Pirati dei Caraibi – La maledizione del forziere fantasma


Pirates of the Caribbean – Dead Man’s Chest (USA, 2006)
di Gore Verbinski
con Johnny Depp, Orlando Bloom, Keira Knightley, Bill Nighy, Jack Davenport, Jonathan Pryce

Mi rendo conto di andare forse un po’ controcorrente, ma questo Forziere fantasma mi è piaciuto decisamente più della Prima luna. Magari è perché il precedente film l’ho visto sul minuscolo schermo di un volo transoceanico, che proprio non è la sua sede (ma la spettacolare visione del secondo all’Arcadia mi ha privato della recitazione originale di Depp, ben altra cosa rispetto a un doppiaggio comunque di buon livello). O magari è perché, col mio adorare la serialità, non posso fare a meno di apprezzare un secondo episodio tanto riuscito nel dare seguito a vari discorsi che potevano tranquillamente essere considerati chiusi e nel porre intriganti basi per l’appuntamento conclusivo.

Sta di fatto che questa seconda incursione nel mondo piratesco Disney mi ha convinto con la sua scanzonata baracconaggine, coi suoi toni a tratti anche molto cupi, col suo sbrodolante non farsi problemi di durata per dare il giusto spazio a tutti i personaggi (tanti, belli e ottimamente tratteggiati) e con quel “season finale” da telefilm. Gli si può forse imputare un avvio un po’ faticoso, un certo ritardo nel prendere il ritmo travolgente che caratterizza tutta la seconda parte, ma non vedo quali altri critiche muovere a un’operazione che si propone come baracconata d’alto profilo e non pretende di essere altro.

Verbinski svolge il suo lavoro di bassa manovalanza, con una regia banale, prevedibile, ma efficace e perfetta per questo cinema di puro entertainment. E a conti fatti mi han divertito più queste due ore e mezza di cappa, spada e tentacoli rispetto ai presuntuosi capricci di Lucas e alla tanto decantata saga di Peter Jackson, che tutto sommato mi aveva davvero convinto solo col primo film.

E invece questa nuova e sottovalutata trilogia è un bel ripescare tutti gli stereotipi pirateschi possibili ed immaginabili, creando un minestrone che per certi versi ricorda invece il miglior Lucas, quello di fine anni Settanta. Il gioco di rimandi, poi, è talmente ampio da non poter fare a meno di trovare piacevoli similitudini, volute o meno che siano, con le fonti più disparate, compreso materiale anche molto recente come The Secret of Monkey Island e One Piece.

Ottimi, infine, gli effetti speciali, che davvero meritano una menzione per la capacità di rendere credibili polpi giganti e uomini-pesce assortiti. La prima apparizione di Davy Jones, così tremenda e posticcia nel suo dialogo faccia a faccia con un pirata umano che fissa il vuoto, è orripilante. Ma si tratta di un inspiegabile inciampo, ben distante dallo splendore di tutto ciò che viene dopo. Anche sotto questo profilo i pirati cagano in testa agli Jedi e ai loro pupazzetti incollati sul fondale di fronte ad attori spaesati.

Insomma, per quanto mi riguarda, convinta promozione, certo lontana dal massimo dei voti, ma priva di alcun dubbio. Con la speranza che il terzo episodio non replichi il colossale tuffo nella merda di Matrix Revolutions.

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2 pensieri su “Pirati dei Caraibi – La maledizione del forziere fantasma”

  1. film noiosissimi.sia il primo che il secondo.ottimi gli effettacci, per carità.Ma degli attori in carne e ossa solo Depp tiene botta, con un personaggio che però non mi convince mai del tutto: troppe pose, poca sostanza. Sarà l’ambientazione piratesca a non ispirarmi, ma guardaere questi Pirati per me è come guardare il vuoto totale 😦

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  2. Invece a me non è dispiaciuto affatto.Direi forse un pizzico meglio del primo film (che fu, diciamolo, una trasposizione spudorata di Monkey Island), con una storia vagamente più cruda della precedente, ma comunque a tratti veramente spassosa.I colpi di scena sono molti (anche se per la verità tutti abbastanza scontati) ma quello che mi ha colpito maggiormente (in negativo) è stato il finale <>‘To be continue…’<> che troppe volte sto assaggiando ultimamente e che onestamente, amo sempre meno.

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