Superman – Secret Identity


Superman: Secret Identity (USA, 2004)
di Kurt Busiek e Stuart Immonen
Edizione italiana a cura di Play Press

Kurt Busiek si è rivelato al mondo con Marvels, un’opera che ha segnato, nel bene e nel male, la storia del fumetto di supereroi nella seconda metà degli anni Novanta. Oltre a un’idea fulminante – raccontare alcuni episodi fondamentali dell’universo Marvel attraverso lo sguardo di un uomo comune – Marvels aveva dalla sua un’incredibile capacità di toccare e commuovere il lettore grazie al puro e incontaminato senso di meraviglia. Merito certo delle incredibili tavole di Alex Ross, anch’esso lanciato da quella miniserie, ma anche, forse soprattutto, del talento di Busiek.

Se lo sceneggiatore bostoniano ha una singola dote, infatti, è proprio quella di saper toccare le corde più sopite di chi legge, di dare alle sue storie un tono evocativo e genuinamente emozionante, allo stesso tempo onirico e credibile, ancorato alla realtà ma fantasioso ed estroso. Busiek rende realistico l’impossibile e straordinario il quotidiano. Per quanto banale e stereotipato possa essere dirlo, fa letteralmente volare sulle ali della fantasia.

Superman: Secret Identity, è esattamente questo, una storia credibile, emozionante e ricca d’inventiva, che cala il supereroe per eccellenza in un contesto realistico e lo racconta per mezzo di bei personaggi, veri e affascinanti. Racconta di un mondo senza supereroi, del nostro mondo, per la precisione, dove la gente che vola in calzamaglia si vede solo nei fumetti e al cinema. In questo mondo vivono David e Laura Kent, una simpatica coppia dotata di senso dell’umorismo, che decide di chiamare il proprio figlio Clark.

Clarkettino paga tutte le conseguenze della cosa sotto forma di infiniti scherzi e continue prese in giro da parte dei compagni di scuola e non solo, dando vita a situazioni e atmosfere che richiamano per forza alla memoria l’Uomo Ragno dei bei tempi. Un giorno, però, Clark scopre di avere dei poteri, non proprio uguali, ma decisamente simili a quelli del personaggio a fumetti suo omonimo. Come reagisce una persona normale, in un mondo normale, a una situazione di questo tipo? Quali conseguenze porta un avvenimento del genere nella vita sua e di chi gli sta attorno?

Busiek si interroga e ci dà le sue risposte, con un racconto solido, coerente, appassionante e dalle emozioni forti, che narra le vicende del suo protagonista fino alla vecchiaia. Gioca con i paralleli fra vita e fumetto, ma non si limita a divertirsi. Racconta di persone e sentimenti, dell’amore per una donna, del senso di responsabilità, del rapporto con la propria famiglia, del crescere i propri figli. E le splendide tavole di uno Stuart Immonen incredibilmente maturato sono un perfetto complemento, che stupisce per potenza evocativa e realismo, senza rinunciare alla fluidità della narrazione.

Secret Identity è un fumetto adulto e consapevole, che sfrutta il tema dei supereroi per raccontare le difficoltà, le gioie e i dolori della vita. Se Bryan Singer, invece di mettere assieme un colossale soffocone per Richard Donner, avesse girato una storia del genere, magari proprio questa storia, ci saremmo ritrovati fra le mani un film decisamente migliore. Certo, non sarebbe stato proprio proprio Superman…

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