Jonathan Strange & Il Signor Norrell

Jonathan Strange & Mister Norrell (GB, 2004)
di Susanna Clarke

Jonathan Strange è un mago improvvisato e talentuoso, che intraprende la sua affascinante carriera spinto da una profezia e si trova nelle mani del migliore e peggiore maestro possibile. Il Signor Norrell, unico mago praticante d’Inghilterra, potente ma timorato da certe vie che ritiene “sbagliate”, a parole voglioso di far tornare la magia nella sua nazione, ma allo stesso tempo per nulla propenso a togliere il guinzaglio ai tanti aspiranti maghi che lo infastidiscono. Siamo agli inizi del diciannovesimo secolo e sono passati duecento anni dai tempi del Re Corvo, un uomo capace di tornare dai regni fatati e dominare all’insegna della magia. E la magia, proprio lei, sta per uscire nuovamente allo scoperto, in maniera fragorosa e dirompente.

Questo, più o meno, è lo scenario che fa da sfondo alle vicende di Jonathan Strange & Il Signor Norrell, un romanzo fantasy che sfugge alle regole del fantasy vero e proprio (sia esso quello classico alla Tolkien o quello più attuale in stile Harry Potter) e si racconta alla maniera arzigogolata del romanzo classico. Verbosa, logorroica, Susanna Clarke si perde dietro ai dettagli e alle descrizioni minuziose, riporta i fatti con la prosopopea del testo scolastico e li commenta con note a margine che danno il tono dell’autorevolezza. E divide il racconto in tre atti particolarmente netti, i primi due dei quali rappresentano, col senno di poi, poco più che un enorme prologo alla vicenda vera e propria. Una vicenda che abbandona i toni da commedia dell’assurdo della prima parte e scivola velocemente in un folle, complicato e affascinante viaggio nell’inquietante mondo di esseri fatati crudeli e privi di ogni scrupolo.

E a questo vorticante tuffo nel bizzarro, il romanzo d’esordio della Clarke ci arriva con un crescendo lento, lentissimo, quasi spossante, ma allo stesso tempo costante e inarrestabile, che procede imperterrito dall’inizio alla fine. A far da collante fra vicende sfilacciate e tirate un po’ troppo per le lunghe c’è un mondo folle e sregolato, ma forse anche per questo coerente e credibile. Ed è proprio in questo tratteggiare il suo affascinante e magico universo che Jonathan Strange & Il Dottor Norrell dà il suo meglio e proprio per questo regge fino in fondo, anche quando i ritmi del racconto vengono un po’ meno.

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