Tre metri sopra il cielo


Tre metri sopra il cielo (Italia, 2004)
di
Luca Lucini
con Riccardo Scamarcio, Katy Louise Sanders, Maria Chiara Augenti, Mauro Meconi

Il mondo è bello perché è vario. Google mi racconta che le bimbe innamorate di questo film vedono nel personaggio interpretato da Scamarcio una sorta di eroe dannato. Io ci vedo un povero stronzo, che va in giro a rubacchiare, pestare la gente e impartire lezioni di vita, schivando qualsiasi punizione e tornando a casa, dove il babbo e il fratello staccano assegni e alla fin fine gli dan pure ragione, se ammazza di botte quello che gli si tromba la mamma zoccola.

Step, che bel nomignolo, si innamora a prima vista di una bella figliola e passa quasi tutto il film a spupazzarsela, senza peraltro scambiarci mai più di due parole. Del resto, considerando la personalità sotto vuoto spinto della sua dolce metà, non stupisce che voglia limitarsi al minimo indispensabile. Altrimenti rischia di scoprire che si è messo assieme a una bambola gonfiabile, mentre la sceneggiatura da drammone adolescenziale prevede che sia il suo criminale stile di vita, a mettere in crisi il rapporto di coppia.

Una colonna sonora che alterna bei momenti a chicche italiche da mani nei capelli (Sere nere, mica cazzi) e un DJ – purtroppo vero – che sciorina perle di saggezza pronte per essere trascritte nei diari di sognanti ninfette fanno tutto il possibile per rendere Tre metri sopra il cielo totalmente insopportabile. E dove non arrivano loro, ci si mette una sceneggiatura che divide i personaggi in grupponi di macchiette monocorde: da una parte gli stronzi (adolescenti o adulti, cambia poco), dall’altra i simpatici ragazzi, in mezzo gli adulti accettabili, che sono un po’ coglioni, ma in fondo son bravi.

Eppure, sarà che le aspettative si piazzavano abbondantemente sotto lo zero, ho comunque trovato un film capace di raccontarsi con leggerezza, di mettere in scena personaggi capaci di parlare senza il bisogno di fare la morale o di esibirsi in mucciniani “VAFFANCULO CAZZO PUTTANA TROIA MERDA PERCHÉ DEVI CAPIRE MI DEVI ASCOLTARE ASCOLTAMI CAZZO VAFFANCULO PUTTANA TROIA MERDA PERCHÉ CAZZO VAFFANCULO CAZZO PUTTANA TROIA“. Una fiabetta piacevole, del tutto innocua, quasi ben confezionata, con un bravo attore protagonista e addirittura qualche passaggio divertente. S’è visto di peggio, tutto sommato.

2 pensieri riguardo “Tre metri sopra il cielo”

  1. Un protagonista da fumenti al vetriolo, assolutamente. Peccato che in questa robaccia sia stato coinvolto anche uno ganzo come Bigagli (il padre di lei). Piuttosto: Notte Prima Degli Esami l’hai visto? Quello sì che è una chicca.

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