Harry Potter e il principe mezzosangue


Harry Potter and the Half-Blood Prince (UK, 2005)
di
J.K. Rowling

A essere sincero ho trovato Harry Potter e l’ordine della fenice abbastanza deludente, farraginoso nello sviluppo, incapace di creare pathos e tensione nella sua scena madre e caratterizzato soprattutto da un protagonista totalmente insopportabile (ma forse ad essere davvero insopportabile era il fatto che nessuno lo prendesse a ceffoni). Per questo motivo non mi sono trovato ad attendere con particolare ardore l’uscita italiana del sesto episodio, che mi ha anzi colto abbastanza di sorpresa, e ho approcciato il libro quasi per inerzia. Forse anche per una questione di scarse aspettative, sono rimasto molto piacevolmente colpito.

Il principe mezzo sangue ritrova la migliore verve della Rowling, racconta la sua storia in maniera appassionante e tratteggia personaggi che, forse per il sempre più deciso abbandono dei loro tratti maggiormente infantili, convincono meglio rispetto al recente passato. Lo sviluppo e le soluzioni narrative non dicono molto di nuovo e tutto si svolge secondo i canoni cui l’autrice ci ha abituati, sfruttando i ritmi scolastici, la lenta progressione a compartimenti stagni e il sempre più pressante tema delle relazioni amorose.

Ad ogni modo qualche bella sorpresa c’è e si respira un’atmosfera da mistery molto riuscita. Ho trovato forse eccessivamente didascalico il voler a tutti i costi approfondire i trascorsi di Tom Riddle per sottolinearne i parallelismi con Harry, ma si tratta comunque di un mezzo per tratteggiare in maniera molto efficace l’interessante rapporto fra i due maghi e il preside di Hogwarts.

Clamorosamente riuscito l’ultimo centinaio di pagine, che mantiene i ritmi blandi del libro anche nel descrivere il pericoloso viaggio di Harry e Silente, ma subisce poi un’improvvisa impennata, che travolge il lettore come, ribadisco, il precedente libro non si sognava neanche lontanamente di riuscire a fare. E questa volta la voglia di sapere come andrà avanti la vicenda c’è eccome, anche perché, viste le premesse, il prossimo episodio potrebbe stravolgere parecchio le carte in tavola.

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4 pensieri su “Harry Potter e il principe mezzosangue”

  1. Mah… secondo me è una saga decisamente ben fatta. Pure io una volta ero scettico su Harry Potter, più che altro perchè magari faceva figo andare in controtendenza (sai ci sono periodi in cui la gente capisce poco), poi ho iniziato a leggere il primo e non mi sono più fermato. Vanno via velocissimi oltretutto.

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  2. Il libro per me è stupendo. Credo sia il migliore dei sei finora scritti. Il finale inaspettato da quel tocco in più al libro facendo venire una voglia matta di leggere il seguito che come si dice concluderà la serie. Un “difetto” per me è però è la durata. Speravo in un libro più lungo ^^

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