Bei momenti #001


[01:34] Sybil Vane: auhauhaua mi sono laureata 😀
[01:35] giopep: HAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAAH
[01:35] giopep: complimentz!
[01:35] giopep: :*
[01:36] Sybil Vane: grazie :*
[01:36] giopep: hahahah, ascolta
[01:36] Sybil Vane: dimmi
[01:36] giopep: quando era che sei venuta a ritirare il nerbo?
[01:37] Sybil Vane: ahahhahahah
era lo smau dell’anno scorso mi pare
[01:37] giopep: 😀
[01:37] Sybil Vane: si era per lo smau
[01:37] giopep: cazzo, non trovo la foto
[01:37] Sybil Vane: tra l’altro domani sera ho una cena con quelli li O_o
[01:37] Sybil Vane: lol, meglio 😀
[01:37] giopep: LOL
[01:37] giopep: trovata
[01:38] Sybil Vane: omg

The Interpreter



The Interpreter (USA, 2005)
di Sidney Pollack
con Nicole Kidman, Sean Penn, Catherine Keener

Perché quando si parla di Africa e relativi problemi bisogna scivolare così tanto nella retorica e nel banale?

Perché si devono mettere in bocca ai personaggi solo frasi scolpite nella pietra?

Perché i protagonisti (e non solo loro) devono essere così forzati da sconfinare nella macchietta?

E’ impressionante quanto in questo The Interpreter ricordi The Constant Gardener, anche se perlomeno qui manca l’insopportabile patina caramellosa che ricopre le immagini del film di Meirelles. E più in generale, The Interpreter ha il gran pregio di funzionare alla perfezione quando si limita a fare il thriller – per esempio nell’ottima sequenza del triplo pedinamento – e non si preoccupa del messaggio “importante” o della ridicola caratterizzazione dei due protagonisti, peraltro ben interpretati dai sempre gradevoli Sean Penn e Nicole Kidman (in modalità cavallona gnocca, che non guasta mai).

Peccato per il resto, davvero fastidioso.

Rompiamo il ghiaccio

Da qualche tempo, non so quanto, ma di sicuro da qualche giorno, giocherello con la voglia di creare un mio blog. Forse perché ultimamente mi sono appassionato alla lettura di blog come quelli di Luttazzi e Beppe Grillo, forse semplicemente perché alla fine pure io sono una vittima delle mode.
In maniera totalmente casuale, a sottolineare ancora una volta la bellezza delle combinazioni e il fatto che un qualche Dio c’è, e si diverte un sacco, proprio oggi il Della mi ha detto in ICQ che dovrei iniziare a gestire un mio blog. L’invito è sorto nel mezzo di un discorso più ampio, che riguardava il mio lavoro e le mie passioni, ma intanto è andato a segno, visto che mi sono messo a farlo, ‘sto benedetto blog.
Mentre noto che il timore di non sapere cosa scrivere sta velocemente lasciando spazio alla mia proverbiale logorrea, dico a quei quattro disperati che stanno leggendo che qua dentro parlerò di qualsiasi cosa mi passi per la testa, spesso riciclando senza ritegno i post su cinema, videogiochi, musica, sport e chissà cos’altro che scrivo per newsgroup come it.fan.studio-vit e it.arti.cinema. Altre volte, come in questo caso, partorirò dal nulla.

Se qualcuno avrà voglia di leggermi, bene, altrimenti bene lo stesso, che tanto il blog lo faccio per me stesso.

Vediamo che succede.
Saludos.