Underworld


Underworld (USA, 1997)
di Don DeLillo

Underworld si apre su uno splendido racconto, pubblicato in precedenza sotto altro titolo e ripreso in mano per fare da prologo alle quasi novecento pagine di questo romanzo. Il trionfo della morte racconta di una decisiva gara 3 fra New York Giants e Brooklyn Dodgers, che avrebbe regalato l’accesso alle World Series del 1951. Siamo nella parte bassa del nono inning, Brooklyn, in trasferta, ha un vantaggio di 4 a 1 e deve solo tenere a secco l’attacco avversario per un ultimo turno di battuta. Ma i Giants segnano il 4 a 2, mettono due uomini in base e mandano sul piatto Bobby Thomson.

Thomson piazza un clamoroso home run, Craig Hodges impazzisce al microfono, il pubblico invade il campo e i Giants vanno in finale. DeLillo racconta di quell’incredibile giornata, intrecciando in maniera mirabolante una spettacolare narrazione dell’evento sportivo e una serie di storie che in qualche modo s’incontrano allo stadio. Mentre J. Edgar Hoover assiste dalla tribuna, il giovane Cotter si gusta la partita a sbafo, in compagnia di un simpatico sconosciuto chiamato Bill. È il 3 ottobre 1951, il direttore dell’FBI viene informato dell’esplosione di un’ordigno atomico in Unione Sovietica, evento che, di fatto, darà inizio alla Guerra Fredda. Pochi minuti dopo, Thomson realizza “The Shot Heard ‘Round the World” e la palla finisce proprio nelle mani di Cotter, che finirà a doverla difendere dagli assalti di due vogliosi approfittatori.

Da questo meraviglioso racconto prende il via Underworld, un lungo romanzo corale, fatto di episodi che si intrecciano fra di loro e raccontano vita, sentimenti, società, ambizioni e desideri di quarant’anni d’America. Terminato il prologo, c’è un balzo in avanti di quattro decenni, fino all’estate del 1992, e da lì DeLillo procede a ritroso, tornando indietro fino al 1951. Filo conduttore dell’intero lbro è la palla dell’home run di Thomson, che nel corso degli anni passa di mano in mano e tocca, in un modo o nell’altro, i vari protagonisti. Fra un capitolo e l’altro, il racconto di come il padre di Cotter “rubò” la palla al figlio e si diresse verso lo stadio, nel tentativo di venderla a uno dei tantissimi tifosi già in fila per aggiudicarsi i biglietti per le World Series.

Underworld mette nero su bianco l’incredibile varietà stilistica del suo autore, capace di adattarsi ai personaggi e alle situazioni che racconta, passando dal lirismo del prologo, al linguaggio più terra-terra del capitolo immediatamente successivo. Parte della varietà di linguaggio utilizzata, con tutta probabilità, si perde nella pur ottima edizione italiana, dalla quale comunque emerge ogni tanto il tentativo di rendere, nei limiti del possibile, il minestrone lessicale composto dall’umana varietà che ne popola le pagine.

A tratti, però, si manifesta forse un “eccesso di stile”, che tende a rendere un po’ freddi certi personaggi, un po’ sterile il racconto delle loro emozioni. Questa, perlomeno, è l’impressione che ho avuto leggendo e trovandomi rapito in maniera abbastanza altalenante, coinvolto allo spasimo da alcune vicende e osservatore impassibile di altre ancora. Ma, forse, anche questo è un pregio di un romanzo che racconta di un popolo talmente enorme e multiforme da non poter risultare sempre e costantemente gradito a qualsiasi palato.

Underworld è una lettura opprimente e spossante, difficile da digerire in volata, fatta di tanti episodi più o meno lunghi che si trascinano nel tempo e necessitano di lunga digestione. Dopo averlo chiuso e riposto sullo scaffale, però, rimane una certezza: ne è valsa la pena.

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3 pensieri riguardo “Underworld”

  1. bello davvero.dello stesso autore ti consiglio Rumore Bianco, letto prima di Underworld e un filo più accessibile, non fosse altro per la mole inferiore 😀E’ uscito un nuovo Lansdale 😀 in Ita.

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  2. Acc, letto in ritardo il post.Grande romanzo. In questo periodo e’ oggetto di varie analisi (pure Lupoi!) – secondo me, rileggendo tutte le parti nell’ordine cronologico “giusto” svelerebbe ulteriori significati. Prima o poi lo faro’: mi ci vorrebbe un’edizione speciale come il DVD di Memento di Nolan che ha il doppio montaggio, originale e reverse 😀

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