La Copa de la Vida (Frogé)


Qualche tempo fa in Future abbiamo disputato un mega torneo interredazionale di Pro Evolution Soccer 5. Doveva esserci anche la coppa di lega, ma il gioco non l’aveva permesso. Alla fine abbiamo deciso di farla comunque, creandola a parte e utilizzando i piazzamenti in campionato per compilare il tabellone. Alcuni hanno deciso di cambiare squadra (Il Toso è passato dal Liverpool alla Juventus, Vètova dal Liverpool al Milan e Ualone dal Real Madrid all’Inter), mentre io ho scelto di continuare a usare la Fiorentina. Si trattava della coppa legata al campionato in cui mi ero messo polemicamente alla guida di quella squadra e, visto che ormai mi ci ero affezionato, non ho voluto cambiare.

In avvio di campionato avevo detto di voler puntare proprio alla coppa, perché sapevo che con la Fiorentina mi sarebbe stato impossibile vincere un torneo a classifica. Diverso, invece, sarebbe stato con l’eliminazione diretta, dato che comunque sulla singola partita può succedere di tutto e che può sempre capitare un tabellone fortunato. In realtà, il mio tabellone non è stato proprio da gridare al miracolo, visto che mi sono trovato ad affrontare al primo turno chi, fra gli ultimi, mi aveva in assoluto messo più in difficoltà (Alepolli), al secondo uno degli unici due con cui in campionato non ho fatto punti (Ricky) e al terzo quello che più di tutti mi ha messo sotto sul piano del gioco (SS). Eppure, nonostante tutto, ho avuto una chance di andare fino in fondo, ma non l’ho sfruttata.

Il primo turno ha visto in gioco otto squadre, con i primi quattro classificati del campionato che ci aspettavano ai quarti di finale. La Juventus del Toso ha avuto vita abbastanza facile contro l’Inter di Ualone: vittoria per 0 a 2 in trasferta e pareggio 1 a 1 in casa. Ma è stato l’unico confronto non giocato sul filo di lana. La Juventus di Zave, opposta al Middlesbrough di Grùspola, è stata l’unica squadra in grado di ribaltare il pronostico (ma del resto era la testa di serie numero 9, opposta alla numero 8), vincendo in casa per 1 a 0 e andando a pareggiare 1 a 1 in trasferta, con due match estremamente equilibrati. La Roma del Duspa ha trovato una vittoria quasi miracolosa in trasferta contro il Milan di Vètova, segnando all’ultimo minuto del supplementare il gol dell’1 a 2. Al ritorno è finita 1 a 1, ma Vètova ha sprecato davvero tante occasioni per portare il match ai supplementari. Infine, il mio doppio confronto con Alepolli: un’andata terrificante a San Siro, che mi ha visto andare sotto per 2 a 0 nel primo tempo e riuscire a pareggiare solo allo scadere della ripresa, e un ritorno vinto per 3 a 0, ma molto più equilibrato di quanto il risultato dica, soprattutto perché sull’1 a 0 Alepolli ha sbagliato un rigore e il terzo gol è arrivato solo nel finale.

Ai quarti di finale c’è stata un’ecatombe di teste di serie. Il Chelsea di alegalli, dopo aver vinto in casa per 1 a 0, è stato distrutto al Delle Alpi dalla Juve del Toso, che gli ha rifilato ben quattro reti senza incassarne una. Partita comunque sfortunatissima per gli inglesi, che hanno mandato la palla sul fondo almeno cinque volte a porta vuota. Destino ancor più beffardo per la Juventus di Patriarca, scudettata in campionato: fermata due volte sullo 0 a 0 dalla Juventus di Zave, è stata eliminata per 2 a 3 ai calci di rigore. Unica testa di serie a uscire indenne dai quarti di finale, il Milan di SS (secondo in campionato), che contro la Roma del Duspa ha vinto per 1 a 0 all’Olimpico e ottenuto l’1 a 1 in casa, rimontando dall’iniziale svantaggio. Io ho incontrato la Juventus di Ricky, contro cui in campionato avevo racimolato due sconfitte per 2 a 1. All’andata ho sostanzialmente dominato, ma sono andato sotto per un autogol di Kroldrup e ho incassato subito dopo il raddoppio a firma Ibrahimovic. La partita, come al solito, è finita 2 a 1, grazie a una gran botta di Brocchi nel finale. Al ritorno, però, ho spezzato la maledizione, vincendo 1 a 0 su preciso diagonale di Jimenez.

In semifinale si è spenta la favola della Juventus di Zave, che contro la Juventus del Toso non è riuscita a ribaltare il terzo pronostico di fila. All’andata, in trasferta, ha chiuso su un ottimo 1 a 1, ma al ritorno si è trovata a inseguire, inutilmente, per novanta minuti: sotto per 1 a 0, pareggio, sotto per 2 a 1, pareggio, sotto per 3 a 2, tutti avanti in preda alla disperazione, 4 a 2 subìto in contropiede. Io, all’andata, ho giocato una partita splendida contro il Milan di SS, squadra che in campionato ho sofferto in maniera pazzesca. Nel primo tempo non gli ho quasi fatto vedere palla, sono andato in vantaggio con un gollonzo, ma ho legittimato con il dominio sul campo e le tante occasioni costruite. Purtroppo, ho sprecato tantissimo, mandando fuori, a porta vuota, almeno tre occasioni (maledetto Bojinov… ). Nella ripresa i ragazzi sono un po’ calati, ma stavano tenendo. Purtroppo, all’ultimo minuto di recupero, Shevchenko ha tirato una bomba sulla traversa, il pallone è rimbalzato sulla linea e Di Loreto è arrivato a valanga, segnando un autogol. Il secondo subìto nel torneo. Al ritorno, in trasferta, serviva l’impresa, ma la partita è iniziata in maniera tragica: quarto minuto, un mio giocatore passa la palla a Gilardino sulla nostra trequarti (…), io vengo colto dal nervosismo ed entro da dietro. Rosso per Ujfalusi e disperazione. A quel punto, ovviamente, SS ha fatto valere la supremazia tecnica e fisica del Milan, schiacciandomi nella mia metà campo, segnando il gol vittoria e sprecando almeno un paio di altre occasioni. Io sono riuscito ad andare in avanti solo un paio di volte in contropiede, tirando peraltro in pieno recupero un’occasione clamorosa in faccia a Dida. Mani nei capelli per Pazzini, fine del torneo.

In finale SS ha avuto la meglio sul Toso in una partita molto equilibrata e vinta di misura, un 1 a 0 che comunque rispecchia abbastanza quanto visto sul campo. Capocannoniere del torneo è stato l’Ibrahimovic del Toso, con cinque reti, mentre miglior assistman è stato Camoranesi, sempre per il toso, con tre passaggi vincenti. Dei miei, migliori marcatori Pazzini e Fiore (due gol a testa) e tanti giocatori con un assist.

In conclusione, posso dire di aver rosicchiato mezza scrivania. Non tanto per l’esito finale del doppio confronto con SS, che di suo ci può stare, ma per la partita d’andata buttata via sprecando tutte quelle facili occasioni e segnando quel ridicolo autogol e per non aver praticamente giocato il ritorno. Sarebbe stato meglio mantenere la calma, rischiare magari anche di subire un gol, ma rimanere in undici e giocarmela fino alla fine. Tanto più che in finale, col Toso, me la sarei perlomeno giocata alla pari. Peccato.

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