Il codice Da Vinci


The Da Vinci Code (USA, 2006)
di
Ron Howard
con
Tom Hanks, Audrey Tatou, Ian McKellen, Jean Reno, Paul Bettany, Alfred Molina, Jurgen Prochnow

Se prendi un sacco per la pattumiera, lo riempi di frutta marcia, latte scaduto e cibo avariato, lo chiudi non troppo bene e lo appoggi sul balcone esposto al sole, dopo un po’ di giorni è molto probabile che puzzi parecchio e sia pieno di vermi. Se a quel punto lo apri, togli un po’ di scatolette e barattoli vuoti per far posto e prima di richiuderlo ci caghi dentro, beh, difficilmente smetterà di puzzare. Ed è probabile che i vermi non si infastidiscano troppo per la merda.

Il codice Da Vinci cinematografico è un ottimo adattamento del mediocre libro da cui è tratto. La sceneggiatura di Akiva Goldsman tralascia (soprattutto nella prima parte) qualche episodio e ne modifica (soprattutto nella seconda parte) qualcun altro, ma nel complesso riassume molto bene il “quid” del libro.

E infatti i difetti sono gli stessi, a partire dal colossale turbine di cazzate su cui si fonda l’intreccio, proseguendo con una scrittura piatta, didascalica, logorroica e prevedibile e giungendo infine alla massacrante assenza di ritmo della seconda metà di film. Ron Howard ci prova anche, a metterci del suo, ma il materiale è indifendibile e non concede scampo.

Di buono nel film c’è che si è scelto di sorvolare su alcune fra le fesserie più impresentabili del libro e che anche per questo la sua struttura ripetitiva e monocorde emerge meno. Di non altrettanto buono c’è un’impressione di tirato via nell’adattamento delle sequenze iniziali e una pesantezza se possibile ancora più marcata del segmento centrale, quello più “divulgativo”. Di pessimo c’è il fatto di dover vedere un attore delizioso come Ian McKellen sprecato in roba del genere.

Dan Brown, devi bruciare all’inferno, e con te tutti gli stronzi – me compreso – che ti hanno dato dei soldi per questa merdata.

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7 pensieri riguardo “Il codice Da Vinci”

  1. Cavolo….ci sei andato duro….deve averti proprio deluso…io in effetti non l’ho trovato molto appassionante, appunto perchè come hai detto tu abbastanza logorroico…però alla fine non era così malaccio….il film lo andrò a vedere ormai solo per vedere se hai ragione^^

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  2. Secondo me tolte le minchiate varie su vangeli leonardi maddalene e cristi, il libro è un buon thriller (per quanto scritto MALISSIMO), ispirato tantissimo ai vari micheal crichton et similia e con un buon ritmo ed elevata suspence. Non era però assolutamente adatto a una trasposizione cinematografica, ne per il ritmo, ne per i lunghi dialoghi e i tanti pensieri del protagonista, ne soprattutto per la trama troppo lunga per un film. Il risultato finale è quindi secondo me fin troppo buono!

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  3. Guarda, secondo me il libro (come il film), pur essendo scritto coi piedi, ha un buon ritmo fino circa a metà. Da quando entra in gioco Teabling diventa una palla insostenibile.

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