Texas Hold’em


Si riparte, destinazione Texas. Decollo a mezzogiorno in punto e mi sparo una vera e propria odissea volante (Milano-Londra, Londra-Chicago, Chicago-Austin). Arriverò lì nientemeno che alle 23:35, ovvero, grazie alle meraviglie del fuso orario, le vostre 06:35 di domattina. Cristoddio, diciotto ore e mezza di viaggio, e ci sarà ancora da prendere il taxi per l’albergo. Vabbuò, mi fermo fino a giovedì, quando il primo dei tre decolli è fissato, again, intorno a mezzogiorno. Se ho capito bene, mercoledì dovrebbe essere giornata totalmente libera e, ovviamente se sarà possibile farlo, mi sa che la dedicherò a una gitarella in direzione San Antonio (dove fra l’altro in serata si presentano i Miami Heat, vedi mai che si trovino i biglietti). Comunque, gestiremo. Il portatile della Rumi me lo porto dietro, ma come al solito non so dire se avrò tempo e/o voglia di postare qualcosa. In ogni caso, detto che ho uno o due post scritti in un impeto di grafomania e pronti quindi ad essere pubblicati nelle occasioni in cui mi connetterò dal Texas, male che vada ci si risentirà nel fine settimana.

5 pensieri riguardo “Texas Hold’em”

  1. Eh ma per me, che sono stanziale, la percezione è che fosse l’altro ieri. Io ho paura dell’aereo.
    Comunque, ti ripeto, penso di non perdermi troppo. Un mio amico è stato in America e mi ha detto che l’America è come Grosseto, solo sei o sette volte più grande.

    Mi piace

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