Locarno/Venezia a Milano – Day one


Giornata interamente dedicata al festival di Locarno.

In concorso
La guerra di Mario
di Antonio Capuano (Italia)
Menzione speciale per Marco Grieco
Un bambino insopportabile, figlio di una vacca insopportabile, viene affidato a una donna insopportabile, che ha una madre insopportabile, sta con un uomo insopportabile e deve sottostare alle inquisizioni di una psicologa insopportabile per evitare che le venga tolto l’affidamento. Insopportabile.

In concorso
Nove vite da donna
di Rodrigo Garcia (USA)
Pardo d’Oro
Premio per la miglior attrice ex aequo alle nove protagoniste
Primo premio giuria dei giovani
Menzione speciale Giuria FICC/IFFS
Nove brevi episodi pescati dalla vita di altrettante donne e narrati tutti con efficaci piani sequenza. Il filo conduttore, perlomeno il più sottolineato, si rende esplicito per bocca di una delle protagoniste verso metà: “Il mondo è piccolo”. E infatti piano piano i personaggi dell’una o l’altra storia appaiono come funghi e collegano gli episodi nelle maniere più inattese. Nel finale il giochino dei rimandi (forse) svanisce. L’idea è davvero quella di raccontare brevi “segmenti”, tanto che quasi nessuno ha una vera conclusione e spesso si rimane lasciati in sospeso. Strepitoso l’episodio con la Robin Wright, ottimi praticamente tutti gli altri, apprezzabile il fatto che non sia l’ennesimo film sulle donne che spiega agli uomini (inutilmente, perché non possono capire) quali incredibili, meravigliose creature esse siano. Davvero brave e in parte le attrici.

Sezione Cineasti del presente
Lonesome Jim
di Steve Buscemi (USA)
Simpatico, divertente, cinico, un po’ buzzurro e cattivello, ma con un cuore grande così: ormai da tempo Steve Buscemi interpreta praticamente sempre lo stesso personaggio e non stupisce che, nel mettersi dietro la macchina da presa, confezioni un film che corrisponde alla stessa descrizione. Scritto bene e piacevolissimo, quel cretino di Zach Braff dovrebbe dargli un’occhiata.
Ah, Casey Affleck è la versione Giovanni Ribisi di Ben Affleck. Un po’ inquietante.

In concorso
Un couple parfait
di Nobuhiro Suwa (Francia/Giappone)
Premio speciale della giuria
Premio giuria C.I.C.A.E./Arte & Essai
Il napalm, sulla Francia intera. Anche sul Giappone. Ma soprattutto sulla Francia.

In concorso
3 Grad Kaelter
di Florian Hoffmeister (Germania)
Pardo d’argento miglior opera prima
Il grande tiepido. Cinque anni dopo, un gruppetto di amici si ritrova all’insegna di gelosie, vecchi rancori, tresche amorose, antipatie e menate varie. Non è ancora morto nessuno, ma per la fine del film il desiderio di farne fuori almeno un paio è forte davvero. Solita fighettatina tedesca, tutta pulitina, perfettina, leccatina, patinatina e sotto vuoto spinto. Bella raga, tutto rego.

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