Hostel

Hostel (USA, 2005)
di Eli Roth
con Jay Hernandez, Derek Richardson, Eythor Gudjohnsson

Paxton e Josh sono due studenti di college californiani in vacanza in giro per l’Europa. Uno è il classico bravo ragazzo, l’altro è l’amico smaliziato e sgamato con le donne. Li accompagna Oli, un islandese tamarro, buffonissimo e alla costante ricerca di patata. Uniti per vincere, i nostri eroi vagano fra un paese e l’altro, mettendo in scena una sorta di versione leggermente tirata a lucido, un filo più credibile e meglio scritta, dei vari Eurotrip, Road Trip e Sarcazzo Trip che hanno infestato i cinema qualche anno fa. Mentre si trovano ad Amsterdam, i tre pirla incontrano un ragazzo che li convince a cambiare la loro ultima meta: niente più Barcellona, via verso Bratislava, alla ricerca di belle donne e sesso facile. Troveranno entrambe le cose, ma non solo…

Sincero omaggio all’horror italico che fu, insaporito con una spruzzata di citazioni dal Sol Levante, Hostel è un divertente carrozzone, che prova a stordire lo spettatore con un artificio narrativo non del tutto dissimile da quello di Audition (e di chissà quanti altri film che non ho visto o non mi vengono in mente). Dopo una prima parte di totale relax, divertimento e ammosciamento delle antenne, scatta il delirio di crudeltà insensata e strabordante, che a dirla tutta risulta molto meno insistita di quanto il battage pubblicitario potrebbe far pensare, ma colpisce abbastanza nel segno.

Roth punta al grezzo e al basso, con una regia da tordo e uno sviluppo della trama da minimo sindacale. Non si nega una bella dose di autoironia e in generale viaggia continuamente in bilico fra l’incapacità registica e il citazionismo voluto, fra il ridicolo involontario e l’autoperculamento intelligente. Inutile chiedersi da che parte stia la verità, meglio piuttosto godersi un horror esile e robusto, violento e all’acqua di rose, divertente ma, a causa soprattutto di una scrittura dei personaggi poco profonda, dal limitato coinvolgimento emotivo. Si può comunque dare di più.

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2 pensieri riguardo “Hostel”

  1. Non m’è piaciuto.Forse perchè mi aspettavo qualcosa di diverso.spoilernè splatter nè “psicologico”…spassoso solo il dialogo col tizio che poi usa la fimma ossidrica.finale patetico.poi il rimpianto che tutto l’armamentario medievale sia solo mostrato:Din compenso ieri ho visto wolf creek che ho trovato clamoroso.GIGASPOILERil cattivo è leggendario, un licantropo vero 😀belle immagini, anche.momento di tensione pura quando son lì davanti al fuoco “…non li uccidi i canguri vero?…” “….ma tu non lo hai visto come ti guardava…..”.Bellissima anche la sequenza con la ragaza che riesce a prendere il fucile ma è talmente terrorizzata che non riesce a predere la mira, lo prende di striscio, e non sa ricaricare. lui è per terra ma non lo uccide. impotenza totale 😀La prima uccisione mi ha disturbato.La scena finale, al tramonto, con il licantropo che “…vive da qalche parte nel sud dell’australia” quasi commovente.cmq sky max sto mese spacca 😀

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  2. [Hostel]Sì, son d’accordo, proprio indeciso. Non la butta sullo psicologico, non è splatter come a parole sembrava dover essere e non sfrutta il grosso potenziale dato dalle idee che ci sono sotto. Ci son bei momenti, ma insomma.[Wolf Creek]Sì sì, totale, io l’ho visto in un qualche festival. Il cattivo fantastico, il momento in cui parlano di Crocodile Dundee da gelarsi il sangue nelle vene.😀

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