The Fog (1980)


The Fog (USA, 1980)
di
John Carpenter
con
Adrienne Barbeu, Jamie Lee Curtis, Janet Leigh

Nel 1980, i marinai colpiti dalla Maledizione della Prima Luna erano molto meno atletici, ma più sistematici e metodici nel colpire. Sfondavano motori, tagliavano cavi del telefono, distruggevano generatori e mettevano in ginocchio intere cittadine. Sarà che, appunto, sono passati venticinque anni, ma l’organizzazione da team SWAT di cui sono capaci i “fantasmi” di The Fog mi ha fatto un po’ sorridere, così come alcune sequenze mi sono parse un po’ datate, vuoi per la nebbia luminosa e iperveloce, vuoi per il fatto che gli spiriti vendicativi sembrano passare più tempo a spararsi le pose plastiche che a portare avanti la loro vendetta.

Ugualmente The Fog funziona una meraviglia, specie nella prima parte, grazie alla semplicità dell’intreccio, ridotto a una singola idea protratta per novanta minuti. Abbastanza netta, e non solo per la presenza di Jamie Lee Curtis, la derivazione dal precedente Halloween: la stessa, semplice, rozza ed efficace struttura narrativa, lo stesso trapanante utilizzo delle musiche, la stessa raffica di inquietanti e subdole immagini statiche. Sembra lo stesso film, rifatto due anni dopo, solo sfruttando un pretesto differente e, forse, meno incisivo.

Mean Girls


Mean Girls (USA, 2004)
di
Mark Waters
con Lindsay Lohan, Rachel McAdams, Lacey Chabert

Leggi il nome dell’ennesima pseudo-icona pop minorenne alla voce “protagonista”, noti l’ambientazione scolastica, annusi la puzza di già visto e ti aspetti la solita commediola adolescenziale di poche pretese, sciocchina e prevedibile, che si risolve nei buoni sentimenti e insegna un po’ di morale alle giovani in ascolto. Te la aspetti e in parte la trovi. Ma trovi anche qualcosa di diverso, un film dalla scrittura solida e frizzante, con trovate piacevoli e soluzioni non banali. Un film che, per il genere cui appartiene, ha un raro e apprezzabile gusto per l’autoironia e il demenziale.

Intelligente e a modo suo realistico nelle dinamiche fra i personaggi, sfiziosamente paragonate alla dura legge dalla savana, Mean Girls è una piacevolissima sorpresa. Non solo diverte e scorre, ma risulta quasi del tutto privo di quello stucchevole buonismo da quattro soldi tipico in questi film e intriso di cinismo e trovate al vetriolo. E se anche il finale a tarallucci e vino manifesta cattiveria, magari di facciata, ma pur sempre cattiveria, scopri che proprio amaro in bocca il film non te ne lascia. Promosso con decisione.

Usenet Amarcord #005


Quedex, 11 marzo 2001

si sposa

eh si, lunedi si sposa

ma è una cosa bella no?

e poi domani abbraccio Silvietta e la tristezza passa subito

ma vuoi mettere? adesso conosco lo spirito di Vegeta, e in primavera avrò finito la casa

e allora bovati verrà a fraggare, e dopo aver fraggato andremo al Saloon e troveremo il Della, il Gran Visir e Dario ed io offrirò tequila a tutti

e se sull’apple cinema da 22″ ci piazzo anche qualche bel platform non è improbabile che pure il Maderna, Chinnico ed un botto di altra gente passi di lì

e come quando avevo vent’anni prenderò la bici alle 6 del mattino e andrò al lavoro con il freddo

e se anche nulla di tutto questo avverrà ci sarà qualcosa di altrettanto meraviglioso

magari la canzone che sto ascoltando adesso

magari una cosa che nemmeno immagino

a Place Vendome, mentre correvo sotto la pioggia tenendole la mano giravamo come in un valzer
tutto ci faceva da orchestra
c’era tutta quella materia che rende magnifiche le poesie
c’era tutta la felicità della vita, in un solo punto

bisogna fare soltanto una cosa importante
se fallisci quella non serve a nulla farne altre nel modo giusto

Il thread originale su google gruppi

Qualche link


Condividiamo un paio di siti su cui sono capitato negli ultimi giorni.

Ape Collection
Sorvoliamo su quanto farà sorridere i vittari il nome del sito, comunque si tratta di un negozio online che vende action figure, statuette, gashapon e simili. Ho raccolto il biglietto da visita alla fiera di Lucca e ci sono andato per la prima volta oggi. Non so se siano affidabili, quindi non mi assumo responsabilità. I prezzi mi sembrano comunque accettabili.

Emerald City
Locus Online
Strange Horizons
Tre riviste online dedicate a fantasy e fantascienza.
Emerald City si occupa di letteratura, ma contiene anche articoli su cinema, tv, fumetti e compagnia bella. Può essere letta sul sito o scaricata, sotto forma di pdf o file word, in diversi formati. Locus Online sconfina anche nell’horror, ma si limita alla letteratura scritta. Ne esiste anche una versione cartacea, ma sono comunque due realtà abbastanza indipendenti. Strange Horizons, infine, è una raccolta di racconti, poesie, articoli, disegni e altro, ovviamente tutto strettamente legato ai reami della fantasia.

Fasco-CS
Una serie di avventure grafiche realizzate in Flash e Shockwave, molto d’atmosfera e molto piacevoli (e difficili). Conoscevo già la Crimson Room, la Viridian Room e la Blue Chamber ma ho appena scoperto la nuovissima White Chamber.

Il sito ufficiale di Andrew Vachss
Non credo ci sia molto da spiegare.

In coda, sottolineo che ho aggiunto in archivio le recensioni di 28 giorni dopo, La maschera di cera, Garden State e Boogeyman, oltre alla panoramica sui film di Batman.

L’attacco dei mostri di neve mutanti

Le storie di Natale Marvel Comics sono un classico (neanche troppo) irrinunciabile. Ogni anno funestano i lettori con il solito minestrone di buoni sentimenti e pacchianeria, ma ogni tanto ne esce fuori qualcosa di buono. A volte, addirittura, qualcosa di eccellente.

The Final Courtain è un gioiellino, tenero e irresistibile. Pur banale nello spunto, che sfrutta il classico dialogo immaginario con un caro estinto, la storia di Paul Jenkins è un meccanismo perfetto. Lo scrittore britannico sfrutta la canonica ventina di pagine per confezionare una lucida analisi della psiche di Peter Parker, affrontandone dubbi, rimorsi e rimpianti. Il tutto sotto una malinconica, deliziosa e calda luce natalizia, dipinta da Mark Buckingham con un tratto che strizza affettuosamente l’occhio alle strisce di Calvin & Hobbes.

Tutto questo mentre quel vecchio rincoglionito di Chris Claremont ancora ci tedia con l’ennesima cazzata festiva in cui una banda di supereroi imbolsiti si riunisce sotto il vischio per sommergere il lettore con una raffica di stucchevoli stronzate. Uno scartavetramento di coglioni reso ancor più grave dal suo inserimento, nell’edizione italiana, subito dopo l’episodio conclusivo del ciclo scritto da Chuck Austen. Un arco narrativo che forse non fa gridare al miracolo, ma resta solido e convincente, con un epilogo certo più toccante del buonismo di maniera che mi è toccato leggere subito dopo.

The Final Courtain, da Spectacular Spider-Man (vol.2) #27
Edizione italiana pubblicata su L’Uomo Ragno #428

Full Circle, da X-Men #164
Hark How the Bells–!, da X-Men #165
Edizioni italiane pubblicate su Gli incredibili X-Men #186

Calvin & Hobbes