[E3 2006] Ma sì, dai, il blog dei cazzi miei.


Partenza da Milano col botto: Zave ha il passaporto in guru meditation e non può venire. In compenso c’è la mamma di Silvestri, che si farà sette giorni di cazzi suoi per poi proseguire la vacanza in compagnia del figlio. Durante il viaggio mi sciroppo l’ottimo Le tre sepolture (ne parlerò prima o poi), leggo un paio di fumetti e finisco il libro sul Saturday Night Live. Non ci sono altri film interessanti che non siano già visti o King Kong (che su quello schermo mi fa proprio tristezza) e allora si gioca a Outrun 2006 su PSP, si legge ESPN Magazine e si chiacchiera con Polli, Skulz e Paglianti. Ah, per la cronaca, oltre a loro e a Silvestri, della spedizione fanno parte Tradardi, Minini e Ualone. La transvolata si conclude in anticipo di qualche minuto, ma in compenso ci tocca stare fermi in aereo per altri 20 giri d’orologio, dato che c’è un velivolo parcheggiato dove dovremmo agganciarci. Meno male che all’autonoleggio si attende solo mezzora per il van da dodici posti (si vede all’estrema sinistra della foto).

Dopo l’installazione in camera (sto con Silvestri e il fantasma di Zave), ci si dirige sulla promenade per cenare. Nel cercare un parcheggio coperto, scopriamo che ne esistono alcuni dall’ingresso troppo basso, in cui non possiamo entrare. Ne troviamo uno in grado di accoglierci (altezza massima sei piedi e nove) e gestiamo, ma Minini è già entrato in paranoia: teme che non riusciremo ad entrare nel parcheggio dell’E3.

Gestito il pullman, ci incamminiamo lungo la promenade, con mamma chioccia che ci guida in giro. Destinazione, un fantastico ristorante giapponese in cui si paga un 20 dollari di fisso e si prende roba dal buffet fino a sfinimento. Come qualità siamo più o meno in zona My Sushi: niente di clamoroso, ma ci sta dentro. Dopo un primo piatto di roba calda (tenpura, spaghetti, pollo teriyaki… ) attacco la zona sushi/sashimi e scofano fino allo sfinimento.

Nel dopocena ci si dirige stremati verso l’albergo, pur facendo tappa a uno Starbucks. Mentre camminiamo nel parcheggio, qualcuno di cui non faccio il nome viene abbordato da due femmine autoctone. Qualcun altro cerca di approfittarne. Li abbandoniamo entrambi in loco, ma non combineranno un cazzo. Tornati in albergo, Silvestri – che fino a un attimo prima faceva il fenomeno chiedendo che rimanessimo in giro – collassa subito. Io reggo fino alle 22:30 cazzeggiando al PC, ma poi mi sdraio e svengo, dopo ventisei ore e mezza di veglia, con tre ore circa di sonno sulle spalle.

Continua…
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