The Boondock Saints


The Boondock Saints (Canada/USA, 1999)
di
Troy Duffy
con
Sean Patrick Flanery, Norman Reedus, Willem DaFoe, David Della Rocco

Cosa succede se un irlandese che si è visto tonnellate di polizieschi orientali decide di dedicarsi alla regia? Succede The Boondock Saints. L’opera prima (e ultima) di Troy Duffy, infatti, pesca a piene mani da quell’immaginario con gli occhi a mandorla, fatto di personaggi smodatamente sopra le righe, estremizzazione di valori e sentimenti e situazioni ben oltre il limite del ridicolo, seppur tenute in piedi da una certa carica autoironica.

The Boondock Saints, ovviamente, non si limita a questo, ma attinge da tutta la cinematografia di genere occidentale. Un pizzico di Tarantino, una spruzzata di Scorsese, un po’ di deriva religiosa e il minestrone soddisfa grazie una scrittura rozza, ma efficace, caratterizzata da idee interessanti e da un divertente inseguirsi di lingue e accenti da tutto il mondo.

Sorta di The Punisher innaffiato di birra, sulla distanza la pellicola di Duffy mostra un po’ la corda, per la continua ripetizione delle stesse soluzioni narrative – interessanti, ma pochine – e per l’incapacità di realizzare una chiusura degna. Resta comunque un’opera prima interessante, della quale però non si sono visti seguiti.

5 pensieri riguardo “The Boondock Saints”

  1. Vidi questo film quattro o cinque anni fa. Sicuramente non ti ricordi, ma te lo consigliai. Ero convinto che ti sarebbe garbato da matti e questa è la riprova che i tuoi gusti proprio me sfuggono. Nemmeno a me comunque ha fatto impazzire. Ma te lo sai che DaFoe s’è sposato con la Giada Colagrande (la regista/interprete del pessimo Aprimi Il Cuore)? Ora sta a Roma. Mesi fa DaFoe era spesso a Coming Soon Magazine, nella poltrona, con Mauro Donzelli. Stava lì tranquillo, per tutta la puntata, nemmeno se lo filavano troppo. Spettacolare!

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  2. Sì sì sì… la Colagrande, mi viene male al ricordo di quel film davvero imbarazzante. Già allora stava con DaFoe. E’ quella cui è morta la nonna e con l’eredità si è presa la videocamera, e anche DaFoe. Mah.

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  3. Aprimi Il Cuore è pessimo, ma ora al cinema c’è un film italiano veramente tremendo, ed è l’ultimo Bellocchio. Stavolta gli è uscito un film inaspettatamente trash. Presuntuoso come il suo protagonista e con quest’ansia di annoiare il pubblico, di nonnizzarlo con mille nonsense. Orripilante. Era da Vajont e Ravanello Pallido che non vedevo film italiani tanto brutti. Invece sai qual’è un capolavoro? E Se Domani. Per me uno dei migliori della stagione.

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  4. E’ probabile che il regista di matrimoni sia presuntuoso tanto quanto il suo regista. ho sentito Bellocchio su Radio 24 una mattina del mese scorso, intervistato da Santalmassi, programma “Vivavoce”. Cercati il podcast sul sito, io ho provato, anche se è molto mal fatto..sono sicura che c’è. Basta sentirlo parlare del film e capisci subito la merda che ha girato.

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  5. Sì sì, concordo. L’ho anch’io sentito in un’intervista e… mammamia. Veramente uno che pensa di cagare arte. Uno che naviga a vista, acritico come pochi e se ne frega di non annoiare, che tanto è chiaro che per lui l’arte può contemplare pure lo smaronamento più totale. Come i peggiori insegnanti di italiano fissati con Carducci e Fogazzaro.

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