"Dai, lo Shinkansen per tornare lo prenotiamo a Kyoto, tanto che problema vuoi che ci sia?"


“Sorry, sold out.” E vabbuono, dovremo assalire le carrozze per chi non ha la prenotazione carichi come muli, ma ce la faremo. Credo. Comunque, ieri ci siamo fatti una bella gita a Nara, una delle tante ex capitali del Giappone, oltre che importante meta turistica per la presenza di uno smodato Buddha, racchiuso in uno smodato tempio, contenuto in uno smodato parco. Nel parco circolano liberi un migliaio di cervi, tenuti in stato di semi-cattivita e letteralmente adorabili. Prima o poi mettero online anche qualche filmato sull’argomento. Per il resto, il posto e ovviamente uno spettacolo, e il tempo pure lo e stato, con un gran bel sole tutto il giorno. Peccato solo che la macchinetta fotografica che stiamo utilizzando da qualche giorno – causa improvvido sfasciamento dell’altra – mi crei seri problemi in termini di esposizione. Comunque, oggi ci dirigiamo a Takarazuka per visitare il museo di Osamu Tezuka (anzi, Tezuka Osamu) e poi, nel pomeriggio, si gira a Kyoto in zone ancora da decidere per bene. Vi lascio preda della solita sventagliata di foto, seguita da una primizia: un breve e conciso intervento di Elena. E ovviamente, lo avrete notato, continuo a non capire nulla di accenti e apostrofi…

Ciaooo! L’altro giorno siamo stati al tempio delle Super Dollfie, il Tenshi no Sato della Volks: purtroppo niente foto all’interno, ma la visita e stata uno spettacolo, anche se da tempo non aggiorno piu la mia collezione di Dollfie e quindi non sono neppure troppo preparata sulle novita. Comunque – nota per mamma – ho preso un paio di occhi di vetro neri e una parrucca nera dritta con frangetta (pare uno scopettone, ma e morbidissima): mi cimentero in una SD giappa tutta, inkimonata dalla testa ai piedi.

Ah, nota per Tifa 🙂 Lo shopping procede delirante: esistono un sacco di cose ciccine a SOLO 300-400 yen. Solo che 300 yen di qua, 400 yen di la il plafond della carta e sulla via del patatrac. Miniature, gashapon, cosette da appendere su cellulari, borse… per non parlare di bambole. Allora, ho preso una Momoko Victorian Nature rossa (ottimo prezzo), una gattina Nikki (“Nikki Odeko-chan” su Google)… poi una tonnellata di libri di bambole. Alla fiera Dolls Party 16 ho preso un ABITINO PER LE PINKY – quando lo vedi diventi matta – e un’opera in miniatura, un set “tatami + pareti di legno e carta” per le bambole 1/6 e un gloriosissimo kimono unico fighissimo per Momoko pubblicato sul Dolly Dolly 12!! Poi una Rune doll sempre in kimono… poi cazzettini vari, per esempio i Walkie Bits, delle tartarughine chiccosissime che fanno “pi pi pi” e camminano, corrono, fanno le gare tra loro… ma non ho capito bene come funzionano, a casa cerchero un manuale comprensibile.

Del cibo se ne parla un’altra volta, che ci vuole la dovuta parentesona.
Stacco che c’e un corvo che gracchia sulla mia spalla.







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