28 giorni dopo


28 Days Later (GB/Francia, 2002)
di
Danny Boyle
con
Cillian Murphy, Christopher Eccleston, Brendan Gleeson

Con questo film ho perso l’ultima oncia di fiducia nell’operato di Danny Boyle. Trainspotting a suo tempo mi aveva fulminato, ma ero un adolescente alcolizzato e, francamente, dal ricordo che ne ho e a giudicare dai film successivi di Boyle (che ricordo con maggiore chiarezza), dubito che rivedendolo lo apprezzerei allo stesso modo. A life less ordinary era appena appena divertente, The Beach si rivelò una gran cagata e questo 28 giorni dopo ne è la risultante merda fumante.

Un filmetto mediocre, un horror che di buono ha giusto l’idea di partenza (ovvero l’unica cosa non partorita da Boyle e dal suo degno compare Garland) e i primi minuti, ma che scivola velocemente nell’inutile e fastidioso. Boyle dimostra di fottersene altamente della possibilità di raccontare alcunché e passa tutto il tempo alla ricerca dell’inquadratura più ganza possibile: chiaro che, dai e ridai, fra una spennellata in digitale e l’altra, ogni tanto salta fuori qualche immagine evocativa (Manchester in fiamme, l’apparizione del jet fra le nuvole al termine dell’inseguimento sotto la pioggia), ma nel complesso il risultato è irritante e crea il solo effetto di generare distacco dal racconto, di non far appassionare per nulla alle vicende.

Un taglio pretenzioso e supponente, una colonna sonora quasi sempre fuori posto e una sceneggiatura all’insegna del prevedibile e dello sciatto, con personaggi insopportabili che dicono solo banalità e fesserie, completano il quadro. Non bastasse tutto questo, il film è un continuo e inesorabile declino: parte in maniera intrigante, prosegue a suon di fighetterie inutili e degenera, più o meno in concomitanza con l’arrivo al campo militare, in un tripudio di trash involontario e moralismi squallidi.

E mi ero perfino dispiaciuto di averlo perso al cinema, dove posso solo immaginare quanto rendesse bene quel digitale di merda…

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4 pensieri su “28 giorni dopo”

  1. Però la prima parte, quella del viaggio, aveva qualcosa di paurosamente bello. Era evocativa da matti, e il senso di spaesamento e pericolo me lo sono sentito addosso tutto, come non mai. Quello che non m’è piaciuto del film sono come Boyle ha girato gli attacchi degli zombie, e tutta un seconda parte prevedibile e noiosa, quella nel covo dei militari.L’Alba Dei Morti Viventi, in ogni caso, è troppo meglio. Ricordo che t’è piaciuta anche a te. E l’ultimo Romero l’hai visto?

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  2. Guarda, io la prima parte l’ho trovata potenzialmente bella, ma rovinata da una colonna sonora imbarazzantemente fuori luogo. Ma è un’opinione personale derivata anche dal fatto che secondo me utilizzare canzoni come colonna sonora di un film è estremamente difficile e davvero pochissimi sono in grado di farlo senza scadere nel pacchiano (involontario). Pedditte, Tarantino è l’unico che mi viene in mente davvero bravo in questo. La parte militare del film è indecente, siamo d’accordo.L’alba dei morti viventi (remake) è un gioiello. Splendido davvero.Poi io gli zombie li adoro e guardare quel film al cinema è stata un’esperienza catartica.😀L’ultimo romero non mi è piaciuto.L’ho trovato… innocuo.Né carne né pesce, poco incisivo (oltre che trito e ritrito) nel suo aspetto “politico”, mortalmente inefficace come horror puro.Non c’è un minimo di tensione, mai, anche perché i protagonisti non sono mai in pericolo, dall’inizio alla fine. Gli unici a morire, o a rischiare di farlo, sono i personaggi secondari, messi lì apposta, e palesemente, per fare una brutta fine.Poi, per carità, ci sono delle idee interessanti, però mi ha davvero lasciato perplesso.Il confronto col remake di Snyder, comunque, è impietoso (ma tutto sommato ingiusto, sono opere diverse, dagli intenti diversi).

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  3. L’unica cosa che non mi è piaciuta del remake di Snyder è il cambio di regia e di fotografia nel finale. Dalla fuga in poi. A proposito dell’uso della musica, una cosa che te velevo chiedere ma poi mi scordai: scrivesti che non ti piace come Bellocchio utilizza la musica. Che intendevi?Ah, stanotte ho sognato te e la Rumika. Ricordo solo che s’era in un treno, e nel finale io ero inseguito dal treno ed ero sicuro di andare più veloce, insomma l’avevo presa alla leggera. Ma quello incalzava, io correvo e ad ogni passo lo toccavo col piede della gamba piegata. E lì la tensione: “se inciampo sono morto”. Poi ce l’ho fatta a buttarmi sul ciglio dove eravate voi.

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