera.E fra l’altro mi sono pure messo nel mucchio, quindi avrebbe poco senso dire che lo detesto, il mucchio (no, non mi detesto).Inoltre, io parlavo di risposta alle teorie espresse da Gore, non alla mia rece.Apprezzo comunque che (per la prima volta da quando se ne parla anche dal vivo) ti sei messo ad argomentare. Ne so meno di te, quindi non posso certo ribattere.Mi sembra un po’ tirata solo la questione “non possiamo rompere il cazzo alla Terra”. E cara grazia che la terra non la distruggiamo, il punto non è quello, non lo è mai stato. Nessuno dice che stiamo distruggendo il pianeta. Il punto è “non è che magari rischiamo di renderlo invivibile per noi?” poi certamente lei se ne fotte, di essere diventata invivibile, noi un po’ meno.Il punto è: può essere che alcune di quelle reazioni istintive che ci massacrano a migliaia siano in parte causate anche da noi?Sì? No? Boh?Poi è chiaro che l’inquinamento è un problema ambientale, ma se (sottolineo: “se”) effettivamente stessimo contribuendo anche all’aumento medio della temperatura, beh, quello non sarebbe un problema ambientale di cui paghiamo direttamente le conseguenze?Non paghiamo le conseguenze del caldo boia che c’è adesso? O delle siccità che macellano sempre più le coltivazioni al Sud? O dello scioglimento dei ghiacci?Poi tu mi dici “la causa non siamo noi”, e ok, sarà anche così. Ma non è che per questo la cosa smetta di essere un problema, eh.E comunque, la Terra è una bestia colossale per noi, ma rimane un puntino nei confronti dell’Universo. E se se ne fotte la Terra, di quanto possiamo farci male da soli noi, figurati quanto se ne fotte l’universo.

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  5. Dimenticavo: Cardo, non so se hai familiarità coi newsgroup. Se non ce l’hai, acquistala e vai su it.fan.studio-vit, che ci sta un sacco di gente che conosci ed è un posto piacevolissimo, in cui si discute di qualsiasi cosa.E, nel caso, già che ci sei, cerca il thread “Riscaldamento globale”.😀Ah, se non sei avvezzo all’utilizzo di un newsreader (Outlook, Agent, Opera, il cazzo…), vai di google gruppi:< HREF="http://groups.google.it/group/it.fan.studio-vit?hl=it" REL="nofollow">it.fan.studio-vit<>< HREF="http://groups.google.com/group/it.fan.studio-vit/browse_thread/thread/2a7c9007efae6fc/3ca345326ae529d9?q=riscaldamento+globale&lnk=ol&" REL="nofollow">thread sul riscaldamento globale<>Ma faresti meglio ad avvezzarti.

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